PENSARE

Quattro fuochi in restauro

L’IMPEGNO DELLE AZIENDE CHE INVESTONO IN CULTURA

La Palazzetti Lelio S.p.A. è oggi una tra le aziende leader a livello mondiale nel settore del riscaldamento domestico a biomassa legnosa (legno e pellet). L’Azienda nasce nel 1954 a Porcia (PN) con la produzione di manufatti in cemento per l’arredamento d’interni, a cui si affianca pochi anni dopo la lavorazione industriale del marmo per pavimenti e rivestimenti. All’inizio degli anni ’70 prende avvio la prima produzione italiana di caminetti e barbecue prefabbricati completi, realizzati con sistemi di lavorazione industriale, conformi a requisiti estetici e funzionali, semplici nell’installazione. Negli anni successivi viene avviata la produzione di stufe e focolari a legna e a pellet, in seguito quella di cucine in muratura. Prodotti innovativi, sviluppati in conformità con i più elevati standard tecnologici e nell’assoluto rispetto dell’ambiente, testati e certificati dai più prestigiosi Istituti Europei, nonché dalle associazioni a tutela del consumatore e dell’ambiente. I prodotti Palazzetti sono omologati secondo le rigide normative comunitarie sulle emissioni ed i rendimenti, obbligatorie a livello europeo e mondiale. Nonostante i risultati raggiunti, il Gruppo è rimasto nella sua struttura un’impresa a conduzione familiare: da tre generazioni ormai la famiglia Palazzetti guida l’azienda, impegnata in sfide sempre nuove e nel raggiungimento di traguardi sempre più ambiti.
Da sempre l’azienda impegna energie e risorse per ottenere prodotti in grado di garantire altissime prestazioni, riducendo il più possibile l’impatto ambientale, controllando i consumi energetici senza per questo rinunciare ai rendimenti. Palazzetti ha deciso di sostenere l’importante intervento di restauro dei camini delle quattro Sale Istituzionali del Palazzo Ducale a Venezia, forse il monumento più significativo della città, per garantire il presente e il futuro di questi gioielli rinascimentali. Ricchissime di storia e opere d’arte, visitate ogni anno da milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, le sale contenevano, tra gli altri capolavori, quattro imponenti camini in grave stato di deperimento strutturale che nei loro ricchissimi addobbi: fregi, stemmi, statue, decori, composizioni in rilievo, cariatidi, che verranno riportati all’antico splendore. Il Gruppo Palazzetti è naturalmente orientato a creare il Nuovo, con prodotti e soluzioni per il riscaldamento, sempre all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente, senza dimenticare però che passato e futuro non possono esistere l’uno senza l’altro.
L’investimento in cultura e nel recupero delle più elevate rappresentazioni dell’arte antica, riveste inoltre anche un ruolo di responsabilità sociale, in quanto allarga gli orizzonti e stabilisce un dialogo coerente e continuativo con il territorio.Quattro fuochi in restauro. Un’interessante opportunità per l’azienda, di comunicare anche a livello internazionale, attraverso la forza del suo marchio e di un progetto coerente con il suo business, l’identità, la missione e i valori dell’impresa e di testimoniare un concreto impegno per Venezia, patrimonio di tutti.
Due spaventosi incendi nel 1574 e nel 1577 distrussero le grandi sale ‘istituzionali’ di Palazzo Ducale così come gli stessi ambienti di residenza del doge. Subito fu avviato un faticoso processo di ricostruzione e furono elaborati i programmi iconografici per i nuovi cicli decorativi in sostituzione delle decine di dipinti perduti. Si videro allora all’opera tutti i protagonisti dell’arte veneziana del secondo Cinquecento, da Veronese a Bassano, da Tintoretto a Palma il Giovane. Lo stesso Palladio fu impegnato per la rifabbrica del ‘cuore’ politico del Palazzo: le sale dell’Anticollegio e del Collegio, la sala delle Quattro Porte, tutte adiacenti alla magnifica aula del Pregadi, cioè del Senato. Anche gli scultori furono mobilitati: Jacopo Sansovino, i suoi seguaci e la sua bottega furono all’opera per dar vita ad alcuni dei più bei camini di questa stagione insieme classicista e opulenta dell’arte veneziana.
Vere e proprie macchine architettoniche e scultoree, i caminetti dell’Anticollegio e del Collegio, riprendono con libertà i temi allegorici e simbolici legati al fuoco e al suo dominio e utilizzo ma li sviluppano con insolito fasto e grande fantasia. Telamoni marmorei, scene mitologiche, volute in pietra o in stucco, mostri popolano la bocca del camino, le ‘cappe’, i fianchi, le cornici e i fastigi in un tripudio di forme, di volumi, di anatomie e di geometrie che hanno pochi eguali, come nei celebri e inimitabili camini dell’Anticollegio e della sala del Collegio che videro all’opera Gerolamo Campagna, Tiziano Aspetti, Vincenzo Scamozzi e, forse, lo stesso Andrea Palladio.Sala dei Tre Capi del Consiglio dei Dieci
Dedicata alle funzioni di giustizia.
Camino in pietra d’Istria con trabeazione, cariatidi e stemma del doge Marcantonio Trevisan.
Le due cariatidi sono opera di Danese Cattaneo e Pietro Grazioli da Salò. Sovracamino con bassorilievo rappresentante la Venezia (o la Giustizia) con in mano la bilancia o lo scettro; ai lati un angelo alato suona una lunga tromba e due putti sostengono rispettivamente il disco raggiato del sole e il corno ducale. Accucciato ai piedi di Venezia, il leone. Progetto di Jacopo Sansovino.

