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L’APPROFONDIMENTO: SCHERMATURE SOLARI
A cura di: Arch. Arnaldo Savorelli
Il convegno istituzionale tenuto in occasione della fiera
“Tende e tecnica” di Rimini si intitolava “Il contributo
della
schermatura solare alla qualificazione energetica degli edifici”,
dimostrando l’attualità “rinnovata” dell’attenzione
ad un tema antico quanto l’uomo sulla terra: l’ombra. In assenza
di contributi energetici esterni, all’ombra, in estate, si sta meglio.
Ancora meglio se una brezza ci accarezza. Ancora meglio se abbiamo attorno
pareti fresche e non abbiamo superfici che riflettono la luce.
Queste nostre sensazioni comuni ci hanno già fatto capire i fattori
che scientificamente influenzano il comfort: 1
temperatura ad una certa umidità, 2 irraggiamento, 3 velocità
dell’aria. Se manca il comfort (stiamo parlando di stagione calda),
si attiva il nostro sistema di condizionamento naturale, la traspirazione
dalla pelle, che, consumando
energia, ci raffresca ed è indice di disagio termico.
L’uomo contemporaneo è particolarmente sensibile al disagio
termico e difficilmente lo accetta: ciò ha portato ad usare una
grande quantità di energia per il raffrescamento degli edifici,
prima con i ventilatori (intervenendo sul fattore 3), poi con l’uso
massiccio di condizionatori (intervenendo sul fattore 1).
Negli ultimi anni il problema del consumo di energia elettrica per il
condizionamento degli edifici è diventato centrale,
superando talvolta, anche nei paesi temperati, il pareggiato consumo energetico
in combustibile per il riscaldamento. Questo dato, unito ai sempre maggiori
costi economici ed ambientali dell’energia, ha portato in evidenza
la cattiva progettazione di una gran parte degli edifici contemporanei,
concepiti senza tener conto, semplicemente, del fatto che il sole scalda.
Dopo l’isolamento (e la massa) di muri e tetto, infatti, limitare
l’apporto solare è la più importante strategia per
evitare il surriscaldamento estivo dei fabbricati. L’effetto serra
funziona anche in estate! E quando vediamo intere facciate di vetro esposte
al sole dell’ovest, ci dobbiamo immaginare una media di 500 kw/mq
di energia incidente, che, a seconda del tipo di vetro, entrerà
e dovrà essere smaltita dall’impianto di condizionamento.
LA GEOMETRIA SOLARE
Il “progetto dell’ombra” può essere parte integrante
del progetto architettonico dell’edificio, considerato che questo
sta fermo ed il sole gli gira attorno nelle varie stagioni secondo percorsi
noti per ogni luogo: il progettista sa in ogni giorno dell’anno,
ad ogni ora, dove il sole sarà posizionato rispetto all’edificio,
con che angolo sull’orizzonte e con che intensità di radiazione.
I due strumenti sono il diagramma solare per un dato luogo e il diagramma
di isoflusso. Un corretto progetto dell’ombra mira, con l’architettura
della casa, a mantenere il più possibile ombreggiate le superfici
vetrate durante la stagione calda, esponendole ai raggi del sole nella
stagione fredda.
Questo è possibile disegnando i corretti sporti di gronda ai diversi
orientamenti, sfruttando proprio il differente
percorso estivo ed invernale del sole in cielo, disegnando rientranze,
portici, logge ecc. soprattutto nelle esposizioni nord e sud. Rimangono
però i problemi legati alle esposizioni est ed ovest. Il diagramma
solare (e l’esperienza)
ci mostrano come il sole, a questi orientamenti, presenti, nella stagione
estiva, radiazioni elevate ad angoli sull’orizzonte molto bassi
e dunque non schermabili, con sporgenze di gronda o schermature orizzontali.
Da non sottovalutare è anche il reirraggiamento (albedo) da pavimenti
o edifici fronteggianti le nostre superfici
vetrate: la radiazione entrante può arrivare al 50% di quella diretta.
Dove non può arrivare (o non è arrivato!) il
progetto architettonico possono molto i sistemi di ombreggiamento oggetto
della presente ricerca.
Anzi, l’integrazione di questi con il progetto architettonico è
la migliore soluzione per ottenere i bassi apporti solari ricercati nella
stagione calda.
TIPOLOGIE DI SISTEMI
Le tipologie di sistemi di ombreggiamento delle superfici vetrate sono
analizzate di seguito, partendo da quelle tradizionali per arrivare a
quelle più innovative, mettendone in luce pregi e difetti in relazione
alla capacità schermante
estiva, in modo da consentire una valutazione delle condizioni ottimali
di uso e di scelta.
