Il fascino di ieri per vivere oggi

CASE DI MONTAGNA 85

Un originale portaoggetti e portariviste è il fortunato riadattamento in chiave contemporanea di un oggetto della tradizione contadina
Un originale portaoggetti e portariviste è il fortunato riadattamento in chiave contemporanea di un oggetto della tradizione contadina

L’atmosfera tipica della montagna a Sestrière

La tradizione dell’abete biologico rifinito a mano col pialletto, spazzolato e anticato è pienamente adatta per abitare la montagna con lo spirito d’oggi

Sestrière si trova tra la Val Chisone e la Valle di Susa; con i suoi 2.035 metri sul livello del mare è il comune italiano posto alla maggiore altitudine; è una nota località montana e sciistica, nata negli anni Trenta del Novecento per iniziativa di Giovanni Agnelli, il fondatore della FIAT, che aveva acquistato per 40 centesimi al metro quadrato i terreni e fatto costruire, su progetto di Vittorio Bonadè-Bottino, due alberghi (noti come le torri), che seguono i temi del Razionalismo italiano dell'epoca. In questo contesto nasce questa casa in abete biologico, lavorato a mano come si usava un tempo.

Un originale portaoggetti e portariviste è il fortunato riadattamento in chiave contemporanea di un oggetto della tradizione contadina, recuperato dal suo oblio pluridecennale e, dopo un attento restauro della sua superficie e della sua patina originaria, restituito a una nuova funzione; sta perfettamente a suo agio nel confortevole angolo conversazione, in sintonia con la madia anch’essa di origine contadina e riportata alla luce contemporanea e a una nuova espressività.

Il grande soggiorno si articola in diverse zone armonicamente disposte
Il grande soggiorno si articola in diverse zone armonicamente disposte

Il volume lineare del camino, insieme a quello dell’antistante pilastro, determina l’organizzazione spaziale del soggiorno suddividendolo in armoniche zone

Il grande soggiorno si articola in diverse zone armonicamente disposte, dove il volume lineare del camino, un grande parallelelepipedo, brilla nella romantica penombra e fa da baricentro e contemporaneamente da perno tra le zone, insieme coll’antistante pilastro: così lo spazio fluisce libero, senza rigorose delimitazioni ma solo con punti di riferimento, un sistema di stelle polari dell’arredamento attorno a cui tutto ruota e si articola e dove si passa da una zona a un’altra naturalmente senza cesure e interruzioni. L’uso dell’abete biologico, lavorato esclusivamente a mano col pialletto, come si usava un tempo, poi spazzolato e anticato, conferisce a tutto l’arredamento un sapore particolare, un gusto di ieri ma perfettamente in linea con le sensazioni che ci piace ricavare oggi quando stiamo in una casa del genere, magari accoccolati a goderci il tepore del fuoco.

La cucina in abete biologico
La cucina in abete biologico

La cucina in abete biologico

La cucina, anch’essa realizzata in abete biologico lavorato a mano col pialletto, spazzolato e anticato, vive un singolare connubio col piano di lavoro in acciaio inox e le apparecchiature tecniche, in particolare il lavello e la cappa, nello stesso materiale: del resto, le esigenze contemporanee di praticità e di igiene, di facilità d’uso e di comodità di manutenzione, impongono l’acciaio. In questo caso, però, l’attenta progettazione e l’accurata realizzazione enfatizzano il materiale naturale e anticato rispetto a quello tecnologico, a tutto vantaggio di un’immagine confortevole e caldamente intima.

ARCH. ELISABETTA CULLATI
ARCH. ELISABETTA CULLATI

L’ARCHITETTO: ELISABETTA CULLATI

NASCE A TORINO NEL 1962, SI LAUREA NEL 1986 IN ARCHITETTURA PRESSO IL POLITECNICO DI TORINO. HA COLLABORATO CON VARI STUDI DI ARCHITETTURA IMPEGNATI PREVALENTEMENTE NELL'”INTERIOR DESIGN” E “SHOP DESIGN”. NEL 2000 COSTITUISCE LO STUDIO “ARTE PROGETTI”, INSIEME AL DESIGNER CATALDO GATALETA, CON L'INTENTO DI CREARE UNA STRUTTURA CHE POSSA OFFRIRE UN SERVIZIO PROGETTUALE COMPLETO. IL LAVORO SI CONCENTRA SULL'INTERIOR DESIGN, SHOP DESIGN, PRODUCT DESIGN ED ECO-BIOARCHITETTURA. AFFINA LA SUA CAPACITÀ PROGETTUALE NEL RISOLVERE CON ARMONIA DI FORME E SENSIBILITÀ OGNI PROGETTO, RIMARCANDO LA PROPRIA “MISSION” DEDICATA A DAR VITA AL CONCETTO DI “HOUSE TO WEAR” OVVERO: “CASA DA INDOSSARE”, CONFERENDO IN OGNI AMBIENTE, QUEL GIUSTO EQUILIBRIO CHE CONCORRE A CREARE SPAZI CHE NON SI DEVONO RIVELARE SOLAMENTE COME STERILI ESERCIZI DI STILE, MA SPAZI CAPACI DI INFONDERE BENESSERE A CHI LI VIVE.

QUALITÀ DELL’INTERVENTO

CENTRALITÀ DEL PROGETTO: ESPRIMERE PIENAMENTE L’ATMOSFERA DELLA MONTAGNA DECLINANDOLA CON LE ESIGENZE D’OGGI
INNOVAZIONE: USARE LA TECNICA ANTICA DEL LEGNO LAVORATO A MANO PER TUTTI GLI ARREDI CONTEMPORANEI
USO DEI MATERIALI: SOLO LEGNO DI ABETE BIOLOGICO SPAZZOLATO E ANTICATO
NUOVE TECNOLOGIE: INSERITE NELLE STRUTTURA DI LEGNO D’ABETE

Arte Rovere Antico
Arte Rovere Antico

Arte Rovere Antico

Arredamento ligneo d'eccellenza
www.arterovereantico.it

A cura di Realizzazione di Arte del Rovere Antico - Progetto di Elisabetta Cullati, architetto - Testo di Roberto Summer, architetto - Foto di Duilio Beltramone - sgsm.it

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CASE DI MONTAGNA 85

In copertina:
Una casa rustica dell’800 situata tra prati e boschi ma a pochi minuti dal centro di Cortina d'Ampezzo. La casa è rimasta nel suo aspetto originario e i suoi interni risultano fantastici: pietre di fiume che affiorano dalle pareti, scale di legno che portano a soppalchi da capogiro con passerelle aeree che fanno pensare ai giochi spericolati degli acrobati. Già in partenza era un insieme dal fascino indicibile. In questo caso un architetto meno sensibile alla cultura locale avrebbe cercato di mediare tra le preesistenze e le certezze assimilate nella facoltà di architettura: sarebbe stato un disastro. Per fortuna l'architetto non ha voluto contrapporsi con la sua creatività alla libera fantasia della casa contadina, ha scelto per se stesso un ruolo meno vistoso e più proficuo, quello dell’interprete fedele che apprezza e valorizza. (Realizzazione arch. Silvio Bernardi)

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