PENSARE

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Italo Rota reinventa il concetto di ascensore immergendolo nella fiaba di Cenerentola e nello spazio di Stanley Kubrick.

Progetto: Italo Rota con Alessandro Pedretti e la collaborazione di Devis Venturelli
Foto: Giacomo Giannini e Alessandro Pedretti

Lisergica, fiabesca tecnologica. Architettura o moda? Design o Scenografia cinematografica? Il primo impatto con la
realizzazione di Italo Rota è quantomeno sconcertante. Nulla a che vedere con il concetto tradizionale di spazio commerciale. A fare da padroni qui sono le sensazioni, le immagini e i sogni di un luogo immaginario cui l’architetto-pigmalione ha saputo dare vita. Giochi di specchi, superfici metalliche che curvandosi perdono la loro freddezza e
accolgono l’utente in un caldo abbraccio.

La moda ha bisogno dell’architettura così come l’architettura ha bisogno di tutto. La commistione delle arti è la nuova frontiera del progresso architettonico. In questo luogo si respire l’atmosfera saffica di muse che si fondono in un tutt’uno, che travalicano qualsiasi barriera. L’architettura si ritrova a giocare con visioni cinematografiche e fiabesche, attivate nel nostro inconscio da una serie nfinita di piccoli dettagli di design. L’ascensore che, all’esterno, assomiglia alla carrozza a forma di zucca di Cenerentola, all’interno rivestita di specchi, assomiglia ad una navicella spaziale degna di Stanley Kubrick.

Italo Rota

Italo Rota nasce a Milano nel 1953.
si laurea al Politecnico di Milano in architettura nel 1982. Dal 1976 al 1981 é redattore della rivista Lotus International, cura alcune edizioni d’architettura tra cui: Mario Botta Milano 1979 e Vittorio Gregotti Milano 1979. Nel 1980 firma con Gae Aulenti i progetti per il Museé D’Orsay e per il nuovo allestimento del Centre Pompidou a Parigi.

Dal 1981 lavora in Francia dove vince vari concorsi ed è incaricato dei progetti per le Sale di Pittura Francese nella Cour Carré del Louvre e per la ristrutturazione del centro di Nantes; nel 1990 inizia il progetto per il centro di studi avanzati della Columbia University a New York, terminato in fase esecutiva e realizzato tra il 1994 e il 1996. Nel 1998 vince il concorso per la nuova sede centrale per l’Europa del Sud della Deutsche Bank (per 2200 impiegati) e dal 1999 cura il progetto e la realizzazione di 2 linee di metropolitana leggera a alta mobilità (L.A.M.) per la città di Brescia. Nel 1998 vince il concorso per la Nuova mediateca di Anzola dell’Emilia, Bologna, progetto realizzato dal 1999 al 2001. Nel 1998 elabora il Progetto di restauro e allestimento della Rocca Paolina di Perugia destinata ad ufficio d’accoglienza turistica e museo della città di Perugia; realizzazione 1999-2003 Nel 2000 progetta e realizza la chiesa di Santa Margherita Maria Alacocque in Tor Vergata (Roma), come chiusura del Grande Giubileo; in questo stesso anno viene attuato e realizzato il suo progetto per l’illuminazione delle rive della Senna a Parigi. Nel 2001 in seguito a concorso internazionale riceve l’incarico dal Comune di Milano per la progettazione integrale del complesso “Arengario Museo del Novecento” in P.zza del Duomo a Milano: realizzazione prevista fine 2005. Sempre nel 2001per la municipalità di Lugano, CH, sviluppa il progetto di immagine globale e allestimenti interni del nuovo Casino’ Kursaal della citta’. Realizzazione fine 2002. Nel 2002 progetta e realizza per il Comune di Jesi , Ancona, nel Complesso S.Floriano Mestica, il Nuovo Museo archeologico di Jesi e il nuovo auditorium civico. Nel 2004 si inaugura la nuova mediateca presso S.Sisto a Perugia e i negozi per la firma Roberto Cavalli a Miami, Mosca e Milano. Ha ricevuto il Gran premio d’urbanistica a Parigi nel 1994 e il premio della Landmark Conservancy dello stato di New York nel 1996 e il premio “Città di Gubbio” nel 2002. I suoi progetti sono pubblicati nelle principali riviste di settore quali Lotus International, Casabella, Domus, Abitare, L’Architecture d’aujourd’hui, A+U. Dal 1996 accanto all’attività professionale svolge una intensa attività didattica e di visiting professor partecipando a workshop e seminari presso il Politecnico di Milano, la Domus Academy a Milano la Facoltà di Architettura di Ferrara e il Politecnico di Torino.

Pianta primo piano
Pianta piano interrato
I vari piani sono collegati anche da un sistema di trasporto verticale statico.
La lisergica scalinata che porta ai piani inferiori.
Pianta piano terra
Nell’ingresso la durezza del metallo è addolcito dalle forme sinuose.
In fotografia un corridoio espositivo.

Dietro l’immagine del manichino si staglia“la zucca” che
contiene l’ascensore.
Gli interni della cabina ricordano
una navicella spaziale.

L’evidente zoomorfismo delle maniglie tempestate di Swarowski (a forma di testa di elefante con gli occhi blu) si riscatta nell’esplosione dei prismi di specchio della scala, tappezzata di rosso, come nei palazzi reali. E’ un caso forse unico, in cui l’architetto si cimenta nel progettare non il mezzo, ma l’architettura di trasporto verticale. E la progetta ricreando un ambiente astratto, un’architettura mobile che sembra appena uscita da un film di Tim Burton e che vive di vita propria. Italo Rota ha posto un tassello fondamentale per comprendere l’importanza della progettazione di ogni subsistema architettonico.

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