ARCHITETTURA FARE PENSARE

Artifer: tra passato e futuro

Quando si dice ferro, il pensiero si associa ad un materiale freddo e pesante.
Ma in Artifer, da più di 36 anni nel settore del ferro battuto, l’arte della lavorazione è stata affinata al punto di donargli armonia e leggerezza alla vista.

E’ alle prime attività artigianali sorte alla fine dell’800, che risale la storia della famiglia Casatto di San Vito – piccolo paese dell’alto vicentino – che utilizza non solo gli strumenti del falegname, ma anche quelli del fabbro: la forgia a carbone, l’incudine e il martello, per costruire cerchi in ferro per le ruote dei carri o per i grandi tini del vino. Da allora 14 componenti della famiglia si sono succeduti apprendendo i segreti di questa nobile arte e dando un impulso sempre mag-giore a un’attività che conosce nel dopoguerra un vero e proprio boom con la produzione di cancelli e ringhiere. Nei primi anni ’60 nasce a S. Vito la Artifer, producendo le prime volute e inventando i primi sistemi meccanici di piegatura e torsione del ferro. Il laboratorio negli anni ’70 costruisce un proprio stabilimento a Zanè ed evolve la propria produzione realizzando manufatti in serie ed adottando la lavorazione definita “a freddo” con la torcitura meccanica. L’abilità di Domenico Casatto, attuale presidente è stata quella di automatizzare e velocizzare alcune lavorazioni iniziando così una produzione in serie di manufatti e prodotti in ferro battuto. Una soluzione che semplificando il lavoro lascia più spazio alla creatività necessaria per comporre recinzioni, cancelli, inferriate e complementi d’arredo.

Nella creazione della “Linea arredo”, Artifer sfoggia la capacità manuale dei suoi artigiani. L’abbinamento del ferro ad altri materiali come tessuto, legno e midollino rende i manufatti versatili e adattabili a qualsiasi ambiente o stile architettonico.

 

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