ARCHITETTURA FARE PENSARE

A proposito di Assopiscine

Il Presidente
dott.Francesco Capoccia

Dr. Capoccia ci parli di Assopiscine
Assopiscine, di cui sono il Presidente, è sorta nel 1993 ed oggi rappresenta circa 200 aziende.È l’unica associazione nazionale con il 70% degli operatori che si attengono al manuale di costruzione, rispettano le normative, garantiscono
ai propri clienti, qualità e serietà e frequentano corsi professionali. I clienti degli associati, sono tutelati da Assopiscine, in quanto, al sorgere di eventuali controversie, l’Associazione si fa garante e con propri tecnici valuta i fatti e propone le soluzioni per soddisfare l’utente.

È vero che la costruzione di nuove piscine è in costante aumento?
Si e ciò in funzione del fatto che “vendiamo” benessere e salute e con i ritmi convulsi di oggi, nelle famiglie si cerca tranquillità e relax e la piscina regala tutto ciò. Per altro la piscina non è più uno status symbol, ma è diventata un
accessorio che aumenta la socializzazione a costi accessibili.

Quali sono i modelli di piscina che incontrano il maggior interesse?

Sono le piscine di forma classica, rettangolare e di dimensioni che vanno da 4,00 x 8,00 ai 6,00 x 12,00 metri, e ciò in
massima parte ha contribuito a far sì che oggi in Italia si realizzino dalle 10 alle 13 mila piscine tra private e pubbliche.

Che cosa ancora rallenta il mercato?
Due sono i fattori più importanti. In primo la burocrazia edificatoria che ancora insiste con orpelli e balzelli e quella
amministrativa di carattere legislativo. In piscina, a parte deprecabili e fortunatamente ridotti casi eccezionali, non è
mai deceduto alcuno di malattia ed ora ci ritroviamo che le Regioni, enti legislatori, stanno varano Leggi e Regolamenti
diversi fra loro cioè ci ritroveremo ad avere 21 Leggi diverse fra loro.

Cosa fa Assopiscine per le nuove Leggi o Regolamenti?
Assopiscine, visto che nessuno si muoveva dopo l’accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, ha indetto un Convegno
Nazionale a Bologna, nel febbraio 2004, con la partecipazione di tutti i funzionari regionali preposti alla formulazione
delle Leggi. Da quella data a cadenza mensile, le Regioni si sono riunite per formulare un Regolamento Coordinato e
Condiviso approvato dai presidenti delle Regioni, il 16 dicembre scorso. Adesso succederà che le Regioni più intraprendenti, preparate, organizzate,…. lascio a Voi altri aggettivi, si scateneranno nel modificare, aggiornare, integrare, …ecc. il documento condiviso per emanare le Leggi tanto attese da oltre un decennio. Abbiamo invitato comunque tutte le Regioni nel fare riferimento alle Normative UNI, CEI, ecc.

IL PUNTO DI ASSOPISCINE SULLE LEGGI REGIONALI PER LA COSTRUZIONE E GESTIONE DELLE PISCINE

Sin dall’approvazione dell’ Accordo Stato-Regioni del 2003 Assopiscine ha manifestato la disponibilità e la volontà a collaborare con le autorità di ogni Regione per l’elaborazione delle normative regionali previste dall’accordo stesso. Proprio in quest’ottica, Assopiscine ha organizzato il convegno a margine di Europolis del 6 febbraio 2004 “Piscine pubbliche: quali norme di gestione?”, al quale hanno partecipato delegati referenti della stragrande maggioranza delle Regioni italiane.

Nei mesi successivi alcune regioni hanno avviato le prime attività di elaborazione legislativa, segnatamente il Veneto, che ricopre un ruolo di coordinamento interregionale, ed a seguire, tra le prime, Marche, Lombardia, Liguria e Piemonte.

Si poneva a questo punto l’argomento, essenziale, dell’armonizzazione legislativa.
Assopiscine sin dall’inizio ha auspicato uno sforzo in tale senso, per giungere a provvedimenti dal nucleo centrale coordinato e con personalizzazioni relative solamente ad aspetti specifici di ciascuna regione, ad esempio relativi a peculiarità turistico-ricettive e simili.

