ARCHITETTURA PENSARE

Architettura come servizio


Architettura come servizio

L’utile e il funzionale, l’esteticamente valido e l’economicamente compatibile: sono alcuni degli elementi tra cui si
muove l’architetto quando pone mano a un progetto. L’occasione del Secondo Premio Nazionale di Idee di Architettura
ARCHITETTURA CULTURA & SPORT, incentrato sui luoghi dell’arte e dello sport negli oratori, porge il destro per ragionare un poco su un’altra dimensione che riveste molta importanza nella concezione progettuale: quella del servizio alla comunità. Dove nel termine “servizio” si racchiudono le risonanze più diverse, che vanno dal fornire spazi di cui la comunità sente la mancanza, all’elevare gli spiriti disegnando luoghi non banali, bensì carichi di significati evocativi.

Come garantire che le chiese e gli spazi annessi, come gli oratori, siano all’altezza del compito? Il pubblico confronto, l’ampio dibattito sono forse l’unica garanzia e, a testimonianza di questo, riportiamo ampie citazioni degli interventi preparatori al Secondo Premio Nazionale di Idee di Architettura (v. pag. 20 e cfr il sito <www.chiesaoggi.it>) di S. Em. Card. Tarcisio Bertone, S.E.R. Mons. Mauro Piacenza, S.E.R. Mons. Carlo Chenis (da anni assiduo collaboratore e ispiratore di CHIESA OGGI architettura e comunicazione, che oggi salutiamo Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia), Mons. Carlo Mazza, Ing. Don Giuseppe Russo, Arch. Don Stefano Russo, Prof. Arch. Raffaele Sirica, Dr. Giovanni Petrucci, Dr. Claudio Barbaro, Ing. Dario Bugli, Prof. Bob Noorda, Arch. Gjlla Giani, Arch. Massimo Gallione, Arch. Nevio Parmeggiani.
Anche la Conferenza Episcopale Italiana da tempo ha adottato il meccanismo del concorso per l’assegnazione di nuovi progetti delle chiese, come anche per i restauri e per gli adeguamenti liturgici. Proprio in questi mesi è stato lanciato il quarto concorso nazionale per tre nuovi complessi parrocchiali, sotto gli auspici del Servizio Nazionale per l’Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale, diretto dall’Ing. Don Giuseppe Russo.

S. Em. Cardinale Tarcisio Bertone e Monsignor
Carlo Chenis durante la cerimonia.
Foto G. Bacci

A dimostrazione dell’impegno e della qualità di committenza che la Chiesa sta attivando, il primo passo è stato di convocare tutti i progettisti invitati al Concorso, per alcuni giorni di riflessioni.
Uno degli altri passi intrapreso da Don Russo, è stata la convocazione di un convegno nazionale sul tema “Progettazione di Chiese: verso l’affidamento di incarico” (Abano Terme, 10-12 Maggio 2007, v. locandina pag.11). Noi in Italia, ma si potrebbe dire lo stesso della Chiesa in tutto il mondo, abbiamo conosciuto nel passato grandi committenze che ci hanno lasciato tesori architettonici insuperati, testimoni di una grandezza che ci sembra ineguagliabile. Le cattedrali romaniche e gotiche, le basiliche rinascimentali, barocche e poi quelle che hanno ripresentato in vario modo quegli archetipi in epoche recenti, erano frutto di affidamenti diretti, non di concorsi, nel tempo che precede quel varco che nella storia dell’architettura è stato tracciato dal moderno.
Perché allora rinunciare a quella pratica? Perché la cesura del moderno c’è stata e viviamo in un’epoca diversa in cui la partecipazione e la discussione richiedono di essere a largo raggio, diffuse ed esaustive.
Quando lanciammo CHIESA OGGI architettura e comunicazione, sotto gli auspici di S. Em. Card. Francesco Marchisano, allora Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, avevamo in mente proprio di aprire il dibattito più vasto possibile. Solo dal raffronto di tante opzioni diverse, di tante suggestioni magari tra loro discordi, può sorgere qualcosa di originale.
Così si aprono gli animi e si abbattono le barricate che spesso restano a presidio di specializzazioni gelosamente
custodite. Il progetto della chiesa ha un contenuto simbolico e affettivo senza pari. Si richiede affinamento tra progettisti, liturgista, parroco, comunità, artisti, ma anche la partecipazione di altri: illuminotecnici e tecnici acustici per l’interno della chiesa, paesaggisti per l’esterno. Un progetto riuscito è frutto di un buon coordinamento tra tutti questi specialisti. La chiesa-architettura di oggi sarà veramente al servizio della comunità, quando tutti questi aspetti saranno tenuti in conto: a questo abbiamo dedicato le nostre pagine, a questo si dedica la Chiesa committente al passo coi tempi.

Giuseppe Maria Jonghi Lavarini

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