ARCHITETTURA

Il BARBECUE in acciaio piaceri naturali

Una casa colonica toscana del XVII secolo, in un paesaggio verdeggiante di cipressi e vigneti. Sul fronte si protende il porticato, sotto quello che era il fienile con la parete traforata per il passaggio dell’aria.
L’opera di conservazione ha messo in risalto i pregi originari, esaltando l’atmosfera semplice, quasi monastica. Vicino al pergolato c’è l’orto: è la riscoperta della vita all’aria aperta.NOVITÀ NEL BARBECUE. LE GRIGLIE SONO DISPOSTE A TAMBURO, E QUESTO RUOTA PERMETTENDO OMOGENEITÀ DI COTTURA. LE GRIGLIE SONO ESTRAIBILI E RIPOSIZIONABILI, ANCHE CON IL TAMBURO IN MOVIMENTO, PER NON INTERROMPERE LA COTTURA E NON SPRECARE ENERGIA. SCHERMO AVVOLGENTE CHE CONVOGLIA IL CALORE. FINO A 10 TIPI DI CIBI DIVERSI. DUE BRACIERI, UNO A BOTTE INTORNO A CUI  RUOTA IL TAMBURO CON MECCANISMO ELETTRICO E UNO ORIZZONTALE, AL DI SOTTO.
MONTATO SU RUOTE GOMMATE BLOCCABILI, IL BARBECUE PUÒ ESSERE FACILMENTE TRASPORTATO.
INGREDIENTI: 250 GDI FARINATIPO00 SETACCIATA – 12 GDI LIEVITODI BIRRA- 125 GDI ACQUA- 25 GDI OLIOD’OLIVA – 5 GDI SALE- 400 GRDI PASSATODI POMODORO- 250 GR DI MOZZARELLA – ORIGANO, SALE E OLIOD’OLIVA PER CONDIRE- UNPIZZICODI ZUCCHEROA PIACERE. SETACCIATE LA FARINA CONILSALE EDISPONETELA A FONTANA. ALCENTROMETTETE IL LIEVITO SCIOLTO IN ACQUATIEPIDA. IMPASTATE E LAVORATE VELOCEMENTE FINO A OTTENERE UNA PASTA MORBIDA E OMOGENEA. LAVORATELA ANCORA TIRANDOLA E ALLUNGANDOLA FINO A QUANDO RAGGIUNGE UNA CERTA ELASTICITÀ. FATENE UNA PAGNOTTINA, INCIDETELA A CROCE SULLA SOMMITÀ, METTETELA IN UNA CIOTOLA E COPRITELA. LASCIATELA LIEVITARE INLUOGOTIEPIDOPER 3 ORE CIRCA. QUANDOLA PASTA HA RADDOPPIATOQUASI ILSUOVOLUME, APPIATTITELA CON IL PALMO DELLE MANI E POI CON ILMATTERELLO TIRATELA A DISCO DELLO SPESSORE DI CIRCA MEZZO CENTIMETRO. ADAGIATELO IN UNA TEGLIA UNTA D’OLIO O FODERATA CON CARTA DA FORNO E PREMETE FINO A COPRIRE IL FONDO, MA LASCIANDO I BORDI PIÙ SPESSI. DISTRIBUITE GLI INGREDIENTI LASCIANDO LIBERI DUE CENTIMETRI DI PASTA DELBORDO.PREPARARE IL CONDIMENTO DELLA PIZZA METTENDO IN UN RECIPIENTE LA PASSATA DI POMODORO CON L’ORIGANO, UN FILO D’OLIO, ILSALE E SE DESIDERATE TOGLIERE ACIDITÀ ALPOMODORO UN PIZZICO DI ZUCCHERO. ACCENDERE IL FORNO A 210 GRADI, STENDERE LA PASTA INUNATEGLIA RICOPERTA CONLA CARTADA FORNOEVERSARE ILCONDIMENTODISTRIBUENDOLO BENE. CUOCERE PER CIRCA 15 MINUTI NEL FORNO BEN CALDO E NEL FRATTEMPO SPEZZARE LA MOZZARELLA IN PICCOLI CUBETTI. QUANDO LA PIZZA RISULTA A FINE COTTURA TOGLIERLA DAL FORNO, METTERE LAMOZZARELLA E RIMETTERLA IN FORNO PER CIRCA 5 MINUTI ABBASSANDO LA TEMPERATURA A CIRCA 180 GRADI.LÀ DOVE C’ERA L’AIA