Sala dell’Anticollegio
L’anticamera d’onore per le ambascerie e le delegazioni in attesa di essere ricevute dal Collegio, cui era delegata la politica estera dello Stato.
Camino in marmo di Carrara con due telamoni e fregio rigonfio ed adornato, entro la cimasa un bassorilievo rappresentante Venere che chiede armi a Vulcano.
La critica recente non attribuisce più a Tiziano Aspetti i due telamoni, ma a Girolamo Campagna.
Non ci sono dubbi invece per il bassorilievo della parte superiore attribuito all’Aspetti.
La decorazione della parte superiore del camino è probabile opera dello Scamozzi, mentre per le decorazioni in stucco si fa il nome del Bombarda. Autori: Tiziano Aspetti, Girolamo Campagna. Datazione: fine XVI sec.

Sala della Bussola
Anticamera, lussuosamente arredata, per coloro che erano stati convocati dal potente Magistrato alle Leggi.
Grande camino in pietra d’Istria con trabeazione decorata e due cariatidi con lo stemma di Marcantonio Trevisan.
Il camino fu costruito su disegno di Jacopo Sansovino nel 1553-54. Autori: Danese Cattaneo e Pietro Grazioli da Salò.

Sala del Collegio
Cuore dell’attività legislativa e politica della Serenissima.
Famosa per le opere pittoriche di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, e di Paolo Caliari, detto il Veronese.
Camino in marmo – della seconda metà XVI secolo – con due statue raffiguranti Ercole e Mercurio e cappa ornata da una composizione in forte rilievo in stucco con tre figure muliebri rappresentanti alcune Virtù con i simboli dell’aquila, del cane e della fiaccola rovesciata.
A Cesare di Francesco è attribuita l’esecuzione, mentre la ricca cornice è di Francesco di Bernardino; le statue di Ercole e Mercurio sono opere firmate del Campagna.
Autori: Cesare di Francesco, Francesco di Bernardino, Girolamo Campagna.

Nelle foto:

Sala dei tre Capi del Consiglio dei Dieci
AUTORI: PROGETTO DI JACOPO SANSOVINO
DATAZIONE: FINE XVI SECOLO
Sala dedicata alle funzioni di giustizia.

AUTORI: TIZIANO ASPETTI, GIROLAMO CAMPAGNA
DATAZIONE: FINE XVI SECOLO
L’anticamera d’onore per le ambascerie e le delegazioni in attesa di venire ricevute dal Collegio, cui era delegata la politica estera dello Stato.

Sala della Bussola
Autori: DANESE CATTANEO E PIETRO GRAZIOLI DA SALÒ SU DISEGNO DI JACOPO SANSOVINO DATAZIONE: 1553-54.
Anticamera, lussuosamente arredata, per coloro che erano stati convocati dal potente Magistrato alle Leggi.

Sala del Collegio
AUTORI: CESARE DI FRANCESCO, FRANCESCO DI BERNARDINO, GIROLAMO CAMPAGNA.
DATAZIONE: SECONDA METÀ XVI SECOLO
Cuore dell’attività legislativa e politica della Serenissima. Famosa per le opere pittoriche di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, e di Paolo Caliari, detto il Veronese.

Il Catalogo

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