ARCHITETTURA FARE

Arthè / Milano

Bar design – ARTHE’ / Milano
PROGETTO: ARCH. MICHAL ROSENBERGER ARCH. FEDERICA SASSO
FOTO VINCENZO PATRUNO

“Una nuova luminosità fa convivere i nuovi elementi con le preesistenze”

"A new luminosity creates a coexistence of new elements with preexisting ones.”

Il progetto di questo wine bar muove da un’attenta analisi dello stato di fatto e dei punti deboli del progetto precedente; le tonalità scure e l’errato controllo della luce avevano generato un locale dall’atmosfera tetra nel quale gli elementi costitutivi perdevano riconoscibilità. Il bel rivestimento di ardesia delle pareti e del pavimento risultava offuscato dai pesanti arredi in legno scuro e dalla mancanza di luce. Da qui partono gli architetti per operare il restyling
dell’esistente, sottolineato dal rispetto verso queste preesistenze; il filo conduttore del progetto diviene la valorizzazione dell’esistente e la luce, punto debole del vecchio progetto, diventa l’elemento generatore del nuovo assetto. Il disegno delle vetrine sancisce un nuovo rapporto con l’esterno dove il dehor, contornato da piante e bambù, è l’ideale prolungamento dello spazio interno: le ampie superfici vetrate annullano il confine tra dentro e fuori. La luce naturale pervade l’ambiente, enfatizzata dall’uso del colore bianco adottato per pareti, soffitti e arredi.

Nelle foto: Il bancone struttura la composizione creando diverse zone di consumo; lungo la parete è posta un’ampia panca in cuoio realizzata su disegno. Lo spazio è arredato con tavoli in metallo e vetro acidato e sedie con scocca
in materiale plastico di colore bianco.

The counter is made up of diverse areas, including a long wall with ample leather benches, fulfilling the design. The space is furnished with tables in metal and acid-washed glass, and white plastic seats.

La distribuzione delle attività si è rivelata piuttosto complessa, date le esigue dimensioni del locale e l’esigenza della committenza di creare un luogo per la degustazione e l’esposizione del vino; il bancone, posto parallelamente al lato
lungo, disegna anteriormente uno spazio di consumo e transito e alle estremità due aree arredate con i tavolini. Una di queste, la più appartata, è rialzata rispetto al resto del locale, ha la pavimentazione di parquet industriale ed è delimitata da balaustre in vetro trasparente. Fa da quinta la parete di ardesia nella quale sono state scavate due nicchie luminose per l’esposizione delle bottiglie di vino; si crea un forte contrasto tra la gravità della parete è la lucentezza delle nicchie. Lo spazio è arredato con tavoli in metallo e vetro acidato e sedie con scocca in materiale plastico di colore bianco, presenze discrete nel contesto già fortemente caratterizzato dai materiali di rivestimento. L’altra zona a sedere è delimitata da una parete che ospita un’ampia panca in cuoio, realizzata su disegno, lungo la quale si trovano allineati i tavolini; questa parete, dedicata alla comunicazione e all’esposizione, ospita un opera di grafica dello studio LEFTLOFT, già esposta alla Biennale di Venezia, sfiorata dalla luce che piove dal controsoffitto.
Sulla panca sono sistemati i cuscini di stoffa rossa, unica nota di colore presente nel progetto che viene ripresa nella grafica della scritta e nell’immagine coordinata.

Le pareti in ardesia esistenti vengono valorizzate dal sapiente uso della luce.

The slate walls come to existence with the wise use of light.

Il bancone ha la superficie bianca lucida e il top in vetro acidato: la sua leggerezza si staglia sulla massa della parete retrostante di ardesia nella quale è stata ricavata una grande nicchia per la macchina del caffè. Al suo fianco si trova la bottigliera, laccata bianca e retroilluminata; anche il top del bancone si illumina costituendo una presenza molto forte durante le ore notturne. La luce diffusa del top in vetro si contrappone a quella puntuale emessa dalle lampade a sospensione poste sopra, provocando riflessi luminosi sulla parete di fondo attrezzata per l’esposizione del vino; spesse mensole in legno laccato bianco incorniciano e risolvono l’accesso al percorso di servizio verso la cucina.
Il locale ritrova così una luce ed un’unitarietà cromatica particolare nel quale convivono i nuovi elementi e le preesistenze.

The plans of this wine bar drive attempts to analyze the plans and weak points of the previous project; the dark tones and the mistake of dismal lighting, resulting in the locale losing its ability to be recognized. The great redesigning of the slate walls and floors with heavy dark wood furnishings and the shortage of light resulted in darkening the place.
ùFrom here the architects have worked on restyling what exists, underlining with respect towards their preexistence; it is the wire conducting the project that validates the existence of light, the weak point of the older projects becoming the generating ingredient of the new one. The plan comes from sanctioned store windows with a new statement of an exterior with the dehor bordered by plants and bamboo.

Questa parete è dedicata alla comunicazione e
ospita un opera di grafica dello studio Leftloft,
già esposta alla Biennale di Venezia; è l’unica nota di
colore presente nel progetto insieme ai cuscini
di stoffa rossa.

This wall is dedicated to communication and hosts a work
of the LEFTLOFT graphic studio, already exhibited at
the Biannual of Venice. It is the only note of color present
in this project, together with the red fabric cushions.

It is the ideal extension of the interior space: the ample surface of the store window cancels the border between indoors and out. The natural light pervades the surroundings, emphasizing the use of white adopted by the walls, ceilings, and furniture. The distribution of activities is revealed above all else as complex, given the slight dimensions of the room and the exigency of the customers, a place for the enjoyment and exhibition of wine. The counter is frontally designed, parallel to the long side, in a room for consumption and transit, and at the extreme end, two areas with tables. The farthest one is designed like the rest of the locale, with a parquet industrial floor and transparent glass banisters, resulting in a wing of the slate wall with two illuminated niches for exhibiting bottles of wine, thus creating a strong contrast between the importance of the wall and the brightness of the niches.

The counter is made up of diverse area, including a long wall with ample leather benches, fulfilling the design. The space is furnished with tables in metal and acid-wash glass, and white plastic seats. The other seating area is delimited by a wall lined with ample leather benches and is aligned with tables. Dedicated to communication and to display, it hosts a work of the LEFTLOFT graphic studio, already exhibited at the Biannual of Venice. The wall brushes against the light that rains down from the false ceiling. The benches are lined with red fabric cushions, the only note of color present in this project, recapturing the graphic work and coordinating imaginations of the designers.

The counter has a white polished surface of acidwashed glass: its lightness makes the force of the wall stand out behind the slate of the grand niche for the coffee machine. At its side, you find the wine display, lacquered in white and illuminated; even the top of the bar is lit to create a strong presence at nighttime. The diffused lights on the glass bar-top oppose the suspended lights above, provoking reflections of light on the walls and wine display. Thick white wooden lacquered brackets frame and resolve access to the kitchen. The locale discovers a light and unity of color where the new elements cohabitate with the preexisting.

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