PENSARE

ALGERIA PAESE OSPITE 2011

Attento all’attualità della riva sud del Mediterraneo, il XV Salone dei beni e delle attività culturali e del restauro punta quest’anno i riflettori sull’Algeria, ospite d’onore, un Paese che per un intero decennio ha saputo, da solo, affrontare uno dei terrorismi più barbari che il mondo abbia conosciuto nell’ultimo secolo, e uscirne rafforzato nella sua unità e integrità, grazie anche alle sue profonde radici di cultura e di civiltà, fucina di valori di condivisione e convivialità.
Venezia offre dunque all’Algeria l’occasione per presentare il suo impareggiabile patrimonio archeologico e naturale che ha attratto molti grandi viaggiatori e scrittori del passato, da Sant’Agostino a Pierre Loti, da Isabelle Eberhardt all’eremita Charles de Foucauld, il religioso francese studioso della lingua e della cultura dei tuareg, gli uomini blu del Sahara, beatificato nel 2005 da Benedetto XVI.
Oggi l’Italia è uno dei partner più attivi dell’Algeria nel campo del restauro e della  salvaguardia del patrimonio algerino.
Tra i paesi del Maghreb, è l’Algeria che conta il maggior numero di siti archeologici e di paesaggi spettacolari, dall’antica città romana di Tipasa che si apre sul mare alle formazioni rocciose dell’altopiano (Tassili) dell’Hoggar, fino alle migliaia di pitture e graffiti rupestri che narrano la storia del Sahara del Tassili N’Ajjer, nel sud est del paese. È uno dei sette siti algerini della lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, che vi ha incluso anche la mitica Casbah di Algeri, descrivendola come “una delle città coloniali più belle del Mediterraneo”, immortalata tra gli altri da Renoir e Delacroix e dal celebre film di Gillo Pontecorvo, La Battaglia di Algeri.A Venezia, l’Algeria offre al visitatore una panoramica della cultura e dell’arte di un popolo e una nazione che hanno saputo costruire uno spazio di incontro e convergenza tra l’Africa, l’Asia e l’Europa fin dai tempi preistorici. Un assaggio, a dire il vero, di quanto offre il Paese, dove la moltitudine di tumuli e monumenti in pietra illustrano i primordi dell’architettura funeraria a partire dal sesto secolo a.C., dove la ceramica fu inventata diecimila anni a.C., dove è nata anche la musica rai (nella Orano di Albert Camus), parte di quel patrimonio immateriale che è somma di espressioni culturali ancestrali, a volte millenarie, presentato al Salone attraverso proiezioni video: l’Ahellil del Gourara, che fonde coreografia, canto e poesia, un genere unico di una regione nota per i suoi Ksour, i villaggi fortificati, la Sebeiba di Djanet, cerimonia tuareg i cui danzatori indossano magnifici costumi, l’Imzad, strumento monocorde fabbricato e suonato esclusivamente dalle donne tuareg, il costume nuziale femminile, i gioielli berberi, il Balletto nazionale.
Un diaporama racconta il ritrovamento, il restauro e la conservazione in situ del mosaico
di El Khroub, ad est di Algeri, una delle scoperte più recenti, e di mosaici parla la studiosa Naima Abdelwahab nel corso dell’Appuntamento con l’Algeria che prevede altre quattro conferenze di illustri esponenti del Patrimonio algerino.
Farid Ighilahriz, commissario dell’esposizione, parla di arte rupestre, Mourad Bouteflika del progetto di documentazione digitale del patrimonio archeologico, Mourad Betrouni del patrimonio idrico. Pietro Laureano, architetto ed esperto Unesco per gli ecosistemi in pericolo, illustra l’affascinante restauro dei sistemi di captazione d’acqua nel Sahara algerino, per ridare vita a 80 oasi, un progetto per il quale Algeri ha stanziato cinque milioni di euro promosso dall’Istituto per le Conoscenze Tradizionali per il quale l’Unesco ha scelto Firenze come sede.Nel grande stand un percorso fotografico tra i sette siti del Patrimonio mondiale, nell’Algeria moderna, e alcune delle più importanti mostre organizzate nel Paese maghrebino negli ultimi tempi, tra cui “Sahara” e “I Fenici in Algeria – Le vie del commercio tra Mediterraneo e Africa Nera”, che evidenzia il rapporto tra il popolo di navigatori venuti dall’Oriente in cerca di materie prime e le popolazioni numidiche locali. Attraverso una serie di reperti custoditi nei musei algerini la mostra mette in luce l’importante ruolo dei Fenici nella creazione del Mare Nostrum come fulcro dei rapporti tra Oriente e Occidente, tra sud e nord, gettando le basi di una comunicazione interculturale nel Mediterraneo antico.
I Fenici in Algeria arriverà presto a Roma: è stata realizzata nell’ambito degli accordi tra il Ministero della cultura algerino e il Cnr, e promossa tra gli altri dall’Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo antico (Iscima-Cnr).
Minuscole, ma preziosissime in quanto tra le più antiche manifestazioni dell’arte figurativa del Nord Africa, le figurine zoomorfe e antropomorfe in argilla scoperte negli anni ‘80 sul sito di Afalou Bou Rhummel, lungo il litorale di Bejaia in Cabilia, che risalgono al sedicesimo secolo a.C.

Ministero della Cultura della Repubblica Democratica Popolare D’Algeria
Ministro Khalida Toumi

Agence Algèrienne pour le Rayonnement Culturel A.A.R.C.
Dar Abdellatif Chemin Kechkar Omar El Hamma- Algerie
T. +213 (0)21945769
youcef.benmehidi@aarcalgerie.org

Commissario dello Stand
Farid Ighilhariz
Direttore del Centro Nazionale della
Ricerca Archeologica

Ufficio Stampa
Antonella Tarquini
T. +39 333 45412086
a.tarquini1915@gmail.comvenerdì 2 dicembre, ore 15
Sala Guidi

Archeologia del patrimonio culturale algerino per un progetto di documentazione digitale dei beni culturali.

L’arte rupestre sahariana, origini ed evoluzione.

Amen Iman: l’acqua è la vita.

Il restauro dei sistemi di captazione d’acqua nel Sahara algerino: il progetto O.A.S.I. dell’AATO Laguna di Venezia.

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