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PARLA COSÌ TANTO DI ENERGIE RINNOVABILI, ORMAI DA MOLTI ANNI, MA
ANCORA DI PIÙ NEGLI ULTIMI MESI, ANCHE SULL’ONDA EMOTIVA
PROVOCATA DAI RIPETUTI RINCARI DEL PREZZO DEL PETROLIO E DEI SUOI DERIVATI.
L’ALTERNATIVA CI VIENE OFFERTA DALL’ENERGIA GEOTERMICA, OVVERO
DA QUELLA PARTE DEL CALORE TERRESTRE CHE PUÒ ESSERE ESTRATTA DAL
SOTTOSUOLO E SFRUTTATA DALL’UOMO
Servizio a cura di: Raffaela
Balestrieri, architetto
DOVE SI TROVA
L'origine di questo calore è in relazione con la natura interna
del nostro pianeta e con i processi fisici che in esso
hanno luogo. Vulcani, sorgenti termali, soffioni e geyser ne sono una
conseguenza. Il calore, anche se in quantità norme e praticamente
inesauribile, risulta assai disperso e solo raramente concentrato.
Il calore interno si dissipa con regolarità verso la superficie
della Terra; la sua esistenza è percepibile dall'aumento
progressivo della temperatura delle rocce con la profondità; il
gradiente geotermico è in media di 3°C ogni 100 m di profondità,
ossia 30°C ogni km. Esistono tuttavia nella crosta terrestre zone
privilegiate ove il gradiente è nettamente superiore a quello medio:
ciò è dovuto alla presenza, non lontano dalla superficie
(5-10 km), di masse magmatiche fluide o già solidificate in via
di raffreddamento. Tali zone si localizzano in ben precise regioni dove
le placche tettoniche confinano tra di loro, e dove le forze geologiche
spostano in superficie le masse magmatiche.
L'energia termica accumulata in queste zone viene resa disponibile a profondità
accessibili da vettori termici presenti nella crosta terrestre e denominati
fluidi geotermici, composti principalmente di acqua meteorica che penetra
nel sottosuolo e si riscalda a contatto con il magma caldo, fino a raggiungere
temperature di alcune centinaia di gradi, generando i cosiddetti geyser.
BREVE STORIA DELLA GEOTERMIA
Fin dall'antichità, l'acqua geotermica è stata usata dalle
popolazioni.
L'uso più antico e diffuso è stato, naturalmente, quello
termale. Greci, Etruschi e Romani impiegavano le acque calde che sgorgavano
naturalmente dalla superficie per la balneoterapia e per il riscaldamento
degli ambienti, ma già gli Indiani d'America la usavano per cucinare,
oltre che per scopi medicinali.
Il Medioevo fu un periodo di stasi, ma con l'arrivo dell'anno Mille anche
l'estrazione e l'uso di prodotti associati all'energia geotermica ripresero.
Un mercato che divenne fiorente nel Rinascimento con la nascita di numerosi
stabilimenti termali, adibiti a centri terapeutici per la cura del corpo
e dello "spirito".
È intorno al XVI secolo, quando vengono scavate le prime miniere,
profonde centinaia di metri, che ci si rende conto
che la temperatura del sottosuolo aumenta con la profondità.
Soltanto nel XX secolo, dopo la scoperta del ruolo svolto dal calore radiogeno,
è stato possibile ricostruire la storia termica del nostro Paese.
Il primo impianto industriale per la produzione di energia fu costruito
in Toscana nel 1827. A quell'epoca, Francesco Larderel, proprietario di
un impianto che produceva acido borico, estraendolo dalle acque circolanti
nel sottosuolo della zona, ebbe una brillante idea.
PAGINA ACCANTO: GEYSER CASTLE, NEL PARCO
DI YELLOWSTONE (USA).
NEL DISEGNO IN ALTO: SCHEMA DI UN IMPIANTO GEOTERMICO-TIPO CON GLI ELEMENTI
CHE LO CARATTERIZZANO: A) SONDE GEOTERMICHE B) TERMOPOMPA C) ACCUMULATORE.
