Un piano inclinato verso il cielo

Un piano inclinato verso il cielo

Santuario di Maria Theotokos a Loppiano - Incisa in Val d'Arno (Firenze)

“Umile e alta” si eleva come fosse espressione naturale del luogo. Anche un gesto semplice sa essere pieno di grazia e ricco di significato. Così un’opera corale, realizzata nel centro del Movimento dei Focolari, si presenta con un disegno che, nella logica soave cui si ispira, esprime coerenza, unitarietà, continuità in tutti gli aspetti artistici e progettuali.

Le colline, ordinatamente rigate da filari di viti e ulivi, digradano con dolce movimento verso il letto dell’Arno. Le strade che vi si adagiano sono pacatamente incorniciate dai cipressi: il panorama rimanda agli scenari che fan da sfondo alle pitture quattrocentesche. E’ questo l’ambiente - espressione di un meraviglioso equilibrio tra il rigoglio della natura e l'orditura sapiente imposta dalla mano dell’uomo - dove, a una ventina di chilometri da Firenze, nel Comune di Incisa in Val d’Arno, il movimento dei Focolari ha posto il suo centro. E qui è stato eretto il santuario, dedicato a “Maria Theotokos” (“Madre di Dio”) che ne costituisce il luogo di riferimento.Tra gli obiettivi primari dei suoi progettisti v’è stata la cura dell'inserimento nel contesto. E’ un progetto nato dall’équipe di architetti e artisti del Centro Ave Arte, sorto nel ‘61 all’interno del Movimento dei Focolari con lo scopo di coltivare, in un cenacolo comunitario, varie iniziative di carattere artistico, per “saziare la sete di bellezza diffusa nel mondo”, come richiedeva Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento. La struttura del Santuario, con il campanile che contiene la cappella ecumenica e un appartamento, è
parte di un complesso polivalente che si sviluppa su più livelli, di cui i due più ampi sono quasi completamente interrati e comprendono un auditorium con altre sale e servizi collegati per convegni, attività culturali e artistiche, iniziative di dialogo ecumenico e interreligioso, programmi di formazione per i giovani.

Il sagrato in porfido incornicia l’ampia copertura, un piano inclinato tra cielo e terra.

Il Santuario, realizzato anche grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana, sorge nella cittadella di Loppiano, Centro di Spiritualità, un luogo che accoglie una molteplicità di edifici - storici, rurali e moderni - e di attività, e che è volto a proporre a quanti vi soggiornano per periodi che variano da pochi giorni a due anni, la realizzazione di una società rinnovata da un profondo spirito di unità. Ave Cerquetti, scultrice e ideatrice dell’edificio (oltre che responsabile del Centro Artistico che da lei prende il nome), riferisce:“Chiara Lubich ci ha commissionato questo progetto, dopo un incontro avuto col Vescovo della Diocesi di Fiesole, Mons. Luciano Giovannetti. Ci chiese di pensare a come esprimere la grandezza di Colei che, Madre di Dio, porta il Divino in terra come un celeste piano inclinato che dall’altezza vertiginosa dei cieli scende all’infinita piccolezza delle creature. Nacque così l’idea di questo tetto verde-azzurro come il cielo, un ampio piano inclinato che sorge dal terreno e sale, deciso e costante, al culmine della costruzione, coronato dalla torre campanaria; quest’ultima, coperta da una falda triangolare dorata, con la sua forma chiara e pura costituisce un esplicito riferimento trinitario”. La torre è unita al corpo dell’edificio da una zona interamente vetrata, nella quale è collocato il grande tabernacolo, inserito in un elemento scultoreo in bronzo dorato: così la custodia eucaristica trova la sua collocazione propria al di fuori della zona presbiteriale, come previsto dalle norme liturgiche, nella cappella del Santissimo, ricavata entro lo spazio triangolare alla base del campanile. L’interno della chiesa, a pianta ellittica, è caratterizzato dalla vetrata centrale che domina il presbiterio: da questa, con la sua molteplicià di tonalità di azzurro, traspare il tabernacolo.

La planimetria generale del sito.
In basso la vetrata di raccordo tra la copertura
dell’aula e il campanile.
Pagina a destra: due viste della chiesa inserita
con grazie nell’intorno.

