PENSARE

Artigianato Oggi: intervista a Eugenio Massetti

Eugenio Massetti: intervista al presidente di Confartigianato Lombardia.

Sull’artigianato di oggi, intervista a Eugenio Massetti Pres.Confartigianato Lombardia. Per artigianato si intende anche l’impresa fino a 15 dipendenti. La Lombardia da sempre è il punto di riferimento di partenza dell’impresa italiana. Per questo motivo si può dire che, fare artigianato significa fornire un outlook per il futuro in Italia.  Intervistiamo Eugenio Massetti che presiede Confartigianato Lombardia.

Artigianato Oggi: cosa significa essere artigiano?

Eugenio Massetti: Bella domanda. Essere artigiano oggi significa essere osannato. Non c’è niente, dalla pubblicità, ai telegiornali, ai media, ai nostri convegni, dove non si parli di artigianato.

C’è la moda di parlare del nostro mondo, senza sapere probabilmente fino in fondo di cosa si tratta. Oggi essere artigiano, io con orgoglio lo dico, è rendersi conto che in questi anni non si sono chiusi i propri laboratori, le proprie aziende. Noi abbiamo rapporti familiari con i dipendenti. Noi siamo quelli che abbiamo ragionato nell’azienda. L’artigiano oggi, quando si è presentata  una difficoltà le supera. Quando c’è stato da tagliare in termini di stipendi ed aspettare tempi migliori, quello che doveva fare l’ha fatto.

Oggi essere artigiano è un po’ come ieri, è essere soddisfatto del proprio lavoro. Artigiano oggi significa essere autonomi nei confronti del resto del mondo. Essere artigiano oggi significa decidere a che ora andare in azienda,  a che ora uscire. Oggi essere artigiani vuol dire tante cose. Vuol dire anche aver attraversato questi anni di crisi e aver scoperto che forse questo mondo. A detta di tanti l’artigianato,  un po’ un mondo di serie B. Invece, l’artigianato oggi è  un mondo di serie A +++,  con tanti più: come si classificano le banche e le imprese.  Abbiamo scoperto che il nostro saper fare manuale è ricercato in tutto il mondo.  Il vero made in Italy non lo fanno le grandi industrie, ma lo facciamo noi.

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Vincere sul mercato internazionale:

Oggi, chi sa fare il pezzo unico, vince sul mercato internazionale. Come nel Milanese, siamo vincenti, ad esempio,  nel campo dell’ arredamento,  della produzione di divani.  Nel momento della crisi, fare quello che si faceva una volta dal dopoguerra in poi. Prendere la propria valigetta,  con i tre pezzi che l’artigiano bravo faceva manualmente e andare in giro per l’Italia. Oggi si può andare per il mondo a presentare questi prodotti alle fiere o direttamente nelle aziende. Oggi si è tornato a fare questo,  con strumenti diversi,  c’è internet per esempio,  ma  rimangono per fortuna anche le fiere perché il rapporto interpersonale con chi ci sta di fronte è indispensabile.

Artigianato Oggi: A proposito di questi nuovi strumenti, come vede questa evoluzione indispensabile nel settore dell’artigianato, legato profondamente alla tradizione?

Eugenio Massetti: Oggi, tanti  giovani laureati, magari figli o nipoti di artigiani,  hanno deciso di provare a lavorare in azienda. Questi giovani hanno portato, una scolarizzazione e un modo di fare, che era sconosciuto nelle nostre aziende prima. Hanno portato, per esempio, la novità  dell’ e-commerce, ossia stare in azienda,  ma comunicare con l’intero mercato estero.

Artigianato Oggi: che consiglio si sentirebbe di dare a chi vuole intraprendere una nuova impresa artigianale?

Eugenio Massetti: Vanno un po’ distinti i diversi mondi dell’artigianato, c’è il tautatore,  il barbiere o chi si occupa di elettronica. Chi vuol diventare artigiano, imprenditore, deve andare in un’azienda ad imparare il mestiere,  si tratta di un passaggio importantissimo perché sono gli anni della formazione.  E’ l’apprendistato e se non si passa da qui, è difficile che poi uno diventi un bravo imprenditore, un bravo artigiano.

Oggi, dal momento che il nostro mondo rappresenta il 96% delle imprese presenti sul territorio nazionale, bisogna fare le cose per bene. Quando parlo ai ragazzi delle superiori, sanno tutto sui siti internet, ma non sanno quello che succede intorno a loro.  Fare l’artigiano oggi vuol dire cominciare a lavorare.Il termine start up non significa altro che “mettere in piedi” un’azienda.  Lavorare attraverso un’iniziativa, un’idea. Per cui io consiglio ai giovani ragazzi di non aver paura, ma di sporcarsi un po’ le mani! Soprattutto oggi,  lo dico ai giovani. Oggi c’è bisogno di un ritorno ai lavori tradizionali. Essere artigiano oggi significa fare  quelle attività che nessuno vuol più fare. Sono attività  ma che danno le maggiori soddisfazioni anche economiche.

