PENSARE

L’ARTE RITORNA ALLA GENESI

La Biennale d’Arte di Venezia nella sua 55° edizione ha annoverato, tra le nuove nazioni, la partecipazione della Santa Sede. “In Principio” il titolo dell’esposizione che domina sull’ingresso è stato sapientemente rappresentato da tre eventi artistici: LA CREAZIONE, LA DE-CREAZIONE, L A RI-CREAZIONE.

La partecipazione della Santa Sede alla Biennale d’Arte di Venezia ha suscitato vivo interesse e curiosità sia da parte del colorito pubblico tipico della Biennale sia degli addetti ai lavori.
Tutti i visitatori si avvicinano allo spazio espositivo di 400 mq. ricavato in uno dei padiglioni dell’Arsenale, con atteggiamento che spazia da spiccato scetticismo (sarà la solita rassegna con foto di processioni e/o raffigurazioni di santi e madonne) al senso di reverente rispetto (qualche non credente chiedeva se poteva entrare). Niente di tutto questo.
Grazie alla sapiente e oculata organizzazione del Pontificio Consiglio della Cultura e dei i suoi collaboratori guidati da S.Em. Card. Gianfranco Ravasi il Padiglione della Santa Sede, in questa sua prima storica edizione, si colloca a pieni voti nell’ambito della produzione artistica contemporanea. “In Principio” il titolo dell’esposizione che domina sull’ingresso, e il tema sviluppato“La Genesi” pur prendendo le mosse da temi classici della tradizione cristiano ebraica non hanno irrigidito i risultati artistici, che anzi sono stati liberamente trattati nei tre eventi artistici: LA CREAZIONE sviluppata dal collettivo Studio Azzurro di Milano, LA DE-CREAZIONE rappresentata dal fotografo Josef Koudelka e LA RI-CREAZIONE analizzata da Lawrence Carroll.
Menzione a parte riguarda il Trittico di Tano Festa collocato in apertura della rassegna, i suoi rimandi iconografici sul tema della creazione e del peccato originale fanno da introduzione al tema della Genesi…

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