DIBAIO

Architettura e ambiente

In occasione del seminario promosso dall’ordine degli architetti di Lucca lo scorso 27 gennaio, tutti i relatori hanno trattato con passione e competenza i temi della salvaguardia dell’ambiente dalle diverse angolazioni disciplinari secondo le specifiche competenze.
Nel corso dell’intenso seminario sono ricorsi termini e concetti che sostanzialmente testimoniano la consapevole condivisione della Lettera Enciclica Laudato Sì di Papa Francesco delle categorie professionali e delle Associazioni, che si occupano a vario titolo della salvaguardia del territorio e di sostenibilità ambientale. 
Il messaggio universale contenuto nell’Enciclica sembrerebbe non avere ancora ricevuto attenzione e considerazione pari alla sua portata rivoluzionaria, ma sarà in ogni caso un riferimento perenne. Segue l’abstract del mio intervento.  
Il progresso della scienza e l’evoluzione della tecnica hanno conferito all’”uomo tecnologico” l’illusoria certezza di poter cambiare le regole degli equilibri naturali. 
Questo processo, alimentato da una distorta massimizzazione del profitto, ha generato e continua a generare diffusamente un eccesivo sfruttamento delle risorse naturali con conseguenze difficilmente governabili. 
L’approccio scientifico ha reso flebile la percezione del concetto di “limite”, che è implicitamente ritenuto comunque superabile col conseguimento di ulteriori progressi della scienza. 
Il progresso scientifico e i risultati conseguiti con le specializzazioni hanno rafforzato progressivamente la presunzione della supremazia della tecnica e la convinzione che essa possa dare sempre risposte a tutto.  
La crescita e il benessere conseguentemente raggiunto, tuttavia, non ha prodotto analoga evoluzione della coscienza e della consapevolezza degli esseri umani.
La valutazione delle dinamiche delle trasforma-zioni evidenziano che l’approccio esclusivamente tecnico spesso non tiene conto di molti altri fattori che possono determinare la risoluzione esaustiva dei problemi.  
La progressiva constatazione dei limiti delle risorse ha messo in discussione le certezze e l’efficacia dell’approccio scientifico, quando non tiene conto dell’insieme di interrelazioni e criticità che concorrono a rendere complessa la soluzione.  
Si è compreso che per poter modificare la complessità dell’esistente e trarne benefici, salvaguardando le condizioni vitali per le generazioni future, è necessario avere una visione sistemica e solidi principi etici per poter perseguire la sostenibilità delle trasformazioni e salvaguardare l’ambiente naturale e antropico. 
La percezione del “limite” consente di valutare l’efficacia di possibili soluzioni che tengano conto dei presupposti che determinano l’evoluzione naturale della specie.  
Qualsiasi progetto di trasformazione impone la consapevolezza del “limite”, che non è esclusivamente compreso nelle regole, ma è parte della cultura e della sensibilità del progettista e di tutti i soggetti coinvolti.  

Si laurea in Architettura a Firenze nel 1979, vive e lavora a Lucca. Nel 1986 frequenta il corso di specializzazione “Il Recupero del Patrimonio Edilizio“ alla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Pisa. Dal 1980 esercita la libera professione a Lucca, svolgendo lavori di restauro e ristrutturazione. Dal 1980 al 1990 collabora con lo studio di Architettura e Ingegneria von Wunster di Bergamo. Dal 1990 al 1992 svolge un incarico professionale di progettazione paesaggistica ambientale di un insediamento residenziale alberghiero ad Antigua West Indies. Dal 2000 è contitolare dello Studio CCA&P Architetti, che si occupa prevalentemente di progetti di restauro e ristrutturazione di edifici e complessi architettonici www.cecchinichiantelli.it. Partecipa attiva-mente con interventi e contributi a convegni e dibattiti culturali sui temi dell’architettura e dell’urbanistica.

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