ARCHITETTURA PENSARE

Bioedilizia per il culto


L’Ing. Don Giuseppe Russo, responsabile del Servizio Nazionale Edilizia di Culto della CEI, parla del Convegno di Roma (14-16 aprile 2008) sull’edilizia sostenibile per la chiesa e delle diverse problematiche relative a questo nuovo approccio alla costruzione.

Quando si affronta seriamente la questione energetica si scopre che il ricorso al fotovoltaico o al solare termico è soltanto una delle possibili soluzioni al problema delle risorse non rinnovabili.
Soprattutto, non è e non può essere la prima né tanto meno l’unica idea da promuovere per ottenere risultati energetici più soddisfacenti. Quest’affermazione è motivata dalla costatazione che, purtroppo, spesso, tanto sul piano tecnico-economico quanto su quello legislativo-agevolativo, quando si parla di interventi energetici si finisce col proporre solo l’installazione di fotovoltaici o pannelli solari o, al più, di impianti di cogenerazione, più efficienti e meno inquinanti. Il nostro convegno ha la pretesa di approfondire con rigore e serietà l’argomento. Già il titolo è esplicativo del metodo scelto e dei contenuti che saranno sviscerati con indubbia professionalità dai molti esperti e prestigiosi relatori che interverranno. "Costruire bene per vivere meglio" significa, appunto, che, prima di pensare ad interventi successivi alla realizzazione degli edifici, non sempre possibili e comunque non sempre particolarmente efficaci, è necessario ri-scoprire le regole del costruire ‘bene’; prima di parlare di miglioramento energetico di fabbricati, occorre raccontare la grammatica dell’architettura sostenibile, cioè la bio-architettura! Si scoprirà, allora, che è possibile e doveroso pensare a materiali idonei e a caratteristiche costruttive corrette, che la progettazione deve sempre
tener conto di criteri di orientamento e di esposizione solare dei manufatti, dell’equilibrio con l’ambiente circostante – non solo sul versante urbanistico o storico-architettonico ma anche su quello naturale – della possibilità di prevedere il recupero e il reimpiego dell’acqua piovana o di sfruttare la geotermia, ecc. Insomma, il convegno vuole suggerire un’attenzione progettuale a tutto campo, che si riverbera inevitabilmente in maggiore efficienza energetica, la quale a sua volta significa minori consumi e anche, finalmente, diminuzione delle emissioni nocive all’ambiente e aumentata capacità di stabilire un equilibrio bio-climatico ottimale.
Tutto questo non è fantasia! E per dimostrarlo verranno presentati casi reali di edifici realizzati o progettati secondo queste elementari norme costruttive.
Occorre anche affrontare la questione del maggior costo cui va incontro chi intende edificare in ossequio alla eco-sostenibilità.
Intanto, occorrerebbe che lo Stato e le Regioni emanassero provvedimenti agevolativi che godessero del requisito della sistematicità (cioè, non fossero provvedimenti sporadici e limitati) e andassero decisamente nella direzione di favorire l’impiego di tecniche e di materiali biocompatibili (cioè, non si rivolgessero soltanto alle installazioni di pannelli fotovoltaici o solari). In ogni caso, occorre comprendere che un maggior investimento iniziale significa, comunque, abbattimento dei costi di gestione nella prolungata vita dell’edificio.
Come si diceva una volta: chi più spende, meglio spende!
Circa la possibilità di applicare quanto detto in precedenza anche al campo degli edifici di culto, credo che non vi sia alcuna controindicazione né alcuna remora da parte nostra.
Anzi, è proprio per questo che abbiamo voluto il convegno, il cui sottotitolo recita: ‘Edifici di culto nell’orizzonte della sostenibilità’. Per non perdere il senso della concretezza e della realtà, nell’ultima sessione sarà presentato il risultato di uno studio analitico sul piano energetico condotto su due edifici di culto esistenti, uno di antica datazione, l’altro di più recente edificazione. Saranno messi in evidenza i pregi e i difetti delle caratteristiche costruttive dei due edifici, compreso il loro apparato impiantistico.
Infine, verrà offerta una simulazione d’intervento sui sacri edifici corredata da un vero e proprio bilancio di tipo ecosostenibile. Non è escluso che, in sede di convegno, venga anche presentato il progetto di una nuova chiesa biocompatibile. Potrebbero esserci delle piacevoli sorprese in merito!
Il problema del costo di costruzione assume proporzioni rilevanti quando ci si riferisce alla realizzazione di chiese o di complessi parrocchiali, date le notevoli dimensioni in gioco.
Si tratta di grandi opere! Segnaliamo che esiste pur sempre la possibilità di far ricorso a sistemi di finanziamento
esterno, coinvolgendo società di tipo ESCO (Energy Service Company).
A seconda del tipo di intervento, tali sistemi possono risultare più o meno convenienti. Anche di questo si parlerà al convegno. Anzi, è in via di definizione ultimativa la bozza di un modello di convenzione cui le parrocchie o le diocesi potranno ricorrere a propria discrezione.

Ing. Don Giuseppe Russo

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