Il cannucciato rinfresca con la sua sola vista, mentre il leggero vento produce un vago fruscio. Tavolo in legno massiccio, tanto semplice quanto solido, e sedie in ferro battuto. Se a parlare è l’ordinato panorama toscano, tutto il resto è rapita contemplazione.FORNI A LEGNA IN MATTONE CRUDO, REALIZZATI SECONDO LE ANTICHE TRADIZIONI E PRODOTTI DIRETTAMENTE SUL POSTO: NIENTE FABBRICAZIONE IN SERIE, SOLO AUTENTICO ARTIGIANATO LA CUI OPERA PRENDE FORMA IN AMBIENTI INTERNI (RUSTICI, SALONI, CUCINE) O IN ESTERNI (GIARDINI, GAZEBO, CORTI). ECCO DUNQUE UNO DEI TANTI “PEZZI UNICI” CREATI CON MATERIALI SEMPLICI E NATURALI, ECOSOSTENIBILI E PRIVI DI TRATTAMENTO CHIMICO.
DI QUI LA SENSAZIONE IMMEDIATA E FORTE CHE COMUNICA LA MATERIA STESSA, CHE L’ELABORAZIONE DELLA FORMA E DEL DECORO RENDE ANCOR PIÙ EVIDENTE. IL PAVIMENTO E LA VOLTA DEL FORNO SONO COMPOSTI CON MATTONI DI TERRA CRUDA, CIOÈ ESSICCATA ALL’ARIA, E MURATI CON ARGILLA: PROPRIO COME AVVENIVA SECOLI E SECOLI FA. E COME IN PASSATO, I MATERIALI SONO CERCATI NELLA STESSA ZONA DOVE STA IL CAMINO (O IL FORNO). L’ISOLAMENTO TERMICO È OTTENUTO CON L’USO DI SABBIONE O CENERE. E POICHÉ OGNI FORNO È UN PEZZO UNICO E PREZIOSO, NEL CASO VE NE SIA UNO ESISTENTE SI PREFERISCE RISTRUTTURARLO: PER MEGLIO CONSERVARE GLI STILI E LE TRADIZIONI. QUANDO SI PARLA DI GENUINO E DI BIOLOGICO, È IMPORTANTE COMINCIARE DAL LUOGO OVE IL CIBO VERRÀ COTTO: CHE SIA ANCH’ESSO GENUINO E BIOLOGICO. È UNA QUESTIONE DI STILE, INTESO COME APPROCCIO ALLA VITA PRIMA CHE COME MODALITÀ COMPOSITIVA O COME CARATTERISTICA DI DISEGNO. UN APPROCCIO CHE RENDE DI ATTUALITÀ IL GRANDE PATRIMONIO DELL’ESPERIENZA PASSATA. DI FABRIZIO LORENZINIPER MANGIARE MENTRE SI CUCINA

