| Coerenti
alla nostra filosofia editoriale, abbiamo un progetto: “per primo,
la casa”.
È diventato il nostro payoff: è la missione che ci poniamo
come architetti impegnati a comunicare il valore del luogo del vivere
quale ambiente in cui la persona riconosce sé stessa, si ritrova
nell’intimità, realizza l’equilibrio che solo consente
una vera e sana relazione sociale.
La casa è il bene primario che permette ai singoli e alle famiglie
di esprimere la propria autentica identità.
La casa è anche il terreno su cui si manifesta la necessità
di indipendenza: non per nulla è questo il bene che anzitutto si
desidera possedere.
Perché è l’indispensabile requisito su cui si costruisce
una vita sana per il proprio nucleo familiare, e da questo nasce poi l’armonia
con i vicini, entro la trama delle relazioni interpersonali che animano
la società civile.
Oggi, nel nuovo millennio, il problema ecologico, la crisi energetica,
la forte urbanizzazione sono problemi e urgenze all’ordine del giorno:
la risposta a tutto questo deve cominciare dalla casa, che dev’essere
salubre, non inquinante, non energivora. Gli sperperi di energia non sono
più accettabili: non ci possiamo più permettere di ignorare
fonti gratuite di energia quali il sole (per collettori solari termici
e i pannelli fotovoltaici) e quelle che ricadono sotto il capitolo della
geotermia (già venti metri sotto il suolo la temperatura in estate
e inverno è stabile attorno ai 20 C°).
La legge europea impone la certificazione energetica degli edifici: per
quanto si tardi nell’estendere al nostro Paese questa normativa,
essa non solo va accolta, ma va promossa attivamente in quanto strumento
di buona amministrazione: per conseguenza, il valore degli immobili dipenderà
sempre più anche dalle loro “prestazioni” energetiche.
E non è un semplice fatto economico: è anzitutto un problema
etico.
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I
relatori
S.E. Mons. Gianfranco Ravasi
Don Giuseppe Russo Ingegnere
Don Stefano Russo Architetto
Arch. Paolo Soleri
Arch. Lucine Kroll
Arch. Rob Krier
Mons. Paolo Tarchi
Mons. Karl Golser
Mons. Timothy Verdon
S.E. Mons. Arrigo Miglio
Dr. Mark Radka
Dr. Rosita Laurenti
Arch. Massimo Ricci
Prof. Peter Hennicke
Prof. Luigi Fusco Girard
Arch. Ugo Sasso
Prof. Luigi Paganetto
Dr. Paolo Landi
Arch. Marco Sala |
IL CONVEGNO DELLA
CEI PER L’ARCHITETTURA SOSTENIBILE.
IL TAVOLO DEGLI ORATORI.
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Non per nulla la stessa Chiesa Cattolica
si è impegnata nel tema del vivere sostenibile, con il convegno
nazionale “Costruire bene per vivere meglio”, promosso dalla
Conferenza Episcopale Italiana e svoltosi a Roma.
L’ingegnere Don Giuseppe Russo, direttore del Servizio nazionale
edilizia di culto, ha detto: “è giunto il momento di
progettare e realizzare anche i nostri complessi parrocchiali tenendo
conto dei fondamentali criteri della bioedilizia”.
E l’architetto Don Stefano Russo, responsabile dell’Ufficio
nazionale beni culturali ecclesiastici, che ha richiesto “un’attenzione
specifica alla progettazione dei sistemi di riscaldamento, perché
sistemi di scarsa efficacia sono a volte devastanti per l’ambiente”.
Su questo terreno notiamo con soddisfazione che la prefabbricazione è
all’avanguardia: privilegia materiali biocompatibili e architetture
pensate per favorire la climatizzazione passiva, e inoltre adotta sistemi
di climatizzazione
attiva sempre più in linea con le necessità ambientali.
Anche qui, non a caso. La prefabbricazione è più sensibile
alle innovazioni tecnologiche, più agile nel migliorarsi,
anche perché è l’erede naturale di una tradizione
antichissima: le case in legno degli antenati dei nostri antenati, non
erano forse i prototipi della prefabbricazione attuale?
Progettare è mettere al servizio dell’uomo e della comunità
la bellezza e la funzionalità.
Sul terreno della prefabbricazione, da tempo, si è instaurata una
cultura aggiornata, in linea coi tempi: il Progettista (in questo senso
si muovono gli Studi professionali più avveduti) sa unire il libero
esercizio della fantasia e della creatività - all’imperativo
morale della conservazione dell’ambiente, che richiede una approfondita
conoscenza dei materiali.
Le strutture lamellari, la base della prefabbricazione contemporanea,
ne sono un esempio lampante: nascono dal
legno, materiale ecologico per eccellenza, sono sicure, antisismiche,
resistenti al fuoco.
Le aziende che operano nel settore e nella ricerca della prefabbricazione
meritano sempre maggiore attenzione e mettono a disposizione del Progettista
un grande patrimonio.
La prefabbricazione consente tempi e costi di costruzione certi, offre
una qualità edilizia di prim’ordine che si somma al pregio
architettonico.
In questo numero presentiamo interessanti realizzazioni che sono esempi
eloquenti di buona progettazione: le
aziende più attente sono oggi in grado di offrire alla domanda
del professionista e del committente più avveduto
le soluzioni su misura, che rispettano appunto qualità, risparmio
energetico e avvedutezza economica, e precisi
tempi di realizzazione.
Con tutte le nostre pubblicazioni siamo orgogliosi di dare un contributo
di conoscenza e di informazione ai nostri
lettori, committenti coscienziosi, e ai professionisti, sempre più
impegnati in una progettazione attenta, aggiornata,
rispondente alle necessità e alla cultura del momento.
Giuseppe Maria Jonghi Lavarini
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