A LATO: SISTEMI DI RAFFRESCAMENTO ESTIVO E DI RISCALDAMENTO INVERNALE.
IMMAGINI: GEOKLIMA
Invece di far evaporare le acque boriche bruciando la legna dei boschi
vicini, pensò di sfruttare il calore naturalmente
contenuto in queste acque. L'idea ebbe successo e, fino al 1875, l'industria
chimica di Larderello fu la più importante
del mondo nel settore dei prodotti borici. Sempre a Larderello, nel 1913,
fu costruito il primo impianto per la produzione di elettricità
geotermica. Dagli anni '20, l'attività geotermica si diffuse anche
in Giappone, Islanda e
Ungheria e poi, dagli anni '50, nel resto del mondo.
La geotermia è la grande fortuna energetica dell'Islanda.
La grande isola del nord Atlantico basa l'intera sua esistenza sul naturale
equilibrio tra la presenza di acqua calda
in profondità e l'atmosfera esterna sotto zero.
In Italia, la produzione di energia geotermica è fortemente concentrata
in Toscana (Pisa, Siena e Grosseto), mentre il
più grande complesso geotermico al mondo è "The Geysers",
che si trova circa 140 km a nord di San Francisco, in California (Usa).
NATURA DELLE RISORSE GEOTERMICHE
Il gradiente geotermico dà la misura dell’aumento di temperatura
con la profondità. Sino alle profondità raggiungibili
con le moderne tecniche di perforazione, il gradiente geotermico medio
è 2,5°-3°C/100 m. Di conseguenza, se la temperatura nei
primi metri sotto la superficie, che corrisponde, con buona approssimazione,
alla temperatura media annua dell’aria esterna, è 15°C,
si può prevedere che la temperatura sia 65°-75°C a 2000
m di profondità, 90°-105°C a 3000 m e via di seguito per
alcune migliaia di metri. Vi sono, comunque, vaste regioni nelle quali
il valore del gradiente geotermico si discosta sensibilmente da quello
medio. In aree in cui il basamento rigido sprofonda e si forma un bacino
che si riempie rapidamente di sedimenti geologicamente “molto giovani”,
il gradiente geotermico può essere anche inferiore a 1°C/100
m. Viceversa, in certe “aree geotermiche” il gradiente può
raggiungere valori superiori a dieci volte quello normale.
La differenza di temperatura tra le zone profonde, più calde, e
quelle superficiali, più fredde, dà origine ad un flusso
di calore dall’interno verso l’esterno della Terra, tendente
a stabilire condizioni di uniformità, condizioni che non saranno
mai raggiunte. Il flusso di calore terrestre medio è 65 mil.Wm-2
nelle aree continentali e 101 mil.Wm-2 nelle aree oceaniche, con una media
ponderale globale di 87 mil.Wm-2.
L’aumento della temperatura con la profondità, i vulcani,
i geyser, le fumarole, le sorgenti calde sono manifestazioni
tangibili e visibili del calore interno della Terra, ma questo calore
è all’origine di fenomeni meno percettibili dagli uomini,
ma di tale grandezza, che la Terra è stata paragonata ad un enorme
“motore termico”.
A SINISTRA: LO SCHEMA DEI COMPONENTI DI FUNZIONAMENTO DELLA POMPA DI
CALORE: 1.CONDENSATORE, 2. VALVOLA DI LAMINAZIONE, 3. EVAPORATORE, 4.
COMPRESSORE.
IN BASSO: IL CAMPO GEOTERMICO "THE GEYSERS" DELLA PACIFIC GAS
& ELECTRIC, LOCALIZZATO NEL NORD DELLA CALIFORNIA, OSPITA L'IMPIANTO
PIU' GRANDE DEL MONDO CON UNA POTENZA TOTALE DI 750 MW, OTTENUTA DA 14
UNITÀ PRODUTTIVE.
