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A cura di: Giuseppe Maria Jonghi Lavarini, Raffaela Balestrieri,
Chiara Naldini e Walter Pagliero
Grafica a cura di: Luca Macchiavelli Comunicazione
Una nuova associazione della Federlegno:
la “Carpenteria in Legno”
Chiediamo al Presidente della nuova nata
Associazione, dr. Giuseppe Fava, le esigenze
che hanno portato al costituirsi di questo
specifico organismo.
“Quando parliamo di “carpenteria in legno” ci
riferiamo a tutte le strutture in legno, sia in lamellare
che in massello, e alle costruzioni interamente
in legno: dal semplice tetto fino alle grandi
strutture per impianti complessi come quelli
sportivi, ad uso religioso, ecc.
La prima esigenza che ci ha sollecitato a creare
l’associazione è stata quella di partecipare alla
formulazione delle normative nazionali e
comunitarie riguardanti i criteri tecnico-progettuali
delle costruzioni in legno.
Noi abbiamo bisogno di confrontarci con chi
queste norme le sta preparando e con l’ausilio
del prof. Ceccotti stiamo cercando di far valere
all’interno della commissione il nostro punto di
vista, per non essere attori solo passivi ma partecipativi.
La seconda esigenza riguarda gli strumenti
di ricerca sui materiali. Vogliamo creare
accordi per avvalerci del Laboratorio del CNR
di San Michele all’Adige (TN) dove vorremmo
istituire un centro di ricerca sui materiali da
utilizzare e sulle norme con cui attuare le
connessioni.
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Per fare un esempio semplice: ci sono viti con
certe qualità ed altre che non le hanno, senza
una normativa che fissi i parametri ci sarà sempre
chi, per risparmiare, abbassa la qualità del
prodotto creando una turbativa del mercato. Il
terzo punto è dato dalla necessità di realizzare
attività di formazione per il nostro settore, con
particolare riguardo alla progettazione e al calcolo
del collaudo.
Per questo vorremmo stabile stretti rapporti con
gli Istituti Medi Superiori e le Università, con
in più la creazione di corsi di perfezionamento
per professionisti.
L’ultimo punto è come la sintesi di tutti gli altri: la
qualificazione e certificazione delle aziende e
dei prodotti. Perché certificando le case e le
altre costruzioni daremmo una garanzia certa e
obiettiva al committente.
Se tutto questo sarà “normato”, il mercato sarà
libero ma con regole eguali per tutti.
Un’ultima cosa. Il nuovo trend dell’economia ci
obbliga a considerare in modo diverso i nostri
colleghi: non più nemici concorrenti, ma amici
che collaborano pur rimanendo ciascuno con la
propria individualità di prodotto.
Faccio un esempio banale: Basilea Due ci obbliga
a razionalizzare gli investimenti, per cui
determinati impianti non possono essere fatti
per singole aziende, ma mettendo molte persone
d’accordo.
Oggi la parola d’ordine dev’essere: fare squadra
tra noi per costruire un sistema di reti che ci permetta
di operare meglio e con più economie.
Se le norme saranno pertinenti e eguali per tutti,
questo faciliterà anche i nuovi rapporti.
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