ARCHITETTURA

L’architettura dei luoghi

Il volume raccoglie un’ampia recensione del XX Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana che si è svolto presso l’Università di Camerino nell’estate del 2010 ed ha avuto per tema L’architettura dei luoghi. Contesto e modernità.
Il seminario di Camerino ha finalità formative, di aggiornamento e approfondimento nel campo della ricerca e della pratica, nel confronto fra Università, Professione e Società civile, con spirito libero e aperto al reciproco apprendimento. I temi proposti riguardano la trasformazione dei paesaggi costruiti alla ricerca della qualità architettonica e della sostenibilità ambientale.

I temi progettuali trattati nella XX edizione sono:
– Locale/Globale. Il regionalismo critico 
– Naturale/artificiale. Il progetto di paesaggio
– Tradizionale/Innovativo. Materiali e tecniche costruttive ecologiche.

Le giornate di studio hanno compreso sessioni di conferenze, comunicazioni e conversazioni interdisciplinari, alternate a laboratori all’interno dei quali i partecipanti hanno presentato i loro lavori e si sono confrontati sui diversi aspetti dei temi proposti. Le opere sono state esposte in una mostra e, nella giornata conclusiva, sono stati assegnati gli attestati di partecipazione e i premi Camerino 2010.

… Ogni edificio vero ha il suo fulcro, i suoi flussi, e sta armonicamente nel suo luogo, come un cigno nel suo specchio d’acqua … F L. Wright

Gli spazi che una certa cultura architettonica contemporanea propone appaiono sempre più frammentati e astratti, espressioni di luoghi vaghi e immateriali, creati per un mondo di relazioni virtuali.
Il seminario di Camerino ha posto l’attenzione sulla possibile deriva di tale tendenza verso universi immaginari, per sostenere, viceversa, la riaffermazione di un mondo fisico in cui poter esercitare tutte le percezioni sensoriali.
Si tratta di restituire ai luoghi il loro carattere di unicità su cui costruire un rapporto dialettico progettuale motivato e sincero, scevro al tempo stesso da mimetismi o riflussi vernacolari e da esibizioni compositive autoreferenziali, sorde e indifferenti, calate ovunque senza distinzione, rispondenti soltanto alla logica del consumo.
Obiettivo del seminario è la ricerca di architetture per luoghi antropici, differenti fra loro in rapporto alle varietà geografiche, storiche e relazionali; in grado di coniugare contestualmente il frutto delle conoscenze globali con i caratteri locali, mantenendo viva ogni opportunità di interazione fra le diverse culture.
Quella esposta è un’idea di luoghi segnati da direttrici, allineamenti, intersezioni e centri gravitazionali, alternanza di spazi chiusi e aperti, densi e rarefatti; orizzonti, distese assolate o nevose; piogge, venti di brezza o impetuosi; colori, suoni, essenze; figure fisiche di società in cammino, di viaggi e approdi, di incontri personali e collettivi; geometrie di paesaggi costruiti in armonia fra natura e artificio, che imprimono diverse attitudini e sensibilità. È un’idea di luoghi in cui tradizione e innovazione si incontrano con naturalezza per dare corso al divenire della storia; in cui forma, materiali e tecniche costruttive hanno la loro ragione di essere nel rapporto con il contesto – per forma si intende l’intima ragione del suo essere e non l’assordante e mistificatoria astrazione dell’immagine dietro cui si cela un tecnicismo ottuso, rivolto soltanto alla propria ostentazione, e il termine contesto presuppone la lettura ed interpretazione di tutte le complessità derivanti dalle sedimentazioni passate e presenti prodotte dal passaggio di società immerse nella loro contemporaneità.
Con questi presupposti, che rappresentano il nutrimento dell’architettura, anche gli aspetti del linguaggio architettonico passano in second’ordine, poiché è noto che ogni espressione linguistica può essere interessante se correttamente interpretata.

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