Realizzata in tecnica “collage”, la vetrata, disegnata dalla portoghese Dina Figueiredo, riprende il tema di Maria Theotokos - Madre di Dio - che come un grande cielo azzurro contiene il sole, emblema del Signore. La parte centrale è scorrevole, per permettere di accedere al tabernacolo direttamente dal presbiterio. Altre ampie vetrate laterali (per un totale di circa 150 mq), realizzate “a piombo”, si fondono con l’architettura scandendone gli spazi con la forza del colore e in continuità di linee. Quella di sinistra, in continuità col battistero e la penitenzieria, è un invito a meditare il mistero della Passione. Parte dal giovedì santo, quando Gesù pronuncia la preghiera al Padre per l’unità (“che tutti siano uno”), e giunge fino alla crocifissione, con la forza espressiva dei colori del martirio: i rosa purpurei, il rosso scarlatto, i viola e l’azzurro cupo trasmettono l’intensità e la crudezza delle ore passate sotto il peso della croce. I colori irrompono al centro di un movimento ascensionale che culmina nell’ampia luce della Resurrezione, nella quale vibra tutta la terra. Sul lato opposto, un’ampia parete accoglie il grande quadro, opera di un artista indiano di religione indù, che raffigura Maria col Bambino: l’opera fu benedetta da Giovanni Paolo II nel settembre 2004. In continuità con la Cappella della Madonna, la vetrata di desta rappresenta le tappe della vita di Maria: prima l’Annuncio, poi l’Incarnazione (nei colori giallo-oro) fino al fuoco della Pentecoste e alla pienezza della Gloria.

Nelle foto sopra e sotto: il tabernacolo, modellato da Ave Cerquetti (lato chiesa) e
da Fiamma Han (lato cappella); la pianta della chiesa.
1. Portale in bronzo
2. Ingressi laterali
3. Presbiterio
4. Cappella del santissimo
5. Cappella del fonte battesimale
6. Penitenzieria
7. Vetrata "via crucis"
8. Quadro della madonna
9. Vetrata "Via mariae"
10. Sala bambini
11. Sacrestia
12. Deposito
13. Accesso al campanile

L’altare è un unico blocco di pietra di Trani realizzato su bozzetto della scultrice rumena Erika Ivacson: nella solennità della forma richiama l’ara e la mensa. E’ caratterizzato da tagli inclinati così da armonizzarsi col volume dell’aula. La superficie levigata e scolpita del fronte richiama l’Eucaristia, coi simboli della spiga e dell’uva. L’ambone, anch’esso in un blocco unico di pietra di Trani, reca il simbolo dell’Alfa e l’Omega: il principio e la fine: il Verbo. I banchi dell’aula, per circa 800 posti, sono stati realizzati nelle Filippine, su disegno del Centro Ave. Dagli ingressi laterali, a sinistra si accede al battistero, che risulta in comunicazione spaziale e acustica con l’assemblea, e ai sei confessionali; a destra si incontra lo spazio per i bambini, che guarda al presbiterio attraverso il vetro. Adiacente si trova la sacrestia, ubicata in modo da favorire la processione liturgica all’altare.

Nelle foto sopra e sotto: La vetrata centrale; la vetrata di sinistra, con la Passione e la Resurrezione;
la vetrata di destra, ispirata alla vita di Maria.

Santuario di Maria Theotokos a Loppiano - Incisa in Val d’Arno (Firenze)

Progetto architettonico e opere artistiche Centro Ave Arte - Loppiano: Ave Cerquetti, scultrice, Arch.Vita Zanolini, Arch. Elena Di Taranto, Arch. Iole Parisi, Arch. Patrizia Taranto, Loppiano
Strutture: Ing. Natale Mazzoni, Arezzo Ing. Giuliano Monaldi, Cortona (AR)
Pittrici: Dina Figueiredo (vetrate), Fiamma Han (tabernacolo)
Scultrici: Maria Cristina Criscola (portale), Erika Ivacson (altare e ambone)
Banchi di presbiterio e cappella, confessionali: CBM,Treviso
Struttura lamellare:
Habitat Legno, Edolo (BS)
Campane: Capanni, Castelnovo ne’ Monti (RE)
Esecuzione vetrate artistiche: Caron,Vicenza
Fornitura porfido: Odorizzi Porfidi,Trento

L’ingresso centrale ha il portale in bronzo, opera dell’argentina Maria Cristina Criscola. Nella sua scultorea plasticità rappresenta “Maria porta del Cielo”. Al primo livello della torre campanaria si trova la cappella ecumenica. Sopra di essa, il concerto di cinque campane è intonato al sol bemolle. La copertura dell'aula è rivestita esternamente in rame verde ed è retta da una struttura in legno lamellare, mentre la copertura triangolare del campanile è in lega di metallo dorato. Le murature, in articolati movimenti curvi e inclinati, sono in pietra locale ricavata dagli scavi realizzati per le fondamenta. Il 1° novembre 2004, solennità di tutti i Santi, il Vescovo, Mons. Luciano Giovannetti, nel proclamare la chiesa “Santuario Mariano”, ha invitato “tutti i fedeli e i numerosi pellegrini che vi accorreranno, a sperimentare la materna intercessione di Maria”.


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