Tratto da:
99idee Tech
Ville e Case Prefabbricate N° 018
Oltre gli schemi
Di Baio Editore

Beyond convention

Aldo andreoli indaga le radici dell’abitare in una casa costruita per sé a sedona, in arizona. Poesia e dialogo con l’infinito coesistono in un’opera che desidera cogliere la qualità dei luoghi e interagire con essi.

Aldo andreoli investigates the origins of home-living with a house he built for himself in sedona, arizona. Creativity and a oneness with infinity co-exist in a building that seeks to interact with the surroundings while capturing its qualities.

Servizio a cura di: Raffaela Balestrieri, architetto

Il desiderio di comprendere l’essenza dei luoghi e interagire con essi è una sfida che molti intraprendono e, lontano
dalla confusione e dalla frenesia della grande città, nel silenzio delle montagne dell’Arizona, Aldo Andreoli ha meditato sui temi fondamentali del costruire. Memoria, tempo, calma e, concetto complesso, infinito. Solo scontrandosi con tutto questo è possibile superare quei limiti che gli spiriti poetici trovano troppo stretti per le loro ambizioni. Difficile compito quello di intraprendere una ricerca che intende sconvolgere le regole che ci sono state insegnate per realizzare un proprio sogno.
L’architettura di Andreoli è, in questo senso, assolutamente originale e coerente. La sua ricerca è rivolta ad un linguaggio scarno, essenziale nell’uso di pochi, misurati elementi compositivi. La pianta minimale, la composizione
aperta richiama ad un’altra dimensione del costruire.


Le poche, rarefatte scelte di quest’opera non mirano ad elevare un’architettura, ma diventano simboli sugli elementi
primari ed essenziali del dimorare. Scelte perfette ed eterne che non raffigurano più l’abitare ma il vivere.
Gli spazi perdono la dimensione della compiutezza sia fisica sia, soprattutto, temporale, divenendo assoluti.
La pianta è, nell’ ambiente, presenza silenziosa: essa non parla di materia ma pone l’accento su quello spazio che,
carpendo ed essendone carpita, l’architettura conquista.
Quest’opera non è finita in sé stessa ma rivolge la sua essenza verso l’annullamento.
Ogni elemento ha il peso e la leggerezza dell’infinito che ne preclude la comprensione. E non a caso l’architetto ha
scelto per sé un dialogo tanto intimo e potente da escludere qualunque tentativo di comprensione. Il grande
sistema strutturale della copertura e le grandi aperture sono suggestioni poetiche che desiderano cogliere la
qualità dei luoghi e interagire con essi.
Purezza intellettuale quella in grado di concepire un edificio in cui sussiste una suprema sintesi degli aspetti linguistici
e tecnici. All'interno, la struttura elevata del soffitto, supportata da una serie di travi lamellari, conferisce alla casa quella che Andreoli definisce una sensazione quasi di sacralità. L'Architetto voleva che la casa si integrasse con il paesaggio sia per lo stile che per il materiale.
L'edificio si insinua nel terreno formando un secondo livello dal lato dove si trova la piscina. I materiali sono visivamente e strutturalmente compatibili con i rossi e i verdi del deserto, incluse le coperture in rame, che con
il passare del tempo acquisiscono una patina verde.
Le connessioni "outdoor/indoor" della casa sono espresse in una varietà di modi, le più evidenti sono ampie finestre
e porte di vetro scorrevoli che uniscono gli interni ai giardini e all'area della piscina, rispondendo alle temperature
alle volte calde e alle volte fredde della zona con un orientamento e una pianta che catturano l'angolazione bassa dei raggi di sole invernali per riscaldare gli interni e che fanno circolare attraverso le stanze le brezze rinfrescanti durante l'estate. Il gesto architettonico contenuto che apparentemente sembra respirare un’aria di tranquilla serenità, nasconde sentimenti più potenti. Vi si leggono sforzi per raggiungere un’espressione calma, un desiderio di dare ad ogni singola movenza una dimensione che passa attraverso l’arte. Qui l’architettura diventa arte, non solo nella sua dimensione estetica ma anche nella volontà di sopravvivere al transitorio.

In queste pagine: l'edificio a mo' di loft è essenzialmente un rettangolo
Coperto da un tetto a volta a botte ricoperto in rame. Un muro ricurvo chiude parzialmente il patio della stanza da letto padronale formando uno spazio appartato aperto sul giardino e sul panorama.

On these pages, the attic-shaped building is basically a rectangle
Covered with a barrel vault roof covered in copper. A curved wall
Partially closes the patio of the master bedroom to create a secluded space that opens onto the garden with panoramic view.

The desire to understand the spirit of a place and to interact with it is a challenge undertaken by many. Far from
the frenzy and confusion of the metropolis, in the silence of the mountains of Arizona, Aldo Andreoli has carefully
pondered the fundamental principles of building: memory, time, tranquillity and - a complex concept - infinity.
Only by considering all of these principles is it possible to go beyond the restrictions that poetically minded
individuals find too tight-fitting for their ambitions.
Research that seeks to undo rules that are supposed to turn dreams into reality is difficult indeed.
In this regard, Adreoli's architecture is both original and coherent. He has looked for a simple form of expression
that uses only a few, measured components. The minimal layout and open composition denotes an altogether
different form of construction.

Stylistic choices used for this building do not seek to improve architectural design. Instead they become symbols of the basic elements of living - symbols that no longer represent home-living but living itself. Spaces lose their dimension of completeness, both physical and, above all, temporal, thus becoming absolute.
The layout is a silent presence in its surroundings.
It does not consider matter but emphasises the space that architecture has conquered.
This work is not finished in itself as its very essence moves towards annulment. Every element contains the weight and lightness of infinity, which precludes comprehension.
It is no coincidence that the architect has chosen a dialogue for himself that is so intimate and powerful that it makes it almost impossible to comprehend.
The large structural system of the roof and the big openings are poetic suggestions that seek to interact with
the surroundings while capturing its qualities. The conception of a building that synthesises linguistic and technological features is an example of intellectual purity.
Inside, the elevated structure of the ceiling, supported by a series of glulam beams, gives the house a sensation
that Andreoli considers to be almost sacred.