ARCHITETTURA

QUANDO L’ARCHITETTURA È MISSIONE

Una riflessione su come affrontare il progetto della chiesa in un’epoca che ritrova i caratteri della austerità e della semplicità francescane. Come spiega Dante O. Benini, bastano pochi accorgimenti per rendere uno spazio eloquente, e la tecnologia aiuta a individuare le giuste soluzioni.

L’ architettura delle chiese e il messaggio della povertà francescana: ne parla Dante Benini, uno dei maggiori progettisti italiani di questi anni, che ha studiato e operato in Brasile.

Si dice che l’architettura sia sempre espressione del potere, come si concilia questo con l’architettura delle chiese, da cui dovrebbe trasparire il messaggio evangelico?
Nella storia vediamo affermarsi un concetto di architettura ecclesiastica, che va dalle prime basiliche romaniche dell’epoca di Costantino e poi di Sant’Ambrogio, al Rinascimento, al Barocco… in cui risalta che l’edificio rappresenta un potere ecclesiale, che è anche espressione di grandi mezzi economici. Ma limitarsi a questa osservazione sarebbe più che riduttivo, fuorviante: in quelle architetture si ravvisa il meglio dell’arte, quanto di più alto l’ingegno umano ha saputo esprimere nel corso dei secoli. E questo costituisce un patrimonio che è della Chiesa, ed è anche espressione di quanto di meglio avesse la cultura: al servizio della fede. In quelle chiese si raccoglievano i fedeli, per quanto poveri e miseri fossero, e certo non potevano non sentire l’afflato spirituale impresso dai grandi artisti e dai grandi architetti…

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