PENSARE

Nuovi stadi

Lo stadio di calcio, riferimento per le attività sportive dell’intera città con la pista di atletica e le strutture annesse, nella sua storia, ha sempre istaurato relazioni forti con la città cercando di non divenire un elemento estraneo ad essa.
La sua collocazione in prossimità delle zone centrali o nell’immediata periferia non densamente abitata, spesso associata ad altre strutture sportive, da un lato ha stabilito una forte integrazione con la città, con la ‘griglia del costruito’ divenendone parte, dall’altro ha instaurato nuove relazioni con i sistemi infrastrutturali e ambientali configurando nuovi ‘paesaggi urbani’.
La sua ‘visibilità’ esterna era limitata alla dimensione anomala rispetto all’intorno urbano e all’apparato tecnico strutturale che ne caratterizzava la morfologia convessa; solo nella concavità concentrata sull’evento sportivo era la forza della sua esistenza. Oggi invece lo stadio viene vissuto secondo due diverse dimensioni: quella interna diffusa in alta definizione dalle televisioni, dunque immateriale, ma familiare, locale per lo sportivo o il tifoso; e quella esterna che invece diventa fenomeno materiale della città contemporanea, monumento del presente, patrimonio iconico quando rappresenta i grandi eventi sportivi planetari globale…

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