| Risparmio,
ecosostenibilità e guadagno, grazie alla possibilità di
vendere l’energia in surplus. SunTechnics ha studiato il leasing
SunMoney e finanziamenti ad hoc per l’installazione di impianti
fotovoltaici.
Ogni tetto diventa una fonte di guadagno redditizia e senza rischi, grazie
alle innovazioni garantite per la produzione propria di corrente elettrica
tramite impianto solare. Con il Conto Energia, infatti, il proprietario
di un impianto fotovoltaico riceve fino a 49 centesimi per kilowattora
prodotto, per un periodo garantito di 20 anni.
Assicurando con l’investimento anche vantaggi notevoli per l’ambiente,
dal momento che il fotovoltaico permette
un deciso risparmio nello sfruttamento delle tradizionali fonti di energia
come petrolio e carbone e allo stesso tempo evita l’immissione di
anidride carbonica nell’atmosfera. E’ possibile installare
un impianto, inoltre, anche sui tetti di aziende, stabilimenti produttivi
e terreni contribuendo così a creare un’immagine positiva
dell’impresa unita ad un’efficace scelta d’investimento.
A titolo di esempio, e per meglio chiarire l’offerta della Suntechnics,
proviamo ad ipotizzare la volontà da parte di un’azienda
di installare 286 pannelli solari corrispondenti ad un impianto fotovoltaico
con potenza totale di
50 kW. La copertura dell’edificio è orientata a sud, i pannelli
vengono installati con un’inclinazione a 30°, così da
poter massimizzare l’esposizione alla fonte solare: L’investimento
iniziale si aggira intorno ai 280 mila euro con una previsione di produzione
energetica annuale dell’impianto di circa 60 mila Kilowattora.
Considerando l’incentivo previsto dal nuovo Conto Energia per un
impianto fotovoltaico semi-integrato di potenza superiore ai 20 KW, i
ricavi annuali derivanti dalla produzione di energia di questo impianto
sono di circa 24 mila euro. A questa cifra va ad aggiungersi la remunerazione
dell’energia immessa in rete (nel caso in cui la produzione di energia
sia contestuale al suo consumo si ha il risparmio in bolletta) che si
aggira sui 6 mila euro l’anno. Con questa stima di produzione, l’impianto
viene facilmente ammortizzato in circa 10 anni.
Per i restanti 10 anni in cui si continuano a ricevere gli incentivi previsti
dal Conto Energia, il guadagno previsto è di 300.000 Euro.
Va poi considerato che il tempo medio di vita di un impianto fotovoltaico
Suntechnics è superiore ai 30 anni.
Pertanto, l’imprenditore che ha investito in un impianto fotovoltaico,
una volta esaurito il periodo d’incentivazione
previsto dal Conto Energia, può godere ancora per 10 anni della
remunerazione della cessione in rete dell’energia o del risparmio
in bolletta, accrescendo ulteriormente il suo ritorno economico.
Alle aziende che non vogliono vincolare il proprio capitale viene offerta
la possibilità di finanziare l’impianto con un leasing ad
hoc grazie alla collaborazione con i più importanti Istituti di
Credito. Il leasing offre la possibilità di usufruire di tutti
i vantaggi di un impianto fotovoltaico anche alle aziende con poco capitale
da investire, senza gravare sul bilancio, riducendo gli sprechi e la base
imponibile.
In questa pagina: grazie ai moderni impianti fotovoltaici,
oggi è possibile trasformare in modo molto efficiente la luce del
sole in corrente per l'uso quotidiano. Coloro che scelgono l'energia solare
si avvalgono di una tecnologia compatibile con l'ambiente - a tutto vantaggio
della natura.
Per incentivare l’acquisto e la realizzazione di
impianti fotovoltaici da parte delle aziende, SunTechnics ha messo a punto
SunMoney: una soluzione di finanziamento alternativa a favore delle realtà
industriali e commerciali che intendono impegnarsi nella produzione di
energia da fonti rinnovabili.
L’importo finanziabile attraverso l’offerta SunMoney arriva
fino al 100% del costo sostenuto per l’acquisto e l’installazione,
IVA inclusa, partendo da un minimo di 20 mila euro fino ad un massimo
da definire volta per volta in funzione dell’intervento richiesto.
La durata del leasing va da 5 anni a 15 anni, con pagamento suddiviso
in canoni mensili o trimestrali.
Le spese d’istruttoria si mantengono tra i 175 euro, nel caso di
impianti il cui valore non superi i 250.000, e i 225.000 euro per impianti
fino a 500 mila. Il tasso è variabile (fisso su richiesta) e lo
spread si colloca tra l’1,00 e l’1,50 % per gli importi fino
a 500 mila euro: oltre questa cifra, verrà valutato caso per caso.
