FARE

Una casa eco-friendly che segue la regola del “non spreco”

Una villetta degli anni settanta di cui è stata tenuta solo la volumetria e la sagoma originaria, in quanto vincolata dalla Soprintendenza dei Beni Paesaggistici perché immersa nel Parco Regionale Boschi di Carrega, vicino a Parma. Studiata e progettata per risultare in perfetta armonia con l’ambiente, è stata realizzata seguendo le direttive
ecologiche più coerenti con un occhio di riguardo al risparmio energetico. Attraverso il cappotto esterno si garantisce un ottimo isolamento, per evitare dispersioni di calore e dunque spreco; il riscaldamento è alimentato in modi diversi: con pannelli solario termici, caldaia a legna, caldaia a condensazione. Gli ambienti sono molto luminosi, grazie alle ampie vetrate (ad elevata efficienza energetica per evitare qualsiasi spreco), prive di persiane e tende, che diventano cornici della natura suggestiva che circonda l’abitazione, creando continuità tra interno ed esterno.
Tra le idee più originali per dare nuova vita ad oggetti di scarto vi è l’ampia libreria in legno con una lavagna, così che ogni giorno possa essere personalizzato da una frase letta, un’idea passeggera.
Il tavolo della sala, lungo 3 metri, è stato creato utilizzando le assi del ponteggio da cantiere. L’ampia cucina, nella quale si tengono corsi di cucina rigorosamente naturale, si affaccia a sud est, così da ricevere tutta la luce che il sole può offrire.
Dalla cucina è possibile accedere al porticato abbarbicato su di una collina che permette di godere di una splendida vista sulla città di Parma. Qui è stato creato un piacevole angolo relax con tanto di amaca.
Le nuove SALVIETTE ANTIPUNTURA proteggono efficacemente la pelle delicata dei bambini e quella più sensibile degli adulti dalle punture di insetti. Pratiche e comode da portare con sé, hanno un’efficacia testata fino a 3 ore. Gli estratti naturali di Camomilla, Aloe Vera e Pantenolo contenuti nella formulazione mantengono la pelle idratata, fresca e asciutta. (Orphea)

APPROFONDIMENTO

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Es: http://pro.dibaio.com/protezione-naturale

Ivory Dream, conosciuto come avorio vegetale, è ottenuto dal seme di una palma amazzonica: la Tagua. Il seme raccolto annualmente a mano, senza dar danno alla vegetazione, viene “affettato” e fornito su rete, ideale per pavimenti e rivestimenti. Ivory Dream è la risposta della natura ad ogni esigenza: sottilissimo come una resina, retro-illuminabile, leggero come il legno e resistente come la pietra. (Benetti Stone Philosophy)
La proprietaria, Carla Soffritti, ha avuto ottimo intuito ad affidarsi ad Alessandro Mora ed ai suoi visionari complementi d’arredo. Un elemento ulteriore per avvicinarsi alla natura dando una nuova funzione e un’estetica di alto livello a oggetti di scarto e di seconda mano. Così da sfruttare al meglio il ciclo di vita di un prodotto, non solo per ammortizzarne i costi, ma soprattutto per reinterpretare, migliorandoli, gli oggetti in disuso, creando così elementi unici.
In una delle camere, con il legno protagonista, come nel resto della casa, un letto essenziale realizzato con assi di recupero. Ciò che colpisce sono gli ambienti luminosissimi, con ampie vetrate.
Lo studio unisce l’esperienza di tre architetti, Maria Paola Bezza, Ilaria Fioretti e Maria Paola Gambara Thovazzi. Lo studio parte con una specializzazione in restauro e recupero di edifici storici, per allargarsi poi a diversi campi della progettazione. 
Oggi lo studio, che ha sede a Parma, è impegnato nella ricerca di un’architettura sostenibile in grado di rispondere alle attuali esigenze di utilizzo di fonti di energia rinnovabili e di contenere e utilizzare al meglio le risorse naturali.

Interni ad alta definizione
http://pro.dibaio.com/masserdottiLa casa è circondata da un bosco di querce, castagni, faggi e rovere e i materiali usati per l’arredo sono il legno locale e la pietra dell’Alto Adige (quarzite argentata).
Pietra che è stata utilizzata sia per la pavimentazione esterna che per l’ampio salone e cucina open-space. I mobili sono stati creati per la maggior parte dalle mani del designer Alessandro Mora, utilizzando materiali di recupero, seguendo un dettame preciso del non spreco. Ed ecco nascere un tavolo da pranzo ricavato dalle assi dei ponteggi, i mobili del bagno sono stati creati con vecchie casse di vino mentre una lavagna in disuso oggi serve come cappa per i fornelli. Si individua così una seconda vita per gli oggetti di scarto e si dà una nuova possibilità di usufruirne.

Un vero capolavoro di Alessandro Mora: il letto è stato costruito con assi da ponteggio che reggono il materasso, la testieria è un vecchio scuro in disuso ed il baldacchino è ricavato da pali di legno secco, trovati nel bosco. E che dire del mobile del bagno, nato da vecchie cassette del vino, mentre lo specchio è l’anta di un vecchio armadio.Il bosco può essere più cose in una. Può essere allo stesso tempo una grande dispensa ed una cucina, una scuola, un laboratorio ed un rifugio. Nella casa qui presentata, che è anche un Bed & Breakfast con il nome “Il Richiamo del Bosco”, è possibile conoscere i segreti nascosti dal fitto susseguirsi dei tronchi e delle foglie a chiunque senta il forte richiamo della natura, con interessanti corsi di cucina naturale e sul miele. Con Tiziana Castelluccio, esperta di cucina, naturopata e nutrizionista, si inseguono le stagioni con le lezioni di cucina naturale che portano in tavola un frammento del momento dell’anno che cambia i colori e le forme del paesaggio.

APPROFONDIMENTO
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