Artigianato Oggi: un consiglio a qualcuno che è magari  a metà del proprio percorso lavorativo, ma  decide di cambiare e diventare artigiano?

Eugenio Massetti: Abbiamo esempi quotidiani di architetti,  ingegneri e professionisti bancari a altri professionisti. Bravissimi professionisti che lasciano il lavoro e che hanno il coraggio grazie ad una grande passione, un sogno. E per aiutarli ci sono le associazioni di categoria,  c’è Confartigianato.  Abbiamo i consulenti per spiegare cos’è la burocrazia, la burocrazia buona, quella necessaria per mettere le cose in regola. Poi c’è la burocrazia immorale.  Io definisco così, quella che fa perdere tempo che fa perdere risorse economiche. Insegniamo a  fare, ad esempio, un business plan. Quando si ha un progetto bisogna capire come lo si  vuole realizzare. E’ importante focalizzare dove e con quali risorse e guardando al mercato possibile.  Le nostre sedi Confartigianato sono presenti di tutta Italia, si vede velocemente dove recarsi su internet.

Questo potrebbe essere anche un consiglio da dare a chi desidera rinnovare il proprio modello di business?

Eugenio Massetti: Pensiamo a chi ha un attività in Italia.  Capita che vede colleghi riescono a vendere i loro prodotti in America piuttosto che in Giappone e lui no. Vede questo e bisogna che si domandi il perché. Si dice che sia il periodo di crisi, ma in realtà il mondo è cambiato. Tanti erano abituati ad avere il cliente che gli entrava nel negozio. Ora succede che davanti al locale c’è il ragazzo o ragazza che saluta  il cliente e che cerca di invogliarlo ad entrare. Per questo motivo, oggi  dobbiamo fare questo e penso che gli strumenti adatti ci siano,  vedi internet con  e-commerce. Certo che se uno produce un prodotto e vuole stare per forza nel suo paesino di provincia perché va a casa a pranzo. Vediamo troppa gente che continua a lamentarsi e fa poco per cambiare il suo stato.

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Artigianato Oggi: crisi e cambiamento che fare?

Eugenio Massetti: Su questi grandi temi ci andrei molto calmo. Devo dire che noi siamo molto attenti e siamo molto legati alla tradizione e il rapporto personale. Quando si parla di credito, è fondamentale per noi. Combattiamo nei confronti delle banche e degli istituti di credito una guerra impari.  Quando i nostri artigiani non si vedono dare il credito che richiedono,  perché “classificati” non affidabili  in una classifica che non capiscono. Mentre noi abbiamo costruito le nostre aziende con il rapporto personale, attraverso un progetto dove il direttore della banca ci conosce. Quindi della Lehman Brothers e di quello che succede in America non ci importa nulla.

E ancora oggi la politica sta dimostrando che prima vengono le banche poi vengono le imprese di prodotto. Va ribaltato questo paradigma. Specialmente cominciando da chi sta in Parlamento. Adesso anche i risparmi dei piccoli imprenditori e delle famiglie vanno alle assicurazioni e non più alle banche. La politica ci fa mille promesse,  noi siamo corteggiatissimi in campagna elettorale.  Il giorno dopo che tutti si dimenticano di noi, anche i partiti che hanno fatto la loro fortuna grazie al nostro mondo. I politici quando è il momento di decidere,  mettono prima l’interesse delle banche.

Le risorse finanziarie

Diversamente le risorse europee e statali si diano direttamente alle imprese perché le formule e gli strumenti ci sono. Certo, abbiamo ancora bisogno delle banche,  per cui non le demonizzo, però c’è un limite a tutto! c’è un limite allo scandalo quotidiano che stiamo ancora vivendo. Scandalo per quello che è successo 15 anni fa, e quella stessa società  sta ancora giudicando se un’azienda è affidabile o no … e anche le piccole banche le hanno obbligate ad accorparsi per diventare grandi banche.

Vale per le imprese e vale per le banche… ma il piccolo è bello! il piccolo è il rapporto con chi ti sta davanti e in questi 15 anni di crisi. I piccoli sono gli unici che hanno resistito sui mercati. Siamo stati noi a dispetto di quelli che dicevano,  e ancora adesso dicono,  che piccolo non va bene. Oggi come oggi  potrei fare 100 e più  nomi degli artigiani della zona di Milano. Questi nomi, che pur essendo piccoli,  hanno cavalcato il mondo e stanno cavalcando i mercati e sono diventati degli esempi.  La stessa Amazon ha premiato il nostro artigianato, come il miglior esportatore e il migliore utilizzatore di questi strumenti.

 

Intervista di Edmondo Jonghi Lavarini

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