A garanzia del finanziamento erogato, l’incentivo “Conto Energia”
sarà incassato su conto corrente vincolato a favore della società
leasing. Allo stesso modo anche l’assicurazione diretta da parte
dell’installatore sarà sottoposta a vincolo, a favore della
finanziaria erogante, sia per il periodo d’installazione che per
tutta la durata del contratto di leasing.
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In questa pagina: sul
tetto del centro d’innovazione fennel di bad oeynhausen, l’impianto
fotovoltaico più grande della vestfalia orientale, con i
suoi 2.500 metri quadrati, immette in rete energia ecologica. Su
circa il 60% della superficie complessiva del tetto, la luce del
sole viene convertita direttamente in energia elettrica, silenziosamente
e senza emissioni: la forma incurvata del tetto ha richiesto una
struttura tecnicamente ed esteticamente all’avanguardia per
i moduli fotovoltaici piani. |
Approfondimenti :
Modulo fotovoltaico
Un modulo fotovoltaico è un dispositivo in grado di convertire
l'energia solare direttamente in energia elettrica mediante effetto fotovoltaico
ed è impiegato come generatore di corrente quasi puro in un impianto
fotovoltaico.
Può essere meccanicamente preassemblato a formare un pannello
fotovoltaico, pratica caduta in disuso con il progressivo aumento delle
dimensioni dei moduli, che ne hanno quindi incorporato le finalità.
Può essere esteticamente simile al pannello solare termico, ma
ha scopo e funzionamento profondamente differenti.
Tecnologie a confronto
Di molti materiali impiegabili per la costruzione dei moduli fotovoltaici,
il silicio è in assoluto il più utilizzato. Se si limita
l'analisi ai soli prodotti commerciali, le tecnologie di realizzazione
più comuni sono:
Moduli cristallini
Silicio monocristallino, in cui ogni cella è realizzata a partire
da un wafer la cui struttura cristallina è omogenea (monocristallo),
opportunamente drogato in modo da realizzare una giunzione p-n;
Dimensioni 8÷10 cm ed efficienza 13÷15%. Hanno le caratteristiche
migliori.
Silicio policristallino, in cui il wafer di cui sopra non è strutturalmente
omogeneo ma organizzato in grani localmente ordinati (policristallo);
dimensioni 12÷15 cm
hanno caratteristiche tecniche vicine al monocristallino; esistono delle
celle con contatti affogati nel si (back-contact) con rendimenti di 1,5÷2%
in più. Sopra la cella è deposto uno strato di antiriflettente
(ossido di titanio).
Moduli a film sottile
- Silicio microsferico montato su modulo flessibile
- Silicio amorfo, in cui gli atomi silicei vengono deposti chimicamente
in forma amorfa, ovvero strutturalmente disorganizzata, sulla superficie
di sostegno. Questa tecnologia impiega quantità molto esigue
di silicio (spessori dell'ordine del micron). I moduli in silicio amorfo
dimostrano in genere di una efficienza meno costante delle altre tecnologie
rispetto ai valori nominali, pur avendo garanzie in linea con il mercato.
Il dato più interessante riguarda l'EROEI, che fornisce valori
molto alti (in alcuni casi arrivano anche a 9), il che attesta l'economicità
di questa tecnologia.
- Tellururo di cadmio (CdTe)
- Solfuro di cadmio (CdS) microcristallino, che presenta costi di produzione
molto bassi in quanto la tecnologia impiegata per la sua produzione
non richiede il raggiungimento delle temperature elevatissime necessarie
invece alla fusione e purificazione del silicio. Esso viene applicato
ad un supporto metallico per spray-coating, cioè viene letteralmente
spruzzato come una vernice. Tra gli svantaggi legati alla produzione
di questo genere di celle fotovoltaiche vi è la tossicità
del cadmio ed il basso rendimento del dispositivo.
- Arseniuro di gallio (GaAs), una lega binaria con proprietà
semiconduttive, in grado di assicurare rendimenti elevatissimi, dovuti
alla proprietà di avere un gap diretto (a differenza del silicio).
Viene impiegata soprattutto per applicazioni militari o scientifiche
avanzate (come missioni automatizzate di esplorazione planetaria o fotorivelatori
particolarmente sensibili). Tuttavia il costo proibitivo del materiale
monocristallino, a partire dal quale sono realizzate le celle, lo ha
destinato ad un impiego di nicchia.
- Diseleniuro di indio rame (CIS), con opacità variabile dal
100% al 70% ottenuta mediante fori ricavati direttamente nel film.