Lo spiovente del tetto è ripensato come copertura per il terrazzo, dando luogo a uno spazio di transizione tra la casa e l’ambiente esterno, come un soggiorno all’aria libera. E il forno è grande come quello del panettiere. (Studio ARCHIPLAN, Arch. Lanfranco Rossi con Arch. Stefano Nuzzo)LINEE MINIMALISTE, PIANI CHE SI INCONTRANO E SI ATTRAVERSANO DANDO LUOGO A UNA SCULTURA DI ASSOLUTA ATTUALITÀ. IL MATERIALE È IL LEGNO: LE TAVOLE SFALSATE TRA LORO GENERANO UNA STRUTTURA AUTOSUSSISTENTE, DI ASSOLUTA SEMPLICITÀ. IL PIANO INCLINATO DA UN LATO, VERTICALE DALL’ALTRO, COSTITUISCE UNA NICCHIA CHE PROTEGGE DAL VENTO MENTRE ESPRIME, A LIVELLO FORMALE, L’IMMAGINE DI UNA ROTAZIONE E DI UN’ASCESI. NON A CASO IL CREATORE, DOMINIQUE LAMBERT, È UN ARTISTA IMPEGNATO NELLA RICERCA DI FORME CHE EVOCANO SENSAZIONI DI SNELLEZZA E VELOCITÀ, DI LEGGEREZZA E DI SOBRIETÀ. IN QUESTO FACENDOSI INTERPRETE DI UN’EPOCA CHE HA LASCIATO ALLE SPALLE IL POTERE MASTODONTICO DELLA PRODUZIONE PESANTE E DELLE GRANDI MASSE, PER APPRODARE ALL’INTIMITÀ DEI PICCOLI GRUPPI, ALLA RELATIVITÀ DEI PUNTI DI VISTA, AL RISPETTO DELLE IDENTITÀ. LA TRADUZIONE IN FORME ARTISTICHE DI QUESTI CONCETTI EVITA DI VINCOLARE LO SPETTATORE A UNA SINGOLA AFFERMAZIONE, MA TENDE AD APRIRE IL CAMPO ALL’INTERPRETAZIONE. E POI QUI L’ESPRESSIONE ARTISTICA SI SPOSA CON L’UTILITÀ: QUALCOSA CHE RICOMPONE QUEL CHE APPARIVA UNA DICOTOMIA SOSTANZIALE, TRA QUEL CHE È “UTILE” E QUEL CHE È “BELLO”. FORSE È PROPRIO COSÌ CHE SI RITROVA L’AMBIZIONE DELLA GRECIA ANTICA, AL “KALÒS KAI AGATHÒS”. BARBECUE “MIKADO” DI FOCUSUn fabbricato in pietra nella campagna lucchese. Il restauro conserva il volto dell’antica casa contadina, Il pergolato è vicino a un giardino di erbe aromatiche: i piaceri della cucina si gustano anche al di fuori del momento conviviale, attraverso gli aromi che li ricordano. Restyling di Nicola Lazzarini e Annamaria Crisalli – Foto di A. Lecce
C’È UN MODO PER CONTROLLARE CON FACILITÀ LA FIAMMA E OTTENERE UNA COTTURA SOBRIA E FACILE, COME A CASA, SENZA DOVERSI PREOCCUPARE DELLE CONDIZIONI DELLA CARBONELLA. UN BARBECUE A GAS: FACILMENTE TRASPORTABILE, ADATTO ALLE TERRAZZE, AI BALCONI, A TUTTI QUEGLI AMBIENTI INTIMAMENTE COLLEGATI CON LA CASA, DOVE SI DESIDERA GODERE DELLA STESSA COMODITÀ CHE CI CONFORTA TRA LE QUATTRO MURA DOMESTICHE. CON PIANI DI LAVORO ADEGUATI PER CONDIRE I CIBI PRIMA DI CUOCERLI E DI SERVIRLI. LA COMODITÀ È ASSICURATA ANCHE ALL’ARIA APERTA. BARBECUE IL BRACERE
E IL BARBECUE TRADIZIONIALE

