ARCHITETTURA

Calore nel sottotetto: è di scena il fuoco

Tratto da:
Il camino N° 86
Calore nel sottotetto
DiBaio Editore

Luci e altezze
Quando si affronta la trasformazione di un sottotetto, senza permanenza di persone, in mansarda, abitabile, dal punto di vista burocratico edilizio bisogna chiedere una concessione, in quanto si muta uno spazio che non ha caratteristiche di casa in uno che invece le possiede, e questo incremento di valore richiede il versamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, nella misura stabilita. La legge delle Regione Lombardia, che si spera sarà seguita da altre, facilita questa trasformazione, in quanto la svincola da restrizioni di carattere urbanistico (a parte la tutela dalla Sovrintendenza) come gli indici fondiari (che solitamente bloccavano qualsiasi possibilità di intervento, in quanto la stragrande maggioranza dei lotti, in centro come in periferia, sono già più che saturi di volumetria) e quelli per i servizi, e abbassa le tariffe degli oneri, considerando che la trasformazione insiste su un territorio già urbanizzato. I requisiti richiesti sono che l’edificio abbia destinazione d’uso residenziale o mista, che il sottotetto abbia già un’altezza media minima di 2,40 m (2,10 per le zone montane) o che la possa acquisire abbassando la soletta (purché sia conservata l’altezza minima di 2,70 per i locali sottostanti, che ovviamente devono essere della stessa proprietà della mansarda) ma senza toccate la falda esterna del tetto; tutte le parti con altezza inferiore a 1,50 m devono essere detratte dal calcolo per l’altezza media e separate fisicamente dalle altre. Oltre all’altezza media minima di 2,40 (che deve essere rispettata per tutti i locali, anche i servizi igienici, ma non per i disimpegni), occorre che siano rispettati i requisiti di aerazione e illuminazione naturali, nella misura di un ottavo della superficie del pavimento: se il sottotetto non raggiunge questo rapporto, è consentito aprire finestre sul tetto o abbaini, fino a soddisfarlo. Le disposizioni della normativa per le barriere architettoniche richiedono l’adattabilità (possibilità di rendere l’immobile accessibile a costi contenuti) e la visitabilità (possibilità di accedere al soggiorno e a un servizio).

1. La stufa e 916 disegnata dall’architetto S. Polatschek dona una nuova immagine al focolare offrendo con materiali tradizionali come la maiolica, forme stilistiche moderne ed essenziali. Piazzetta
2. La scala Trasforma assume diverse configurazioni. Rintal
3. Le finestre da tetto garantiscono l’aria e la luce necessarie al comfort abitativo e, con le finestre verticali, ampliano al massimo la visuale. Velux
4. Amigo è una stufa dal design moderno e piacevole. RIKA 5. Ecofire Mini è una stufa che funziona a pellet, ha un’autonomia di 36 ore e una resa termica (8,2 Kw) per scaldare una piccola mansarda. Palazzetti Posizionare le finestre su entrambi i lati del tetto aiuta e favorisce la distribuzione della luce. (Schemi Velux) L’area totale della vetrata della finestra per tetti dovrebbe essere almeno il 12% rispetto la superficie del pavimento.

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