Tratto da:
99idee Tech
Ville e Case Prefabbricate N° 018
Architettura organica
Di Baio Editore

The Organic architecture

Servizio a cura di: Raffaela Balestrieri, architetto

L'architetto americano Robert Oshatz pur costruendo la propria formazione sui presupposti del Razionalismo europeo, si discosta da questo tipo di concezione, soprattutto abitativa. Oshatz si forma a Los Angeles presso l’atelier di Lloyd Wright, figlio maggiore del grande architetto Frank Lloyd Wright. L’amore per la natura lo conduce ad abbandonare la metropoli e seguire l’ideale di architettura organica, legata alla natura e ai materiali naturali: per Oshatz, la casa deve nascere nel territorio, svilupparsi dall’interno e infine appropriarsene fino a realizzare una simbiosi perfetta con l’ambiente. Per questo abolisce parzialmente il Razionalismo geometrico, preferendogli la fluidità e la continuità delle linee che, partendo dall’edificio, devono penetrare nella natura fino a confondervisi.
Più precisamente, Oshatz pone alla base della sua architettura il corretto rapporto tra individuo, spazio costruito e
natura circostante: significativa, a questo proposito, è la realizzazione di “Casa Wilkinson”. L’’edificio non solo è totalmente immerso nell’ambiente, ma sembra anche emergerne, come se ne costituisse una “estensione”. Casa Wilkinson è una sola cosa con la natura circostante, dialoga con essa in continuità spaziale interno/esterno, arricchisce il genius loci, è parte del luogo in cui è collocata, non è una struttura giustapposta al sito, è integrata
nella natura divenendone composizione armonica tra le parti e la natura circostante.

In queste pagine: residenza wilkinson, portland, oregon. La struttura è stata concepita da oshatz come un organismo in grado di fondersi in una eccezionale sintesi di natura ed artificio.

On these pages, wilkinson residence, portland, oregon. The structure is designed by oshatz as an organism capable of bringing nature and artifice together with exceptional synthesis.

Oshatz definisce "organica" la sua architettura descrivendola come quel "grande spirito vivente creativo che, di generazione in generazione, di epoca in epoca, procede, persiste, crea secondo la natura dell'uomo e delle circostanze che lo circondano, man mano che entrambi cambiano. In questo senso l’architettura organica si pone a fondamento di tutte quelle architetture rispettose della natura: architettura sostenibile, architettura ecologica, bioarchitettura, ecc., legando il rispetto per la natura alla crescita dell’individuo come persona e parte della civiltà. L'architettura di Oshatz è ogni volta diversa, unica ed irripetibile, in quanto legata all’uomo, al luogo e al tempo, tre variabili che non si ripetono mai; produce un ambiente per la vita dell'uomo che diventa una totale opera d'arte dotata di una bellezza organica come espressione della vita moderna, in grado di rispondere ai bisogni individuali di armonia.

in queste pagine: la dissimmetria dei corpi, lo slittamento dei volumi e dei piani riflettono ed esaltano l’organico disordine della natura del luogo.

on these pages, the dissymmetry of the blocks and the offset volumes and floors reflect and emphasise the systematic disorder that is the nature of the place.

Architecture is often a quest: seldom does it find solutions that last. The few, rarefied choices for this work do not seek to promote architecture, but rather they become the basic and primary symbols of living. They are perfect and everlasting choices that no longer represent home-living but living itself. Spaces lose their dimension of both physical and, especially, temporal completeness, to become absolute. Occupying the space between the ground and the tree canopy, the residence provides an unfolding spatial experience, which repeatedly attempts to relate the interior spaces to the adjacent landscape.

In alto e a destra: l’edificio si sviluppa dall’interno verso l’esterno.
Il rapporto con l’esterno è segnato dalla curvatura delle travi in Legno lamellare che attraversano, avvolgendola, la grande parete di vetro della zona giorno.

Above and right, the building grows from the inside outwards. Its rapport with the outside is marked by the curve of the glulam beams that cross, enveloping it, the large glass wall of the living area.

The house is conceived as a series of horizontal planes that terrace along the edge of a south-facing hill above a pond. The arrangement of the guest wing, main living spaces and bedroom wing, which wrap along the hill's crest, is a response to the topography, solar orientations and views beyond. From the entry courtyard, the low profile of the house and selective openings through the facade allow for a playful 'hide and reveal' of the landscape without dominating the site. This project is rooted in the Utopian modernist tradition of blending ambiguity between interior and exterior space. In the primary living spaces, the horizontal planes of the floor and roof surfaces extend beyond large openings of glass.
The interior is characterized by multiple planes of light entering the house at a variety of levels.