Apprezzabilmente, è stato attivato un tavolo di Coordinamento Interregionale Prevenzione che ha lavorato ad un documento denominato“Disciplina Interregionale delle Piscine”. Di tale documento, che le Regioni dovrebbero prendere a base per i propri provvedimenti, circola una bozza approvata dal Coordinamento stesso il 22 giugno e, a quanto è dato sapere, dalla Conferenza degli Assessori alla Salute il 14 luglio 2004. Nel frattempo alcune Regioni hanno convocato le parti sociali per un apprezzabile e costruttivo confronto tecnico su bozze di documenti regionali. I delegati di Assopiscine che hanno partecipato alle riunioni hanno potuto verificare come la “Disciplina” fosse più o meno stata presa a base del lavoro legislativo.
Premesso che tutte le regioni hanno recepito e devono recepire l’Accordo Stato – Regioni, l’impostazione che sembrerebbe essere stata privilegiata dal Coordinamento prevede due livelli di normativa:
– una legge regionale, modellata mutatis mutandis dalla “Disciplina Interregionale”, per regolare gli aspetti generali e di principio. Trattandosi di legge, dovrà essere approvata dai rispettivi Consigli Regionali
– un Documento Tecnico, per l’appunto contenente i requisiti tecnici non specificati dall’Accordo Stato-Regioni. La forma giuridica scelta ne consentirebbe l’approvazione da parte delle Giunte Regionali, assicurando in tal modo interventi
più snelli e rapidi qualora l’esperienza applicativa o l’evoluzione tecnologica del settore lo richiedessero. Di tale Documento, comunque da approvare in epoca successiva a quella delle leggi, non sembra esistere per ora una versione armonizzata; qualche regione ha però proposto bozze preliminari.

L’esame della Disciplina Interregionale, già effettuato ai tavoli di alcune regioni con le parti interessate, ha portato alla discussione di osservazioni relative ad aspetti specifici: ad esempio, la disciplina delle piscine condominiali, dalle quali Assopiscine ritiene opportuno estrapolare quelle di unità sino a quattro abitazioni anche se di proprietari diversi, la
disciplina delle piscine termali, che presenta alcuni aspetti estremamente peculiari, l’indice di affollamento da suddividere tra “bagnanti”, cioè le persone che si trovano in prossimità o in vasca, e “frequentatori”, gli aspetti legati alle sanzioni, ove si vorrebbe veder applicata una costruttiva gradualità e l’applicazione di sospensive con prescrizioni.
Punto essenziale che Assopiscine ha in tutte le sedi rimarcato è il fatto che ad oggi non sembra essere stata riconosciuta nei documenti in bozza l’importanza che meritano le norme tecniche UNI e CEI, ancorché ciò è chiaramente esplicato nell’Accordo. Di fronte anzi allo sforzo di alcune regioni di entrare nello specifico tecnico, a partire dalle
definizioni per giungere ai requisiti per l’impiantistica di trattamento acqua ed ai tempi di ricircolo, diviene veramente essenziale per tutte le parti interessate convergere sull’adozione di un corpus di norme tecniche in gran parte già disponibile (ad esempio le dieci norme della serie Uni EN 13.451 e le due Uni EN 1069), in parte di fase di revisione
o completamento (ad esempio, la revisione della Uni 10637 che sta andando all’inchiesta pubblica, o le nuove bozze di norma europea EN sugli aspetti di sicurezza correlati alla progettazione ed alla gestione delle piscine). Anzi, Assopiscine ha enfatizzato che proprio L’INCHIESTA PUBBLICA PER LA UNI 10637 CONSENTIREBBE ANCHE ALLE REGIONI DI PARTECIPARE AL PROCESSO NORMATIVO con la presentazione di osservazioni e l’eventuale partecipazione al Gruppo di Lavoro Uni, nell’ottica di introdurre anche in Italia il richiamo a documenti di riferimento tecnico elaborati con l’apporto delle varie competenze di progettisti, produttori, installatori, gestori, manutentori, autorità sanitarie spesso a livello addirittura europeo.

Questo è al momento uno degli obbiettivi principali di Assopiscine: operare e collaborare perché venga riconosciuto anche per il settore piscine il ruolo essenziale e l’apporto unificante, anche nell’ottica dell’Unione Europea, della normativa tecnica, in modo da disporre su tutto il territorio nazionale di disposizioni legislative a tutela della salute degli utenti, ma coordinate e facilmente applicabili.

www.assopiscine.it

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