FARE

Camino e scala soluzione perfetta

È il segno di un passaggio epocale. Un esempio di quanto siano cambiate la sensibilità estetica e il modo di vivere, nel corso degli ultimi venticinque anni.
L’appartamento all’origine presentava una scansione tipica degli anni postbellici, trascinatasi in avanti per tutti gli anni Settanta e Ottanta del secolo passato.
Nella palazzina di due piani, al piano secondo la porta si apriva sul corridoio centrale: su un lato si allineavano gli ambienti per il giorno, sull’altro quelli per la notte. Locali compartimentati, separati: cucinotto diviso dal locale pranzo, a sua volta separato dalla sala… Sull’altro lato del corridoio: studiolo, bagno, camera da letto singola, camera da letto doppia… Un appartamento come tanti altri, dove ogni ‘stanza’ si presentava come un universo a sé stante, definito dalla sua funzione specifica. Mancava l’emozione, la partecipazione. C’era la funzione, mancava la libertà. E’ qui che si è innestato il progetto. L’intervento architettonico che è partito dal recupero della terza dimensione: l’altezza. Tutto è stato incentrato sull’elemento che evidenzia l’essenza dello spazio in altezza: il camino. Realizzato su disegno dall’artista Ciarrocchi, esso è a pianta circolare, centro simbolico della casa, mediatore di verticalità con la sua sottile canna fumaria. È il segno che unisce visivamente tutti gli ambienti, e li individua in prospettive diverse.Andrea Lupacchini, architetto. Nasce a Roma, dove si laurea con lode in Architettura nel 1993 presso l’Università La Sapienza, con una tesi in Tecnologia dell’architettura. Architetto e designer, si occupa di sperimentazione e ricerca applicata, nella professione e nella didattica, collaborando dal 1992 con le Università di Camerino, Roma Sapienza Architettura Ludovico Quaroni, Roma Tre, Istituto Europeo del Design di Roma e Business Innovation Centre Omega di Teramo. Svolge una intensa attività professionale e di sperimentazione come progettista e consulente di sistemi abitativi industriali. Ha vinto numerosi concorsi e premiIl disegno del camino contribuisce a unire visivamente due livelli dell’appartamento ottenuti con la ristrutturazione della soffitta soprastante e la sua integrazione nell’ambiente domestico. Lo ‘sfondato’ della doppia altezza ha concettualmente rivoluzionato gli ambienti; mantenendo la stessa successione spaziale, la cucina è stata aperta a una comunicazione immediata con la zona pranzo, concepita come estensione priva di soluzione di continuità con la sala. Una parete longitudinale in vetrocemento, cui si sono giustapposte paretine angolate, ha consentito di movimentare e colorare di luce tutto l’ambiente. Nella parte alta si è ricavato un soppalco destinato a ospitare una seconda camera da letto con libreria: per un angolo di suggestione scenica aperto dal lucernario verso il cielo, mentre al disotto, lo sguardo è attratto dalle vivaci fiamme del focolare.Camino e scala costituiscono un ‘luogo” la cui presenza assume carattere scultoreo.
Diventano un binomio assoluto che conquista lo spazio in alto: dove di solito nelle case neppure si leva lo sguardo.
Come la canna fumaria, eleva verso il cielo e spinge lo sguardo a varcare il limite del lucernario, così la presenza fisica della scala rende quel gesto dell’elevarsi sensibilmente attuabile.
E sorge un dialogo tra i diversi livelli.II soppalco diventa un balcone interno che consente di acquisire una visione concettuale della casa: così questa si svela a se stessa nella sua essenza più propria. Che è quella di spazio per il godimento dell’intimità familiare. Di qui, ancora, la preminenza del camino, simbolo del cuore domestico, assume una dimensione “totale”: diventa inevitabile gravitare verso di esso… Il luogo attraverso il quale ogni sguardo si inoltra. Quasi elemento che dà misura al resto, e col quale ogni altro elemento deve confrontarsi, ma, lungi dall’ingabbiare l’articolazione dello spazio, questo perno centrale la libera in un gioco multiforme che si dipana indifferentemente in ogni direzione, pervadendo ogni angolo del luogo dell’abitare.Quando la fiamma è accesa è questa che accentra la luminosità dell’intorno e convoglia il calore nel moto ascendente di quello stelo che s’abbassa dal cielo.
Con inconsueta soluzione, le due camera da letto (quella sul soppalco e quella al livello basso) sono pensate non per consentire di accogliere ospiti, ma per permettere alla coppia che abita l’appartamento, il cambio stagionale: in alto quando, d’inverno, è lì che si raccoglie il calore. In basso d’estate, quando dal calore esterno che ‘picchia’ sul tetto occorre rifuggire.

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