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La cabina a scomparsa nelle terme Aquardens

Un ascensore che, come uno stelo telescopico sorge dal suolo, senza vano portante, così da lasciare sempre libero lo spazio.

Ecco l’impianto termale più vasto d’Italia, uno tra i maggiori a livello globale. Aquardens sta sorgendo a Pescantina, località vicina al lago di Garda il cui nome è dovuto al clima mite che, favorito dalla presenza delle sorgenti termali, permette la coltivazione dei peschi. Il progetto del grande complesso è stato assegnato con concorso all’Arch. Giancarlo Marzorati, il quale ha immaginato un luogo ampiamente variato e articolato, completo come un piccolo universo del benessere e rivestito di forme che esprimono fluidità. Le tante vasche hanno tutte disegni sinuosi, e morbidi sono gli sviluppi di un fiume-sentiero d’acqua e dei camminamenti che attraversano i prati tra tetti verdi come colline e vere colline che rendono vario il paesaggio. Anche gli interni si muovono in plastiche curvature, qui e lì dando luogo a canali di luce che aprono al cielo e stabiliscono connessioni visive, mentre ampie vetrate cancellano gli schermi tra dentro e fuori ponendosi come luoghi di ariose trasparenze.Vi si trovano beauty farm, le più diverse aree wellness, idromassaggi, giochi d’acqua, ambienti di cromoterapia, hotel, sala congressi, ristoranti, bar, piscine di diverse temperature ed estensioni, saune, bagni turchi, area innevata… installazioni adatte a ristorare il corpo e la mente di persone di ogni età e condizione fisica.
In tale contesto l’ascensore è inteso quale elemento che favorisce il raccordo senza interrompere la continuità degli ambienti: sorge dalla pavimentazione nella quale peraltro, a cabina abbassata, si nasconde completamente. La cabina poi si solleva su uno stelo telescopico autosupportato per raggiungere i livelli superiori, come una pedana di sollevamento.
In questo modo lo strumento che toglie le barriere architettoniche cessa di essere esso stesso barriera visiva.

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