ARCHITETTURA FARE

TRE ARCATE A FORMA D’ONDA

Un volume che apre un dialogo tra il simbolismo trinitario e il design contemporaneo: il progetto di SAA&A è alla ricerca di un linguaggio nuovo non estraneo alla tradizione.

È grande il contrasto tra la stereometria improntata a tagli netti e linee dritte che articola gli edifici di servizio del complesso parrocchiale da un lato, e il dinamico muoversi per grandi campiture della chiesa, che a tutta prima sorprende: come se nascesse estemporaneo.
Ma così si evidenzia la gerarchia dei luoghi.
Forse è il lotto dal perimetro irregolare, segnato da una linea spezzata dagli angoli concavi e convessi, quel che ispira la sistemazione delle opere parrocchiali entro spazi in cui si ravvisa l’obiettivo di ricondurre a coerenza l’insieme, grazie al ricorso a elementi quali un chiostrino, cui si accede di sghembo dal sagrato, o quali la pensilina che  accompagna il passaggio tra gli edifici e lo spazio aperto, in tal modo traducendo in percorso articolato l’accidentato perimetro.

Che l’attenzione comunque sia immediatamente catturata dall’edificio emergente della chiesa è comunque già un primo indizio di successo: lo statuto delle priorità è evidente.
La chiesa prevale su tutto. Il suo volume appare esternamente come un solido plasmato in alto da un complesso movimento a onde e tagliato verticalmente sui due fronti principali, verso il sagrato (a Sud) e sul lato opposto: quasi raggelando una magmatica fluidità.
La sensazione immediata deriva non solo dal profilo a iperboli della facciata, ma dall’asimmetria, per cui l’onda che sovrasta la parte Est di questa è ben più lunga e morbida di quella da banda opposta. Certamente tale asimmetria toglie staticità alla forma: definisce un movimento che resta aperto e quasi interroga chi osserva; non come una soluzione, ma come una proposta che attende risposta. Se questo può essere uno degli effetti estetici derivanti dal prospetto principale, il volume in realtà contiene un messaggio che ricerca un linguaggio simbolico secondo canoni contemporanei.La facciata posteriore infatti, quella contro la quale poggia il presbiterio, è definita in alto da una singola curva e la copertura della chiesa pertanto è data dalla complessa e movimentata superficie rigata che unisce le due facciate, anteriore e posteriore: stabilendo una continuità tra l’unicità espressa dalla parete dietro l’altare e la triplicità manifestata verso il sagrato. Questo fondersi “uno” e “trino” nella plastica armonia del manto di copertura diventa quindi momento significante dell’edificio: quel che dà forma all’insieme.Competenza, esperienza, passione
www.oriongt.com Il resto è affidato alle ampie vetrate che si dilatano sui due prospetti principali: quella maggiore verso Nord, peraltro ben schermata da una parete opaca così che l’altare ne resti ben inquadrato; quelle verso Sud inframmezzate da schermi che regolano l’intensità della luce che si diffonde scivolando sulle morbide anse della copertura. Traslucidità opaline e vagamente verdescenti suggeriscono l’aulica silenziosità della preghiera entro cui i poli liturgici si presentano con la pastosa concretezza del travertino.

Cerca nel nostro sito: archi anselmi

Committente: Vicariato di Roma – Opera Romana per la Preservazione della Fede e la provvista di nuove Chiese in Roma
Progetto architettonico: SAA&A (Prof. Arch.Alessandro Anselmi, Arch. Valentino Anselmi, Arch.Valerio Palmieri)
Collaboratori: Arch. Diego Bisiach, Arch. Davide Tinto Sistema audio: Orion/GT, Ospitaletto di Cormano (Milano)

condividi :
Herz Jesu-Kirche a Monaco di Baviera (Germania)
31/07/2005
PREVENZIONE, SICUREZZA E CURA
17/02/2010