ARCHITETTURA FARE PENSARE

Beata Vergine Maria Immacolata a Longuelo (Bergamo)Una tenda per la comunità

 

Un’architettura ardita, progettata da Pino Pizzigoni, basata su di un paraboloide iperbolico sviluppato secondo una doppia curvatura inversa e realizzata tramite un gioco costruttivo di tensostrutture, assolutamente innovativo e di forte impatto. L’aula liturgica presenta effetti di luce di grande suggestione che ricordano le chiese gotiche. La Chiesa del quartiere di Longuelo, opera dell’arch. Pino Pizzigoni, nasce su un progetto ideato e impostato con criteri che precorrono in parte le aperture pastorali e innovative che il Concilio Vaticano II introdurrà poi. Posta la prima pietra il 24 giugno 1961 dal vescovo Mons. Giuseppe Piazzi, l’edificio viene consacrato il 29 giugno 1966 dall’arcivescovo Clemente Gaddi che la dedica alla Beata Vergine Maria Immacolata e pone nella mensa le sacre reliquie dei Santi Alessandro e Pio. Geometricamente riducibile ad un paraboloide iperbolico a doppia curvatura inversa, la chiesa sotto il profilo architettonico fu in assoluto una innovazione formale irripetuta nelle costruzioni locali. Realizzata in cemento armato con casserature di tavole di legno a vista, propone un gioco costruttivo di tensostrutture con elementi di copertura “a tenda” sospesi da pilastri inclinati che traducono simbolicamente il passo del Vangelo indicato in greco sugli amboni:“E il verbo si fece carne / e pose la sua tenda in mezzo a noi” (Gv 1,14). Ma se all’esterno appare evidente la singolarità delle forme plastiche ad incastri curvilinei, all’interno le stesse forme, giocate dalla luce radente delle vetrate superiori e dall’effetto di penombra, danno allo spazio sacro un carattere mistico, con forti richiami all’essenzialità delle chiese gotiche. Coerenza ed espressione dei materiali nello spazio interno, con il rigore del cemento armato a vista sulle pareti e l’uso del granito per l’altare, l’ambone e la sede, collocata lateralmente insieme ai posti per altri officianti; essenzialità dei segni iconografici che si riconoscono nel grande bassorilievo di fondo dietro il presbiterio del Pievani raffigurante la B.V. Maria, la croce astile in argento colorato e il tabernacolo di Claudio Nani, la Via Crucis sulle pareti lateral, le vetrate superiori realizzate su cartone del pittore Mino Marra, che disegnò anche nel 1992 le decorazioni in vetrocemento colorato dell’interessante portale d’ingresso. La scelta di collocazione dei poli liturgici si inserisce nel momento storico di transizione dell’avvento del Concilio Vaticano II che porta a leggere ancor oggi alcune differenze visibili ad esempio nella custodia eucaristica collocata sull’asse centrale dell’altare e la presenza di due amboni. Il fonte battesimale invece vive ancor oggi una condizione di precarietà, non ha una corretta e consona collocazione, né ebbe mai preciso luogo originario essendo un “mobile trasportabile all’occorrenza”, che viene collocato provvisoriamente dietro l’altare durante la celebrazione liturgica. Altra nota dolente del complesso parrocchiale è la mancanza del campanile, non edificato in origine per motivi economici e del quale sarebbe auspicabile la realizzazione. Aspramente criticata fin dall’origine, soprattutto per il difficile e inusuale gioco architettonico di forme, la chiesa non manca ancor oggi di far parlare di sé il cittadino comune e la stampa locale, spesso indicata con strani e non sempre gentili appellativi. Ma malgrado il tempo passato, la chiesa conserva ancor oggi una forma, un carattere, una dignità costruttiva e un’atmosfera interna che la rendono unica e di riferimento.

SCHEDA DESCRIZIONE EDIFICIO

CHIESA: Beata Vergine Maria Immacolata di Longuelo (Bergamo)
PROGETTISTA: arch. Pino Pizzigoni
ARTISTI: Mino Marra, Dietelmo Pievani, Claudio Nani
ANNO: 1966
CONTESTO: Quartiere periferico di 5000 abitanti ad Ovest di Bergamo. E’ centrale in un contesto di edifici mono e bifamigliari e condomini edificati dagli anni ’50 ad oggi
SAGRATO: presente, separato dal transito veicolare
CAMPANILE: manca
AULA LITURGICA: a pianta centrale , superficie m 2 440, orientamento banchi monodirezionale LUCE NATURALE: vetrate superiori, effetto di penombra
LUCE ARTIFICIALE: centrale con fari che valorizzano le superfici costruttive
PRESBITERIO: elevato su tre gradini; altare in pietra elevato su altri due gradini; ambone n° 2 realizzati in granito; sede in granito a fianco dell’altare; custodia eucaristica centrale (una pedana in legno collega il piano del presbiterio con il tabernacolo)
CORO: manca un luogo definito
ORGANO: mobile, elettrico, posto a livello dell’aula in una nicchia che funge da coro
FONTE BATTESIMALE: manca spazio definito, è mobile, si trasporta vicino all’altare per le funzioni pubbliche
PENITENZA: sei penitenzierie per lato all’ingresso
CAPPELLA FERIALE: manca
ICONOGRAFIA: croce astile lato altare. Grande bassorilievo della B.V. Maria sulla parete in fondo al presbiterio Via Crucis di 14 stazioni, formata da sette croci scultoree per lato chiesa non manca ancor oggi di far parlare di sé il cittadino comune e la stampa locale, spesso indicata con strani e non sempre gentili appellativi. Ma malgrado il tempo passato, la chiesa conserva ancor oggi una forma, un carattere, una dignità costruttiva e un’atmosfera interna che la rendono unica e di riferimento.

 

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