- Tapparelle
- Scuri
- Scuri con lamelle orientabili
- Tendaggi interni
- Filtri solari applicati ai vetri
- Tende a scorrimento orizzontali e verticali
- Tende a lamelle interne (o tra i due vetri)
- Tende a lamelle esterne
- Brise soleil fissi
- Brise soleil orientabili
- Pareti verdi
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1. Tapparelle
Sistema tradizionale e valido anche come antiintrusione, isolamento
ed oscuramento. Parzialmente regolabili anche meccanicamente e non
eccessivamente costose, hanno i ponti deboli nell’estensione
possibile, nella possibilità di far entrare sufficiente luce
schermando nel contempo la radiazione, e nell’estetica.
Orientamenti favorevoli: tutti, con i limiti evidenziati. |
2. Scuri
Sono il sistema (anche tradizionalmente) più usato per la sua
economicità e per la possibilità di risolvere più
problemi contemporaneamente. Lo scuro infatti funziona come ombreggiamento
a tutti gli orientamenti, chiudendo di fatto con un’ombra “densa”
le aperture vetrate e proteggendole dalla radiazione solare. Non solo,
la sua funzione è anche quella di oscurante diurno nei confronti
della luce, nonché di protezione (più psicologica che
reale) all’intrusione e agli sguardi esterni. Più funzioni
in una dunque.
Ma anche qualche limite: innanzi tutto la difficoltà a “dosare”
l’ombreggiatura, lasciando fuori la radiazione ma garantendo
l’illuminazione degli ambienti o la vista sull’esterno.
Inoltre la non permeabilità all’aria nel caso in cui
la ventilazione naturale fosse ricercata. Inoltre il loro uso diventa
difficoltoso nel caso di grandi superfici vetrate. Sono motorizzabili
in modo costoso, ma possono essere utili a certi orientamenti nel
caso di piccole aperture.
Orientamenti favorevoli: soprattutto est e ovest. |
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3. Scuri con lamelle orientabili
È una variante dello scuro che risolve alcuni dei limiti dello
scuro ad ante cieche. È tipico delle località di mare,
dove la ventilazione fresca unita all’ombra è ricercata
e apporta grande benessere anche in assenza di aria condizionata.
Inoltre permette una buona regolazione (manuale) della luce entrante.
Sono relativamente più costosi degli scuri ad anta cieca, e
anche se in disuso, a mio parere, da riscoprire per la loro bellezza
e funzionalità nell’architettura domestica (vedi applicazione
nella casa di S.Maria di Negrar).
Orientamenti favorevoli: tutti. |
4. Tendaggi interni
Uniscono una buona resa estetica (correzione della qualità
della luce) ad una scarsa schermatura della radiazione entrante. Una
volta che la radiazione solare ha passato il vetro infatti, il calore
è entrato e devo sottrarlo all’ambiente in altro modo.
Un loro vantaggio è quello, nel caso di tendaggi pesanti, di
ridurre in inverno la temperatura fredda percepita nel caso di vetro
nudo, ma questo è un altro tema.
Orientamenti favorevoli: nord e sud. |
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5. Filtri solari applicati ai vetri
Sono sistemi efficaci ed a costi non elevatissimi.
Presentano il problema di una progressiva riduzione della luminosità
man mano che aumenta l’efficacia contro la radiazione. Inoltre
non presentano la possibilità di regolazione stagionale, tenendo
fuori il calore anche quando sarebbe utile entrasse. Inoltre l’estetica
esterna modifica la chiarezza dei vetri con effetti da valutare caso
per caso.
Orientamenti favorevoli: tutti, con i limiti evidenziati. |
6. Tende a scorrimento orizzontali e verticali
E’ uno dei sistemi più interessanti, che ha tra i suoi
punti di forza quello della scomparse totale e quello di un costo
più accessibile. Le tende esterne scorrevoli sono molto usate
anche in quanto possono facilmente essere applicate “a posteriori”,
ossia dove, in conseguenza di un edificio obsoleto o di una disattenta
progettazione, ci si trovi a fronteggiare il problema dell’eccessiva
esposizione
ai raggi solari. Inoltre possono estendersi in orizzontale, al contrario
di tutti gli altri sistemi (come se unissi in orizzontale tutte le
lamelle di una veneziana), permettendo l’ingresso della luce
e la fruizione dello spazio sottostante. I diversi
tipi di tessuto forniscono diversi parametri di “filtro”
della radiazione solare e diversi parametri di surriscaldamento.
Ho usato tende a scorrimento orizzontale in alcuni progetti di serre
per ombreggiarle all’esterno nella stagione estiva: in inverno
la serra ritorna completamente vetrata.
Orientamenti favorevoli: sud soprattutto quelle orizzontali, est e
ovest quelle verticali, con la limitazione della vista e del passaggio
dell’aria. |
7. Tende a lamelle interne (o tra i due vetri)
Stesso discorso vale per le cosiddette “veneziane” interne:
schermano la radiazione quando è già entrata, oppure
la bloccano fra i due vetri facendo raggiungere alle vetrate alte
temperature che irradiano calore verso l’interno.
