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Intervista all'ing.Giuseppe Santilli di Walter Pagliero
Sull’altopiano del Fucino, nella zona del Gran
Sasso tra montagne spesso innevate, un
ingegnere specializzato in costruzioni in cemento
armato e in acciaio ha voluto come propria
residenza una casa prefabbricata in legno al
top della tecnologia e del prestigio. Per ottenerla
si è rivolto all’azienda Pagano System di
Roma; sentiamo la sua testimonianza.
Nessuno lo direbbe a
guardarla, così alta
tra gli abeti, ricca
di pergolati, di balconi,
solida nelle travi a vista.
Eppure si tratta di una
casa prefabbricata.
Scelta proprio
per la sua capacità
di mantenere il calore
interno pur in
un clima rigido. “Ho scelto una casa prefabbricata con struttura
in legno lamellare per due motivi fondamentali:
prima di tutto per prevenire un evento che nella
mia zona è tutt’altro che raro, le scosse sismiche,
e in secondo luogo per avere, grazie a una
pannellatura isolante “da cella frigorifera”, una
coibenza termica eccezionale.
Inattaccabile dai terremoti
Tutta la provincia dell’Aquila, dove si trova questa
casa, nell’ultima mappa ufficiale viene considerata“zona sismica di prima categoria”, e in
qualità di ingegnere conosco bene il comportamento
di queste strutture in caso di terremoto. Il
cemento armato tradizionale deve prima rompersi
per offrire una certa duttilità al sisma; col
legno lamellare questo non succede: avendo un
coefficiente di elasticità molto basso, si deforma
meno e ottiene un maggior smorzamento
dell’onda d’urto.
Inoltre la struttura è dotata di nodi incernierati
che garantiscono una dissipazione energetica
accentuata. E non bisogna dimenticare che i pesi di una
struttura lamellare sono incomparabilmente più
bassi di quelli di una casa tradizionale.
L'immagine è di per sé un elogio evidente
dell'eleganza.
Vediamo l'arrivo dei
pezzi prefabbricati, pronti
per il montaggio. 'emozione
di seguire passo passo
il processo di costruzione
della propria casa è grande
quanto importante.
La rapidità dell'esecuzione
consente di apprezzare
tutto il processo dall'inizio
alla fine.
E di sentire più autenticamente
proprio l'edificio
completato.
Grande risparmio energetico
Il secondo motivo che mi ha portato a scegliere
questa struttura è il suo grande isolamento termico,
che mi permette per gran parte dell’anno
di vivere senza riscaldamento e, nei momenti
di freddo, di risparmiare circa due terzi del
combustibile rispetto a prima.
Nei periodi intermedi, quando il sole si abbassa
sull’orizzonte, basta il recupero del calore
che penetra nelle stanze attraverso le grandi finestre, ma anche durante l’inverno quando è
una bella giornata non accendiamo mai il
riscaldamento.
Era comunque predisposto nella struttura un
impianto chiamato “UTA” (unità trattamento
aria) che in tutta la casa d’inverno fa arrivare
l’aria calda riscaldata dalla caldaia e d’estate
l’aria fresca raffreddata dall’acqua del pozzo e
poi deumidificata da un apposito impianto.
In estate è interessante anche la ventilazione:
basta che ci sia una bava di vento e aprendo sia
l’abbaino che la zona veranda ho una ventilazione
naturale molto piacevole. Naturalmente
quando è molto caldo si chiude tutto e si accende
il “trattamento aria”, che è molto meglio dell’aria
condizionata perché deumidifica.
Eleganza strutturale e grandi aperture
Un terzo motivo di gradimento è l’aspetto architettonico-
strutturale: mi piace l’insieme di pannelli
bianchi o in legno a vista che si compongono
dentro una struttura della stessa essenza.
La parte visibile è un’impiallicciatura in iroko
incollata sopra l’abete che ne è la parte interna,
quella portante.
Non voglio dimenticare un ulteriore motivo che
mi ha portato a questa scelta: la presenza di
grandi finestre; perché, anche quando sono in
casa, a me piace sentirmi dentro la natura, nel
verde che mi circonda.
Il grado di confort che
una struttura di questo
genere può raggiungere è mostrato con evidenza
dalle viste interne
della casa.
Il colore stesso delle travi,
delle pareti e
del pavimento ligneo
definisce ambienti di sobria
eleganza che le amplie
finestrature
complementano con la
vista sulla natura
circostante.
La libreria si pone
con organica
consequenzialità a
complemento della parete.
La coerenza dell'insieme è massimizzata.Il legno è struttura e ornamento
assieme. Le imbullonature
vi spiccano: sono il segno
della verità strutturale
ma anche una presenza
rassicurante.
E qui ci sono grandi aperture con una zona
veranda dove sembra di stare in mezzo alle
stagioni: nella neve se è inverno, tra i fiori se è
primavera, in uno scenario dai colori dorati se è
autunno.
La natura circostante
rende giustizia
al disegno alpino della
casa. Questa è un po'
come una baita montana:
ne ha la schiettezza
e l'efficienza. La capacità
di accogliere e di ospitare.
Una capacità che il locale
bar (qui a lato) dimostra
con chiarezza.
La prefabbricazione non è più un gioco di incastri
di pezzi fati in serie,
ma la capacità di interpretare
un disegno architettonico
razionalizzandolo
con l'uso di elementi
di grande versatilità. Rapidità di costruzione.
Non posso dimenticare l’arrivo di questa casa,
tutta smontata in grandi blocchi, trasportata dai
camion. In questa zona non esisteva nessuna
casa e nel giro di quattro giorni è sorta una villa
con i servizi già completi, quasi “chiavi in
mano”. Un avvenimento da queste parti.
Come fondamenta avevamo preparato un
seminterrato dove mettere tutti gli impianti, il
garage, l’acquaio, la stireria, una tavernetta e,
ancora più in basso per la temperatura giusta,
una cantina dove tenere i migliori vini
d’Abruzzo”.
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