ARCHITETTURA

Libertà tra arte e natura

Siamo nel paradiso della scultura, nel paese dove l’arte contemporanea si accosta con grazia ai capolavori medievali: Pietrasanta. Dove anche la natura è plasmata dall’uomo – ma con la sensibilità e l’accortezza che praticavano i grandi del passato, per cui il profilo delle colline resta impreziosito dalla scansione degli alberi che si stagliano leggiadri, ondeggiando calmi alla brezza. In questo luogo, dove il Rinascimento dell’arte e dell’architettura ha trovato il suo habitat preferito, non è semplice dire una parola nuova con un progetto per l’oggi. Ecco dunque che far ricorso al linguaggio della semplicità e dell’essenzialità diventa non più un tributo a tendenze progettuali consolidate, bensì il modo più consono per inserirsi con discrezione in un contesto che richiede anzitutto rispetto. Tale rispetto è quel che troviamo in questa casa.
La zona solarium: la parte “intima” della casa è quella che la mette in contatto più stretto con la natura: anzitutto col sole. La pluralità di schermature (le tende avvolgibili sulle porte finestre e il grande ombrellone) mostra quanto questa zona sia importante nel menage della casa: il salotto all’aperto. Piscina Culligan, con mosaico Bisazza.Una vasca articolata, così da divenire sul piano estetico un momento di mediazione e passaggio tra il giardino e l’abitazione, mentre allo stesso tempo consente di esercitare il nuoto nelle sue due accezioni principali: divertimento e sport impegnato. Così la vasca ha diversi settori: uno ampio, accanto al solarium, completo di ampia gradinata d’accesso; un altro oblungo e stretto che segue il lato della casa e gira attorno allo spigolo: qui la lunghezza consente di distendersi in bracciate veloci. Una sola piscina, diverse attitudini: il relax, gioco, dinamismo.C‘è chi ritiene che ogni opera architettonica debba distinguersi in quanto invenzione inedita che s’impone sull’intorno col frastuono della novità assoluta.
Ma la vera lezione del progettare viene da altro: dalla cura per la relazione tra essere umano e ambiente circostante, e, secondo questo approccio, la casa è ricetto e protezione, ma anche elemento di congiunzione che consente il rapporto con la natura.
Per una casa di campagna in realtà questo dovrebbe essere un “must”. In questa realizzazione troviamo proprio questo approccio, interpretato in modo esemplare: elementi strutturali, raccordi verticali, schermature, infissi, si presentano tutti all’insegna della leggerezza. La ricerca della forma è rifiutata a vantaggio della sostanza.Tutte le case hanno un cuore: non sempre però questo è visibile. Qui il blocco centrale che raggruppa cucina, camino e scala si presenta con la forza di un pilastro che magnificamente incardina tutto l’insieme.
Ma allo stesso tempo ha la gentilezza del servizio che si offre per rendere l’abitare confortevole e soprattutto degno di godimento estetico.
Risalta l’opacità del volume che attraversa verticalmente lo spazio, aprendosi in diversi pertugi quali il focolare (che resta peraltro addomesticato quale espositore di piante), nei confronti dell’intelaiatura a travetti del tetto che compare accanto alle pareti perimetrali vetrate, o alla scala composta da sostegni orizzontali e che conduce a un loggiato interno. La cucina è un’estensione di questo centro, attorno al quale divani e tavoli si dispongono come pianeti che ruotano attorno a un luogo gravitazionale, come momenti di tensione tra questo e l’esterno.Lo spazio del sottotetto gode non solo delle aperture laterali, ma anche di quelle zenitali, che generano un incrocio di luminosità

Ne risulta uno spazio che accoglie e parla con la voce della luminosità, mentre le finestre – ampie al piano terra, misurate ai livelli superiori – sono cornici che inquadrano il verde del giardino. L’invenzione che incardina il progetto è l’elemento centrale che si addensa in luogo gravitazionale.
Camino e scala fanno un tutt’uno e sembrano simbolicamente ancorare il costruito alle viscere della terra, mentre i gradini avvolti all’intorno suggeriscono la via del cielo pur entro lo spazio costruito: qui si congiungono il momento della stasi e la dinamica dei percorsi.
Il resto parla la poetica della libertà: sul biancore stemperato sulle pareti, nelle trasparenze degli sfondati, nel vigore che acquistano quadri e punti luce contro questa tavolozza aperta e invitante.Ssst… e l’anta non sbatte più!
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