PENSARE

Le città come luoghi d’intersezione tra locale e globale

È sorprendente, eppure vero, che l’internazionalizzazione e l’integrazione mondiale (quello che abitualmente intendiamo per globalizzazione), invece che ridurre il ruolo dei luoghi, ne abbiano aumentato il peso specifico.
Joan Nogué, Entre Paisajes, Ambit Servicios Editoriales, Barcelona, 2009

Il fordismo, che ha segnato l’era delle grandi agglomerazioni urbane, ha messo in ombra il sistema delle interazioni identitarie tra comunità e territorio, molto evidente nelle società rurali tradizionali. Con la globalizzazione è riemersa l’attenzione per le specificità territoriali poiché, nel momento in cui ogni luogo riesce a collegarsi con le reti globali, le caratterizzazioni territoriali diventano vantaggi competitivi. Le risorse immobili possono così efficacemente legarsi alle risorse mobili (delle grandi reti globali, dove circolano denaro, lavoro, imprenditorialità …) e dare origine ai processi di sviluppo.
La grande transizione che attraversiamo pone al centro dell’attenzione la città non come inerte supporto delle attività antropiche, bensì come bene comune, come ‘culla e risultato dell’agire umano’,1 come sistema costitutivo delle relazioni che le città intrattengono con le dinamiche sociali, economiche e naturali. Sebbene lo spazio e il tempo si siano compressi, le distanze siano ormai relative e le barriere spaziali sembrino attenuate, le città non solo non hanno perso importanza, ma hanno addirittura aumentato la loro influenza in ambito economico, politico, sociale e culturale ed hanno  continuato ad attrarre popolazione…

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ARCHITETTURA E CITTA’ 6
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