Un rudere avvolto dalla vegetazione spontanea tipica di Rapallo e Santa Margherita Ligure, diventa una casa integrata nell’intorno, secondo un equilibrio con la tradizione e il genius loci, nel nome della serenità. I terrazzamenti del terreno diventano spazi per vivere il panorama nell’intimità della famiglia. Ristrutturazione di Karim Amirfeiz, architetto. Foto di A. Lecce.
C’ERA UNA VOLTA IL FORNO DA GIARDINO. LO SI COLLOCAVA ANCHE SUL TERRAZZO O PERSINO SUL PRATO. POTEVA STARSENE LÌ, ANCHE TUTTO SOLO QUANDO IN CASA NON C’ERA NESSUNO E TUTTI ERANO IN CITTÀ A LAVORARE. AI BAMBINI PIACEVA GIRARCI ATTORNO E GIOCARE AD ABITARCI: PERCHÉ AVEVA UN TETTO A DUE SPIOVENTI, PROPRIO COME UNA CASA VERA. E AVEVA UN CAMINO, A VOLTE DUE. MA NON POTEVANO ENTRARE: LA MAMMA NON VOLEVA. PERCHÉ, PER QUANTO NE AVESSE TUTTO L’ASPETTO, NON ERA PROPRIO UNA CASETTA. ERA UN FORNO: CI SI CUOCEVA IL PANE QUANDO SI FACEVA FESTA CON GLI AMICI. CI SI PREPARAVANO SUCCOLENTI PIATTI DI CARNE E VERDURE ARROSTITE, CI SI FACEVA ANCHE LA PIZZA. E DAL CAMINO USCIVA IL FUMO VERO. ATTORNO GLI AMICI CHIACCHIERAVANO E OGNI TANTO GUARDAVANO DENTRO: SI VEDE CHE ANCHE AI GRANDI PIACE GIOCARE, ALLE VOLTE. SOPRATTUTTO SE, DOPO, C’È ANCHE DA MANGIARE. E QUANDO GIUNGEVA QUESTO MOMENTO, SI SPRECAVANO I COMPLIMENTI PER IL CUOCO, O PER LA CUOCA. E TUTTI STAVANO A DIRE QUANTO FOSSE PIÙ BUONO IL PANE APPENA COTTO, LA PIZZA CHE HAI PREPARATO CON LE TUE MANI, I DOLCETTI CON LE UVETTE CHE ERANO COME PICCOLI PANETTONI. ANZICHÉ  ASPETTARE NERVOSAMENTE CHE LAMAMMA FINISSE DI CUCINARE, TUTTI ERANO ATTORNO A COLLABORARE, A SUGGERIRE RICETTE… E A GUARDARE QUELLA CASETTA… EHI, MA C’È ANCORA! MOD. POLIFEMO DI FORNARIA, DISTRIBUITO DA EDILBILANCINOSOTTO IL PORTICATO

La civiltà nasce da qui: dal cucinare assieme e dal mangiare in compagnia. In posti come questo, in Gallura, ancora si può trovare la memoria della vita del pastore. Il forno sotto il porticato rimanda a quelle epoche passate.
C’È CHI LO CHIAMA ISOLA, CHI LO CHIAMA CUCINA ATTREZZATA; CHI LO CHIAMA FORNO E CHI BARBECUE. È TUTTO QUESTO ASSIEME E FORSE DI PIÙ: PERCHÉ DALL’UNIONE DI TANTI ASPETTI NON NE NASCE SOLO LA LORO SOMMA, MA UN LUOGO COMPLESSO, DALLE TANTE SFACCETTATURE. È COME SE SI FOSSERO CONGREGATI ASSIEME TUTTI GLI STRUMENTI PER LA CUCINA, E FOSSERO STATI AGGREGATI IN UN POSTO SOLO. UN LUOGO PER LA COTTURA ORGANIZZATO IN MODO COMPATTO E MODULARE: CON BARBECUE, FORNO, PIANO COTTURA CON QUATTRO FUOCHI A GAS, UN LAVELLO, IL PORTALEGNA E I RIPIANI A CARRELLO. IL TUTTO SORMONTATO DA UN FASCINOSO CAMINO DAL DISEGNO ARROTONDATO. LA COSTRUZIONE È IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO RIVESTITO IN SPUGNATO LAVABILE BIANCO CON PIANO IN GRANIGLIA DI MARMO A FINITURA SPAZZOLATA IN TINTA GRIGIA. È COME SE AVESSERO PRESO TUTTO QUEL CHE SERVE PER CUCINARE AL MEGLIO E PER TETTO VI AVESSERO LASCIATO SOLO QUELL’ARTICOLATO CAMINO METALLICO CHE SVETTA. L’ATTREZZATURA COMPLETA PER VIVERE LA CASA DA FUORI, QUANDO IL TEMPO LO PERMETTE.E SAPERE CHE LÌ STA, SE NON LO PERMETTE. IN REALTÀ HA UN NOME: È “MAXIME GRILL” DI PALAZZETTI

LA FANTASIA IN CUCINA

località: Piemonte
progetto di: Alberico & Giachetti Architetti Ass.ti
camino: Susenna Camini (su disegno)
foto: Athos Lecce

Una villa in legno, dotata di grandi vetrate, in un parco alle pendici delle Prealpi piemontesi. La costruzione a blockhaus e in travi piene (propriamente”log frame”) ha stile nordico ma tratti mediterranei, riconoscibili tra l’altro nel loggiato, col suo ampio camino vetrato. Per vivere la magia della casa che si apre al bosco.

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