Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

APPENDICE 1
Di Baio Editore

2. Ingrandimento di chiese.

Quando per il progressivo, aumento avvenuto nella popolazione di una parrocchia, si fa la dolorosa constatazione dell'insufficienza assoluta della chiesa a contenerla tutta, due soluzioni si affacciano a chi vuol provvedere a tale inconveniente: o ingrandire l'edificio, o costruirne un altro nuovo; e la decisione fra i due sistemi dipende da molte circostanze che vanno seriamente vagliate, per non fare delle ingenti spese che poi si abbiano a trovar perfettamente inutili.
Se la favorevole ubicazione topografica, le buone condizioni statiche delle fondamenta o dei muri, la possibilità di aver dell'altro terreno attiguo lo permettono, sarà preferibile il partito di ingrandire la chiesa antica; e ciò, non solo per ragioni economiche, in vista del costo assai minore di un adattamento in confronto ad una erezione ex-novo, ma anche per motivi di rispetto alle memorie e di conservazione delle sacre tradizioni annesse a quell' edificio, che vide tanto generazioni succedersi, ed a cui ciascuno dei parrocchiani ha unito qualche ricordo della propria vita e dei propri avi. Ora l'ingrandimento si può eseguire in due modi: o allargando, o allungando la costruzione, e di ambedue daremo qualche cenno pratico per norma di chi possa avervi interesse.
Aitargamento. - Anche per allargare una chiesa si può procedere in due maniere: costruendo a fianco una chiesa gemella e mettendola in comunicazione con la prima mediante l'apertura di grandi arcate oppure, se l'esistente si presta per la sua architettura, aggiungendole due navate laterali. Di chiese abbinate fianco a fianco abbiamo parecchi esempi in Milano: anzitutto, la S. Maria Incoronata, che é una così detta Ç chiesa coniugale é, iniziata da Francesco Sforza nel 1451 e continuata dieci anni dopo dalla consorte Bianca Maria, forse per opera di Pietro Solari; poi, l'altra pure doppia di S. Michele alla Chiusa, che oltre alla forma presenta ben poco di notevole; infine la bella chiesetta di S. Cristoforo sulla Ripa di P. Ticinese, costituita anch'essa da due corpi di fabbricato con unica facciata, uno del principio, l'altro della fine del Quattrocento. Un simile partito fu preso parecchi anni or sono per la chiesa dell'immacolata dei Minori Osservanti a P. Volta, ma l'esecuzione riuscì poco felice, e presentò tutti gli inconvenienti di una tale disposizione, cioé: la duplicità degli altari di fondo, che non risponde alla traduzione liturgica, e la presenza dei pilastri intermedii che o poco o molto tolgono ai fedeli la vista del celebrante. Si aggiunga che non sempre si può ricorrere a questo espediente, per la scarsa solidità del muro perimetrale, che non permette l'apertura di ampie arcate senza grandi lavori di consolidamento. Si sceglierà quindi l'abbinamento di una nuova chiesa all'antica, solo nel caso in cui non si possa altrimenti provvedere in modo più razionale e conveniente.
Miglior soluzione, sotto tutti i rapporti, quando la disposizione dell'edificio 1 permette, sarà quella di aggiungere ai due lati due navate minori, con cui si otterrà il risultato di raddoppiare almeno la capacità dell'ambiente, rispettando insieme le ragioni dell' estetica e della liturgia. Naturalmente questo si potrà fare nel caso che i muri della chiesa siano abbastanza resistenti, e alti tanto da non diminuire la luce nell'interno per la, navata mediana: meglio ancor se si potrà costruire. anche una nave trasversale, dando così all'edificio la pianta a crociera tradizionale nell' architettura sacra, e includendo maggior area disponibile per altari laterali e per i fedeli.
Allungamento. - Questo pure si può eseguire in due sensi: o anteriormente, o posteriormente, secondo lo spazio di terreno che é possibile occupare senza danneggiare la viabilità. Nel caso di un allungamento anteriore, basta demolire la facciata, elevare una, due o tre campate simmetriche alle esistenti, e ricostruire la facciata che viene così ad essere portata innanzi, con spesa non eccessiva: e un lavoro abbastanza semplificato, pur ottenendo un risultato armonico e soddisfacente. Se invece una via od una pubblica piazza impedissero di allungarsi sul davanti, e fosse agevole acquistare od occupare un'area posteriore, allora si porta indietro tutta 1' abside con 1' altar maggiore, e si prolunga verso oriente la chiesa, costruendo magari un corpo centrale sormontato da una cupola e una navata trasversale, triplicando così addirittura l'ampiezza del vano e raggiungendo assai bene lo scopo. Un esempio di tale allungamento si può osservare nel Santuario della Madonna delle Lagrime a Treviglio, ove l'antica angusta chiesa é diventata la navata d'ingresso, a cui fu aggiunto uno spazio quattro o cinque volte maggiore.
Naturalmente, la principale preoccupazione dell'architetto in tutti questi casi di ingrandimento sarà di coordinare la parte nuova a quella già esistente, in modo da evitare un troppo stridente contrasto, e di ottenere la massima armonia di linee e di proporzioni che sia possibile.