Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO VIII.
IL "DOLCE STIL NOVO"
Di Baio Editore

Unico.

Dopo che i romantici fecero giustizia del classicismo compassato e ufficiale, seguì un'epoca in cui trionfò in arte l'eclettismo, bellissima parola che tradotta in volgare si potrebbe interpretare per saccheggio, o più dolcemente imitazione delle forme passate. Per questo, nella seconda metà del secolo XIX non si ebbero nuove creazioni in fatto d'architettura sacra, limitandosi gli artisti a rimettere in voga, secondo i gusti, ora il bizantino, ora il lombardo, ora il gotico o il rinascimento, tentando anche di fondere elementi di vario stile in una concezione che vorrebbe essere personale, e non é che indefinibile. Si direbbe che l'architettura, stanca della lunga marcia attraverso i secoli, esausta dalla ricerca di nuove forme, voglia ora fermarsi a riposare, e si rivolga con una certa compiacenza all'opera compiuta. E così abbiamo tuttora una architettura religiosa che si ispira a tutti gli stili già acquisiti alla storia dell'arte sacra, ma non ne affronta la creazione di nuovi.
Per la verità bisogna riconoscere, che se ardua impresa é il cercare nuove forme nell'architettura privata, ben maggiore é la difficoltà trattandosi di un sacro edifizio. il rigore stesso delle tradizioni liturgiche che si collegano con una chiesa, ostacola in certo qual modo l'adozione del - dolce stil novo -, che sembra l'eredità trasmessa dal secolo XIX al XX. Iniziato dagli artisti inglesi, che risalendo al Quattrocento si ispirarono ai preraffaellisti, e ne trassero quei motivi ornamentali che per naturale evoluzione si ricongiungevano alla originale semplicità dei primitivi, lo stile floreale o Liberty che dir si voglia si é affermato già potentemente In tutte le manifestazioni artistiche della vita moderna, e benchŽ non sia ancora uscito dal periodo d'incubazione, lascia travedere now lontano il giorno in cui assorgerà all'onore di stile caratterizzante un'epoca della storia.
Ma, domandiamo noi, entrerà esso nelle chiese, e riceverà il battesimo ufficiale tra le forme dell'architettura sacra? Allo stato delle cose, crediamo di no; Io stile floreale é essenzialmente decorativo, non costruttivo, e si presterà ad ingentilire le linee dei mobili, delle suppellettili domestiche, dei gioielli, dei bronzi ; sarà insomma lo stile delle arti minori e industriali, vanto della società odierna. Ma quanto alla costruzione di chiese, di templi, di, edifizi sacri, riteniamo che mai o almeno solo fra gran tempo potrà essere adottato, perché troppo si allontana dal concetto, dallo scopo, dalle tradizioni dell'architettura sacra, nella quale deve regnare un relativo misoneismo, uno spirito di conservazione del patrimonio artistico trasmessoci dai nostri avi. Una chiesa, più che ai sensi, deve parlare all'anima; più che darci un godimento estetico deve sollevarci lo spirito, e le antiche linee caratteristiche delle nostre basiliche, delle patrie cattedrali ci mormorano un linguaggio più forte, più dolce, più suggestivo, dl quel che lo possa fare una nuova creazione, per quanto bella essa sia.
Però, se una evoluzione dell'arte od un eletto ingegno saprà darci opera tale, che, rivestita delle nuove forme, conservi il carattere e il sentimento che deve avere una chiesa, se saprà impressionara
'il nostro spirito e parlare ai nostro cuore come già fecero e fanno I vetusti edifizi dei nostri padri, si inizierà una nuova era per l'architettura sacra, e nuove opere ammirabili continueranno la lunga serie dei cospicui monumenti di cui la religione cattolica fu l'ispiratrice.