- Diseleniuro di indio rame gallio (CIGS
Composizione
I moduli in silicio mono o policristallini rappresentano a loro volta
la maggior parte del mercato. Entrambe queste tecnologie sono costruttivamente
simili, e prevedono che ogni cella fotovoltaica sia cablata in superficie
con una griglia di materiale conduttore che ne canalizzi gli elettroni.
Ogni singola cella viene connessa alle altre mediante ribbon metallici,
in modo da formare opportune serie e paralleli elettrici.
Sopra una superficie posteriore di supporto, in genere realizzata in
un materiale isolante con scarsa dilatazione termica, come il vetro temperato
o un polimero come il tedlar, vengono appoggiati un sottile strato di
acetato di vinile (spesso indicato con la sigla EVA), la matrice di moduli
preconnessi mediante i già citati ribbon, un secondo strato di
acetato e un materiale trasparente che funge da protezione meccanica anteriore
per le celle fotovoltaiche, in genere vetro temperato. Dopo il procedimento
di pressofusione, che trasforma l'EVA in mero collante inerte, le terminazioni
elettriche dei ribbon vengono chiuse in una morsettiera stagna generalmente
fissata alla superficie di sostegno posteriore, e il "sandwich"
ottenuto viene fissato ad una cornice in alluminio, che sarà utile
al fissaggio del pannello alle strutture di sostegno atte a sostenerlo
e orientarlo opportunamente verso il sole.
Cella fotovoltaica
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Una comune cella fotovoltaica in silicio policristallino
La cella fotovoltaica è l'elemento base nella costruzione
di un modulo fotovoltaico, ma può venire anche impiegata
singolarmente in usi specifici.
La versione più diffusa di cella fotovoltaica, quella in
materiale cristallino, è costituita da una lamina di materiale
semiconduttore, il più diffuso dei quali è il silicio,
e si presenta in genere di colore nero o blu e con dimensioni variabili
dai 4 ai 6 pollici.
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Piccoli esemplari di celle fotovoltaiche in materiale amorfo sono in
grado di alimentare autonomamente dispositivi elettronici di consumo,
quali calcolatrici, orologi e simili.
Analogamente al modulo, il rendimento della cella fotovoltaica si ottiene
valutando il rapporto tra l'energia prodotta dalla cella e l'energia luminosa
che investe l'intera sua superficie. Valori tipici per gli esemplari in
silicio cristallino comunemente disponibili sul mercato si attestano attorno
al 15%.
Prestazioni e rendimenti
Cella solare di silicio monocristallino
Le prestazioni dei moduli fotovoltaici sono suscettibili di variazioni
anche sostanziose in base:
- al rendimento dei materiali;
- alla tolleranza di fabbricazione percentuale rispetto ai valori di
targa;
- all'irraggiamento a cui le sue celle sono esposte;
- all'angolazione con cui questa giunge rispetto alla sua superficie;
- alla temperatura di esercizio dei materiali, che tendono ad "affaticarsi"
in ambienti caldi;
- alla composizione dello spettro di luce.
Per motivi costruttivi, il rendimento dei moduli fotovoltaici è
in genere inferiore o uguale al rendimento della loro peggior cella.
Con rendimento si intende la percentuale di energia captata e trasformata
rispetto a quella totale giunta sulla superficie del modulo, e può
essere considerato un indice di correlazione tra watt erogati e superficie
occupata, ferme restando tutte le altre condizioni.
Alcuni pannelli, per uso aerospaziale, hanno rendimenti nominali che
raggiungono anche il 40%, e sono prodotti con materiali rari e costosi
ed altamente tossici; valori tipici riscontrabili nei prodotti commerciali
a base silicea si attestano intorno al:
- 16% nei moduli in silicio monocristallino;
- 13% nei moduli in silicio policristallino;
- 10% nei moduli in silicio microsferico;
- 8% nei moduli in silicio amorfo.
Ne consegue che ad esempio a parità di produzione elettrica richiesta,
la superficie occupata da un campo fotovoltaico amorfo sarà più
che doppia rispetto ad un equivalente campo fotovoltaico cristallino.
A causa del naturale affaticamento dei materiali, le prestazioni di un
pannello fotovoltaico comune diminuiscono di circa un punto percentuale
su base annua. Per garantire la qualità dei materiali impiegati,
la normativa obbliga una garanzia di minimo due anni sui difetti di fabbricazione
anche anche sul calo di rendimento del silicio nel tempo,questa arriva
minimo 20 anni. La garanzia oggi nei moduli di buona qualità è
del 90% sul nominale per 10 anni e dell'80% sul nominale per 25 anni.
I moduli fotovoltaici odierni hanno una vita stimata di 80 anni circa,
anche se è plausibile ipotizzare che vengano dismessi dopo un ciclo
di vita di 35-40 anni, a causa della perdita di potenza dei moduli.
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