PENSARE

Naturale/artificiale tra locale e globale

Googlando il binomio locale/globale si ottengono circa 2.260.000 risultati in 0,25 secondi; naturale/artificiale, circa 558.000 risultati in 0,24 secondi; tradizionale/innovativo, circa 696.000 risultati in 0,23 secondi; rapporti difficili che si rivelano gradualmente e che sono stati scelti come filo conduttore.
La natura – scrive Baudelaire – è un tempio in cui viventi colonne lascian talvolta uscire confuse parole; l’uomo attraversa foreste di simboli che con sguardi familiari lo osservano. Più recentemente, W. H. Auden: Per voi, per me, Stonehenge e la cattedrale di Chartres, sono opera dello stesso Uomo Antico sotto varie spoglie: sappiamo cosa Egli fece, e persino cosa pensava di pensare, ma non ne capiamo il perché. Entrambe le immagini mostrano un saldo rapporto tra naturale e artificiale, declinabile attraverso le sue valenze di natura simbolica oltre che fisica.
Il paesaggio artificiale, di rado, vive in simbiosi con quello naturale; quasi sempre in opposizione; una opposizione che è anche congenita alla filosofia. Dopo l’antitesi physis/nomos, physis/techne, essa è stata sostituita da una catena storica che oppone la natura all’arte, alla tecnica e alla storia: appartiene alla natura, sottolinea Lévi-Strauss, ciò che è universale e spontaneo e non dipende da alcuna cultura particolare né da una norma determinata…

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