USI DIRETTI
Il riscaldamento è la forma più antica e diffusa tra gli
usi diretti dell’energia geotermica; larga utilizzazione è
stata
fatta in Islanda, dove, per l’abbondanza dei fluidi caldi disponibili,
il 97% della popolazione della capitale è servita
da riscaldamento geotermico urbano. Analoga situazione si ha anche in
Francia, paese poco geotermico, negli
Stati Uniti, in Cina ed in Giappone.
In Italia le realizzazioni più importanti sono quelle di Ferrara,
Vicenza, Castelnuovo Val di Cecina, Acqui, Bagno di Romagna e Grosseto.
Per il riscaldamento degli ambienti, le temperature dei fluidi devono
essere dell’ordine di 50-80° C per gli impianti a
termosifone, 35-50° C per i pannelli radianti; qualora i fluidi geotermici
non raggiungessero le temperature richieste,
si possono adottare dei sistemi integrativi quali una caldaia o una pompa
di calore. Un impianto di teleriscaldamento
può provvedere anche alla fornitura di acqua calda sanitaria; se
le acque geotermiche sono dolci, come nel caso di
Vicenza, possono essere distribuite direttamente agli utenti; se, invece,
sono salate, come a Ferrara, si provvede
immettendo nella rete sanitaria una parte dell’acqua di acquedotto
circolante nello scambiatore di calore.
Si può ottenere uno sfruttamento integrale della risorsa geotermica
con il riscaldamento invernale ed il raffrescamento
estivo, disponendo di fluidi a 80-110° C che alimentino pompe di calore
reversibili, ad assorbimento, con fluidi appropriati (ad esempio ammoniaca,
bromuro di litio).
Altri usi dei fluidi geotermici sono rappresentati dall’azione antigelo
dei suoli, dal riscaldamento delle serre e all’utilizzo
nelle attività industriali per fornire il “calore di processo”
utilizzato nel ciclo di produzione. Un uso razionale, che permette di
ottenere la massima efficienza dai fluidi geotermici, è rappresentato
dagli utilizzi integrati dello stesso fluido per impianti ed utenti diversi,
con un sistema in serie, “a cascata”; le acque reflue a bassa
temperatura di una centrale geotermica possono essere usate, per esempio,
per il riscaldamento, per la serricoltura, per l’acquacoltura e
per l’irrigazione.
UTILIZZO DEL CALORE: LE POMPE DI CALORE
Nel quadro volto allo sfruttamento razionale dell’energia geotermica,
viene impiegata sempre di più la “pompa di
calore”, grazie alla quale sono utilizzati anche i fluidi a temperatura
molto bassa. La pompa di calore è una macchina
termica in grado di trasferire il calore da un corpo più freddo
ad uno più caldo, innalzandone la temperatura;
essa estrae calore da una sorgente a bassa temperatura, sorgente fredda,
con dispendio di energia esterna
che può essere di natura elettrica, meccanica, o appunto geotermica.
Nei paesi dove si sta diffondendo lo sfruttamento dell’energia geotermica
alle più basse temperature (7- 40° C),
quali la Svezia, il Giappone, gli Stati Uniti, la Svizzera, la Germania
e la Francia, l’uso delle pompe di calore ha toccato
dei livelli sorprendenti; negli Stati Uniti, per esempio, nel 1993, ne
erano installate più di 150.000. Un’altra tecnologia
molto in uso accanto alle pompe di calore è rappresentata dallo
“scambiatore di calore”, necessario nei casi in cui non è
possibile mettere a contatto i fluidi geotermici direttamente con gli
impianti di utilizzazione, quando il contenuto salino del fluido può
creare danni quali la corrosione o l’inquinamento. Gli scambiatori
di calore vengono fabbricati in diverse versioni di cui le principali
sono: a piastre, a fasce tubiere, a serpentina ed a miscela diretta, con
separazione finale e recupero del fluido di lavoro dal fluido primario.
Un particolare tipo è quello utilizzato direttamente nel pozzo,
con circolazione di acqua dolce o di fluido bassobollente
nel secondario.
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