PENSARE

ARCHITETTURA ROCK

Musica, arte, natura, benessere. Sono questi elementi imprescindibili che da sempre mi affascinano. La curiosità é una marcia in più che ognuno di noi ha nascosta nel nostro “Io”, e nella crisi generale che il mondo contemporaneo sta vivendo é sicuramente un valore aggiunto.
Amo il periodo rinascimentale. Mi ha sempre affascinato la figura delle grandi personalità del periodo che furono per antonomasia uomini anzitutto “curiosi”. L’operato di queste personalità li portò ad abbracciare lo studio di diverse branche del conoscere: primo fra tutti Leonardo da Vinci. Basti pensare alle ricerche che lo portarono a studiare e sviluppare temi che spaziano dalla botanica, all’anatomia, dall’architettura fino alla tecnologia applicata. Il suo genio rimane nella sua capacità insita di essere curioso del mondo che lo circondava e di comprenderne i meccanismi…ma il motore rimaneva comunque la curiosità. Proprio la curiosità mi ha spinto fin da ragazzo a sperimentare la pittura, il disegno tecnico ed artistico, per poi passare alla musica, passioni che ancora oggi mantengo e che sono esperienze collegate tra loro.Centro Residenziale, Alberghiero – SPA, Commercio a Castelfranco Veneto, Italia. Il colore é uno degli elementi progettuali fondamentali nei progetti.

“LA CURIOSITA’ E’ UNA MARCIA IN PIU’ CHE OGNUNO DI
NOI RACCHIUDE NEL NOSTRO “IO” ”

La passione per la musica mi contagia fin da ragazzo, quando a 12 anni abbraccio per la prima volta una chitarra influenzato dalle sonorità hard rock/punk della fine degli anni 80. Alla passione degli strumenti si aggiunge anche quella del canto che mi porterà a suonare e cantare in diversi gruppi e cover band. A metà degli anni ’90 inizio a comporre brani inediti (testi e musica) che sfoceranno in un EP di cinque pezzi dal titolo “Viaggio Acustico”. Sono gli anni in cui inizio a frequentare la Facoltà di Architettura al Politecnico di Torino. In quegli anni il capoluogo piemontese é un laboratorio, ma lo é tutt’oggi, artistico a 360°.

“LA MUSICA MI CONTAGIA QUANDO A 12 ANNI IMBRACCIO
PER LA PRIMA VOLTA UNA CHITARRA”

Alcuni anni dopo, nel 2000, compongo e produco il mini album “Viaggio dentro Me”, registrato nei prestigiosi studi Jungle Sound di Milano con la “storica” formazione che mi vede alla voce / chitarra, affiancato da Lele Paiuzzi al basso e Fabio Coscia alla batteria. Da quel momento iniziano poi una serie di date live a vari contest musicali per gruppi emergenti. Dal 2004, anno di apertura del mio Studio di progettazione decido di prendermi una pausa dalla musica che riaffiora prepotentemente alcuni anni dopo. L’incontro con i “vecchi” compagni musicisti, Lele e Fabio, che nel frattempo con Marco Dilillo alla chitarra, stanno cercando la voce per il nuovo progetto “Negramante – Tributo
ai Negramaro”, fa riaccendere la passione che comunque covava sotto le ceneri. Non ci penso due volte…si é ricreata l’alchimia giusta per tornare sul palco e con un microfono in mano cantare, come diceva il mitico Modugno, quanto il mondo sia…Meraviglioso.

“UNA BUONA PROGETTAZIONE DEVE METTERE AL CENTRO L’UOMO”

Il rapporto tra la Musica e l’Architettura é il medesimo che esiste tra il Suonare e il Progettare, due azioni creative che si svolgono su due spartiti che utilizzano simbologie e note differenti. Mi piace definire la mia Architettura come Architettura Rock, poiché nei concerti , sul palco, per me é fondamentale il rapporto umano che creo con il pubblico e così é nella progettazione. L’azione del progettare non deve essere un esercizio stilistico, ma deve andare sempre nella direzione del fruitore finale e di chi quella architettura deve viverla o utilizzarla. In questa direzione trovo grande ispirazione nell’Architettura Organica.Credo che alla fine non importa da quali punti o stili si parta in uno studio progettuale. Una buona progettazione, secondo me é una progettazione che mette al centro l’uomo, con le sue necessità fisiche, ma anche e sopratutto animiche. L’Architetto ha una responsabilità in più rispetto a chi svolge nella nostra società altre professioni, poiché lascia un segno permanente sul territorio, in cui la società ne subisce o vive gli aspetti negativi o positivi. Certamente mi ritrovo nei canoni dell’architettura organica, sopratutto nella promozione del rapporto tra uomo e natura che ha fatto nel tempo questa branca dell’architettura moderna.

“ IN EQUILIBRIO COSTANTE TRA AMBIENTE
COSTRUITO E AMBIENTE NATURALE ”

Diviene così conseguenza, la creazione di un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale attraverso l’integrazione dei vari elementi artificiali propri dell’uomo (costruzioni, arredi, ecc.), e naturali dell’intorno ambientale del sito. Tutti divengono parte di un unico interconnesso organismo, spazio architettonico. L’Architettura organica corrisponde molto da vicino a società organica. Trovo interessanti e ricchi di spunti i pensieri del maestro fondatore e l’interprete principale di questo tipo di architettura, Frank Lloyd Wright, ma anche l’opera di architetti quali Alvar Aalto e Antonì Gaudì.Un’architettura che ha questa idea trainante, rifiuta la mera ricerca estetica o il semplice gusto superficiale, così come una società organica dovrebbe essere indipendente da ogni imposizione esterna contrastante con la natura dell’uomo. Indipendenza quindi da ogni linguaggio codificato e che sia un esercizio di stile, ma libertà interpretativa di  affrontare qualsiasi tema, armonizzandolo con il tutto e cercandone soluzioni organiche.Il grande merito dell’Architettura sostenibile o Bioedilizia é che negli ultimi anni ha formato una coscienza sociale circa i temi del Risparmio energetico da una parte, ma anche della riduzione dell’impatto ambientale, del miglioramento della salute, del comfort e della qualità dei fruitori degli edifici. Ritenere fondamentali oggi elementi che fino a poco tempo fa, erano considerati marginali nella progettazione quali, orientamento, soleggiamento, fattori di ventilazione naturale ma anche l’adozione di sistemi alternativi di riscaldamento, sistemi domotici di gestione, recupero delle acque reflue e piovane trova grande merito in questo tipo di architettura.In qualità di Architetto emergente.
Quali gli strumenti che ritiene indispensabili per la crescita di uno Studio giovane quale il suo?

Senza ombra di dubbio il Concorso di progettazione. Al di là del risultato finale, che pure é importante, credo che tale strumento, sia fondamentale quale esperienza per affinare la capacità progettuale.
Il tema del concorso di progettazione, all’inizio della mia attività di studio, é stato, e lo é tutt’ora, fondamentale non solo quale mezzo espressivo, ma anche come vetrina per potenziali committenti pubblici e privati.

“IL CONCORSO DI PROGETTAZIONE E’ UNO STRUMENTO
FONDAMENTALE PER UN GIOVANE ARCHITETTO”

In un momento in cui risulta difficile per un giovane Studio di Architettura poter emergere, penso sia uno dei mezzi fondamentale di crescita e di confronto per un Architetto. Aver svolto vari concorsi di progettazione ha permesso di confrontarmi con situazioni differenti, svolgendo una crescita e acquisendo una maturità, che mi ha permesso nel tempo di acquisire un linguaggio che é ancora in evoluzione…come la musica. Architettura Rock appunto.

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