ARCHITETTURA FARE PENSARE

Camini rustici in muratura

IN TOSCANA SULLE COLLINE VERSIGLIESI NELL’ENTROTERRA DI CAMAIORE

Progetto: Stefano Lazzarini col proprietario John Field Località: Camaiore
Materiali: un camino è in semplice muratura con pietre a vista, l’altro ha un’architrave e una mensola in legno antico Testo: Luisa Carrara e Walter Pagliero Art Direction: Luisa Carrara Foto: Athos Lecce


QUESTA CASA CONTADINA HA STRUTTURE MURARIE LASCIATE IN VISTA CHE RISALGONO AL SEICENTO E UN ARREDO SOBRIO E RUSTICO ASSAI OMOGENEO ALLO SPIRITO ARCAICO DELLA COSTRUZIONE. RISULTANO MOLTO SPETTACOLARI GLI SPAZI APERTI SUL PANORAMA.

È nota la passione che gli anglosassoni hanno per la campagna toscana, un amore che risale ai tempi del gran tour ma che si è concretato in seconde case alla fine dell’800. All’inizio erano in pochi, molto abbienti, e sceglievano delle vere ville; oggi sono straordinariamente aumentati di numero, sono arrivati anche i mitteleuropei e i nordici e tutti anelano ad avere una “vera casa di contadini”. Per loro vivere in questi ambienti molto rustici e un po’ imprecisi significa rinascere in una nuova dimensione: è una seconda vita più che una seconda casa. Conosciamo la passione di tali popoli per i camini: fortunatamente in queste costruzioni ce ne sono a sazietà. Un esempio? I due camini presenti in questa casa uno in semplice muratura sul loggiato panoramico (foto a destra) e l’altro, più formale, nella cucina tinello.

Stefano Lazzarini, geometra. Semplicità, armonia, rispetto architettonico e forti richiami alle atmosfere del passato hanno caratterizzato il suo lavoro di recupero di case di campagna e di vecchie dimore padronali lucchesi. Rigoroso conoscitore della tradizione rurale e dell’architettura spontanea della Lucchesia e delle colline versigliesi, valorizza nelle ristrutturazioni l’atmosfera serena e la calda tonalità mediterranea di questi luoghi. I suoi clienti, innamorati della Toscana, provengono da varie parti del mondo.

La cucina è contigua alla zona pranzo, visivamente staccata grazie alla diversa cromia; si tratta di un insieme di mobili in laminato bianco appoggiati a una parete lavabile decorata con piastrelle con motivo bianco e blu. L’ambiente risulta di gusto anglosassone grazie al rosso mattone dato alle pareti, che in origine erano già rosse ma incupite dal tempo. La tinteggiatura, data in modo non uniforme, ricopre anche gli elementi sporgenti del camino e lo integra alla parete, con l’effetto di renderlo parte omogenea dell’ambiente. L’arredamento davanti al focolare è casual con un tavolo americano anni ‘50 e le poltroncine in midollino di produzione locale.

L’INTONACO COLORATO LEGA IL CAMINO ALLA PARETE

IL CAMINO NELLA CASCINA TOSCANA

Come nella maggior parte delle case di campagna, anche nella cascina toscana la cucina era il locale più importante di tutta la casa in quanto la famiglia vi svolgeva la maggior parte delle attività. Era la primaria fonte di riscaldamento, lo strumento per cucinare, il simbolo del calore familiare. In queste cucine si facevano tutti i lavori demandati alle donne: si stirava, si cuciva, si preparavano le conserve. Qui ricevevano parenti e amici, si facevano giocare i bambini, si tenevano i conti. E questa cucina patriarcale era sempre dominata da un grande camino, col focolare rialzato per facilitare la cottura dei cibi e con un piano di lavoro che dal focolare si allargava nella stanza per servire da piano d’appoggio. Spesso sotto di essa veniva ricavato uno spazio voltato dove mettere la legna. La cappa era larga e sporgente, sostenuta da una trave poggiata su mensole o su pilastrini (come si vede nella pagina a destra). Più la famiglia era benestante più il camino diventava importante, quasi fosse la materializzazione del loro benessere e prosperità. Il suo posto era al centro della parete di fronte all’entrata o sul lato maggiore di una stanza interna. Oggi si tende a tenerlo il più possibile com’era una volta, e lo si decora con pentole di rame, trecce d’aglio e vecchi arnesi da cucina appesi al soffitto o sulle pareti che lo affiancano.

Per saperne di più è in libreria:
LA CASCINA TOSCANA DI BAIO EDITORE
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