Il fatto che le veneziane siano poste tra i due vetri ha il vantaggio
di mantenerle pulite dalla polvere, evitando la pulizia periodica
delle lamelle.
Orientamenti favorevoli: nord e sud, comunque dove il vetro è
ombreggiato. |
8. Tende a lamelle esterne
Le veneziane esterne hanno grandi vantaggi: bloccano la radiazione
quando non è ancora entrata, permettono una regolazione dell’apertura
e quindi della luce entrante riflessa dalle lamelle pur mantenendo
fuori la radiazione, permettono l’ombreggiatura di grandi superfici
vetrate e scompaiono in un cassonetto quando non servono. Inoltre
tute queste operazioni possono, ed in genere, sono,
motorizzzate. Penalizzanti possono essere i costi abbastanza elevati
e la pulizia periodica, ben compensati però dalle alte prestazioni.
Esistono in commercio tende a lamelle di varia dimensione e pesantezza,
fino a lamelle molto grandi che si avvicinano a brise soleil orientabili.
Orientamenti favorevoli: tutti. |
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9. Brise soleil fissi
È il sistema di ombreggiatura più “architettonico”,
nel senso che le lamelle in legno o cemento o mattoni destinate ad
ombreggiare portici o vetrate retrostanti fanno
parte sia dell’architettura vernacolare sia della storia dell’architettura
moderna (da Wright a Le Corbusier a Kahn ecc.), per la loro efficacia
in termini della riduzione dell’apporto termico e per la riduzione
della manutenzione.
Inoltre il loro studio comporta approfondite conoscenze dei percorsi
solari ed, essendo sempre pensati “con” l’edificio,
garantiscono spesso un effetto estetico insuperabile.
D’altra parte non si possono muovere e rimangono fissi estate
ed inverno, demandando la loro resa alla bontà della progettazione.
Orientamenti favorevoli: sud, e, con opportuna progettazione, anche
est e ovest. |
10. Brise soleil orientabili
Ecco eliminato lo svantaggio dei brise soleil fissi, con una limitazione
però nell’uso dei materiali che non saranno più
quelli della tradizione, ma i più tecnici, come l’alluminio
e l’acciaio (qualche rara ditta riesce a lavorare anche con
il legno…). Inoltre non essendo a scomparsa come le veneziane
vanno anch’essi progettati con l’edificio per garantire
una resa estetica che spesso è molto buona per le variazioni
cromatiche e di ombra che riescono a introdurre. La vista da dentro
l’edificio non sarà dunque “pulita”, ma avrà
questa costante presenza. Inoltre il costo può essere molto
elevato.
Orientamenti favorevoli: tutti. |
11. Pareti verdi
Altro sistema molto interessante (e tradizionalissimo!) è quello
di usare le piante rampicanti a foglia caduca su appositi supporti
per ombreggiare le facciate o le pergole. L’effetto schermante
si unisce all’evaporativo garantendo il massimo di resa termica.
In inverno la pianta si spoglia lasciando di nuovo passare la radiazione
quando essa serve. È un sistema che sta comportando varie riscoperte
in chiave più tecnologica, ma che comunque necessita di manutenzione
e spesso non sposa l’asetticità e l’automatismo
richiesto alla moderna gestione degli immobili. Dove esiste una persona
che se ne prende cura è da caldeggiare.
Orientamenti favorevoli: soprattutto est ed ovest. |
CONCLUSIONE
La Legge 27 dicembre 2006, n. 296 articolo unico, comma 345, obbliga a
dotare i serramenti vetrati di opportuna
schermatura alla radiazione solare. I tradizionali scuri o tapparelle
come abbiamo visto risolvono il problema, con dei limiti che altri sistemi
risolvono. L’offerta di soluzioni è veramente ampia e va
pensata e calibrata già a livello di progetto, in una sinergia
che coinvolge utente, progettista e ditte produttrici. Pure vi sono importanti
margini di ricerca
e monitoraggio dell’efficienza energetica delle diverse soluzioni
(alcune le stiamo ora conducendo su edifici da noi progettati e realizzati)
e qui le ditte più attente sapranno lavorare e innovare a fianco
dei progettisti. Il progetto e la
ricerca sui sistemi di ombreggiatura che stiamo conducendo si interfacciano
sempre di più con lo studio integrato dei
sistemi di controllo domotico. Gli oscuranti si muovono con il sole, reagiscono
alle nuvole ed al vento, al rapporto fra
luce e temperatura, secondo scenari che ottimizzano le prestazioni energetiche,
ma anche quelle estetiche ed emozionali. Non a caso i sistemi più
innovativi puntano sulla modulazione dell’ombra, della luce e della
vista, per edifici
in sintonia con il clima e con le persone che li abitano.
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