PENSARE

ARIA DI PROVENZA IN MONFERRATO


La semplificazione degli elementi strutturali e di contenimento.

L’architetto belga André Jacqmain, dovendo progettare una serie di ville su un pianoro a picco sul mare, anziché riferirsi alla tradizione contadina ha preferito guardare all’antica architettura mediterranea dell’Egitto e della Mesopotamia.

Servizio di Luisa Carrara
Foto Roberto Summer

Questa casa fa parte di un complesso immobiliare esclusivo, Calò d’en Real, che lei ha progettato. Quali ne sono stati i principi informatori?
Calò d’en Real per me è come un romanzo d’architettura senza un finale preciso, è una lunga storia che continua ed è sempre pronta a ripresentarsi ogni giorno con qualche novità. Sono ormai vent’anni che ho preso la decisione di costruire nel Mediterraneo e sono arrivato ad Ibiza chiamato da José e Nadine van den Driessche, che avevano l’ambizione di realizzare un insieme organico consacrato alla bellezza. L’eleganza dell’architettura doveva rendere vivente ed animato un paesaggio fino a quel momento selvaggio, di fronte alle isole che si profilano sul tramonto di Ibiza.

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: l’architettura di questo complesso si ispira a un classicismo che riprende i grandi temi nati ed evoluti nell’area mediterranea: l’atrio o il patio, la discrezione della casa verso l’esterno, i grandi muri di pietra, le finestre al riparo dal sole sotto la copertura di una terrazza, ed infine il pilastro e l’arco.
Innovazione: non essersi riferiti alla tradizione contadina dell’isola, ma essersi ispirati alla grande tradizione mediterranea.
Uso dei materiali: pietre locali, muri intonacati nello stesso colore della pietra.
Nuove tecnologie: le finestre e le persiane scorrono all’interno dei grossi muri diventando invisibili.

Quale tipo di architettura ha pensato per questo complesso?
Non poteva essere che un classicismo che riprende i grandi temi nati ed evoluti nell’area Mediterranea: l’atrio o il patio, la discrezione della casa verso l’esterno, i grandi muri di pietra, le finestre al riparo dal sole sotto la copertura di una terrazza ed infine il pilastro e l’arco. Sono gli elementi costitutivi di una tradizione plurimillenaria che qui vengono riproposti con sensibilità moderna.

ANDRÉ JACQMAIN architetto

Nel 1967 ha fondato l’Atelier d’Architecture de Genval, con
sede a Bruxelles, dove operano trenta architetti. Lo studio ha realizzato architetture importanti a Bruxelles, a Liegi e a Louvain – la – Neuve, la nuova città universitaria. Lo studio Genval ha
collaborato alla realizzazione di opere pubbliche destinate al Parlamento Europeo di Bruxelles.

L’ispirazione progettuale è stata la casbah di Algeri.

Nella realizzazione a cosa si è ispirato?
Ho cercato una versione attuale e originale di una tipologia quasi africana riscontrabile ad Ibiza, con i suoi tetti piatti che determinano per ogni casa il gioco di una volumetria complessa, apprezzata dai cubisti come dal Bauhaus, da José-Luis Sert come da Le Corbusier. Le origini dell’architettura di Ibiza si collocano a Cartagine, in Egitto e nella Mesopotamia.
La particolarità di questo linguaggio architettonico, che dà il tono sia agli esterni che agli interni, è l’estrema semplificazione degli elementi sia strutturali che di contenimento: pareti rigorosamente liscie scavate da forme geometriche semplici (l’arco e il rettangolo) arricchite da pilastri addossati che con la loro verticalità danno nerbo e forte scansione all’insieme. L’effetto è quello di un arcaismo rivisitato in chiave moderna dove, attraverso forme tipicamente mediterranee, passano contenuti emotivi fortemente monumentali che richiamano la sacralità delle antiche civiltà teocratiche. Il tutto con molta semplicità e un cromatismo elementare. La geometria qui fa da padrona; la stanza principale, che è il cuore di tutta la casa, è formata da un quadrato di divani contenuto tra quinte ottagonali aperte da grandi arcate sullo spazio circostante. Questo ottagono è più alto del resto della costruzione e sporge visibilmente all’esterno creando un "tamburo" forato da finestrelle quadrate che ne enfatizzano l’importanza.

In Edicola

Nadine van den Driessche ha realizzato l’arredamento di tutte le case di Calò d’en Real.

“Questo interno – ci spiega l’architetto – oltre al salotto, ha una sala da pranzo con due tavoli quadrati in pietra, un
grande porticato coperto, un salotto estivo e quattro camere da letto con i relativi servizi. Quella matrimoniale, (nell’immagine accanto) è molto grande con spogliatoio e salottino.
È una casa un po’ speciale, direi, importante per l’isola, ma allo stesso tempo risulta calda ed accogliente perché tutto ha un suo equilibrio.”

 

condividi :
UN REVIVAL “LA STUFA”
14/02/2011
Sapori mediterranei: la via dell’olio
06/04/2006