Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO VI.
STILE BAROCCO
Di Baio Editore

2. I precursori del barocco.

Come l'ideale per i classicheggianti era il mettere in pratica i precetti di Vitruvio (Marco Vitruvio Pollione (latino Marcus Vitruvius Pollio; c. 80/70 a.C. – 23 a.C.) è stato un architetto e scrittore romano ). secondo le formule del Vignola (Jacopo Barozzi da Vignola, detto comunemente Il Vignola (Vignola, 1º ottobre 1507 – Roma, 7 luglio 1573), è stato un architetto e trattatista italiano ), così si può dire che il barocco sia nato dalla imitazione di Michelangelo, volendo ricopiarne la grandiosità e la vigoria del disegno, la colossale concezione architettonica senza tuttavia possederne il forte genio inventivo.

Tra i precursori del barocco poniamo principalmente due artisti, che dalle opere del Buonarroti (Michelangelo di Lodovico Buonarroti Simoni (conosciuto semplicemente come Michelangelo; Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) è stato un pittore, scultore, architetto e poeta italiano.

 
Santa Maria di Carignano

È una figura di primo piano del Rinascimento ),trassero l'ispirazione per le proprie: Galeazzo Alessi (Galeazzo Alessi (Perugia, 1512 – Perugia, 30 dicembre 1572) è stato un architetto italiano ) e Pellegrino Pellegrini (Pellegrino Tibaldi detto il Pellegrini (Puria di Valsolda, 1527 – Milano, 1596) è stato un architetto e pittore italiano ).

Il primo, perugino di nascita (1512-1572), più che scolaro fu amico di Michelangelo in Roma; ma è a Genova ed a Milano che lasciò le sue opere migliori, in cui sfoggiò tutta l'esuberanza della sua fantasia.

La sua Santa Maria di Carignano riproduce in minori proporzioni la pianta originale del S. Pietro in Vaticano ideata dal suo maestro; e se nell'interno è fredda per l'imponenza delle linee e delle proporzioni classiche, all'esterno è fastosa nella facciata sovraccarica di ornamenti, ma agile, slanciata nel corpo superiore, per l'armonico movimento della cupola, dei campanili e dei lanternini.

Santuario di S. Maria presso S. Celso
San Carlo Borromeo

Venuto poi a Milano, costrusse la facciata del Santuario di S. Maria presso S. Celso animatissima per il lusso dei particolari che prendono il sopravvento sopra la pura linea architettonica, per le nicchie, le lesene, gli obelischi, i candelabri, le cariatidi, le statue che l'adornano.

Questa opera più affannosa e disordinata che chiara ed organica, fu compiuta da Martino Bassi e ristaurata nel 1894, Si ritiene eretta sopra suo disegno anche la facciata della poco discosta chiesa di S. Paolo Decollato, costrutta nel 1553 per le Angeliche, e nella quale sembra abbia posto mano per la parte decorativa il pittore Giambattista Crespi, detto il Cerano (Giovanni Battista Crespi detto il Cerano (Romagnano Sesia, 23 dicembre 1573 – Milano, 23 ottobre 1632) è stato un pittore, scultore e architetto italiano, attivo nell'età della Controriforma.).

Anch'essa è carica di ornati, colonne, trofei, di marmo e di pietra d'ottima fattura e felicemente combinati; benchè la decorazione vi sia 'meno affastellata e S. Celso.

Pellegrino de' Pellegrini, detto il Tibaldi dal padre suo Tebaldo (1521-1596), nato a Puria in Valsolda, fu l'architetto di S. Carlo Borromeo , che avendolo conosciuto in Roma lo chiamò a Milano per fargli edificare chiese nuove e ridurre le vecchie togliendo loro ogni tipico carattere delle architetture passate, e distruggendo così inconsciamente molte storiche memorie specialmente della gloriosa arte lombarda.

Fra le sue costruzioni ex-novo è noto il S. Fedele nell’omonima Piazza San Fedele a Milano, Ideato da lui che lo incominciò nel 1569, continuato da Martino Bassi e compiuto, nella parte superiore della facciata, solo al principio del secolo XIX. Fece pure la bella rotonda di S. Sebastiano, tempio civico votivo, la chiesa di S. Protaso, il maestoso santuario di Rho , i superbi campanili di Varese e di Saronno; diede infine, come già ricordammo, il disegno per la facciata del Duomo, a due ordini sovrapposti, con IO colonne colossali nell'inferiore, con grande timpano triangolare sulla porta più sobria che nel santuario di maggiore ed un altro sulla cuspide, sei grandi obelischi sul cornicione orizzontale, e due campanili staccati ai fianchi; non mancavano nemmeno quattro angeli suonanti la tromba intorno alla statua della Vergine!

Fortuna che della facciata pellegrinesca, modificata .... e peggiorata dal Richino (Francesco Maria Richini (o Ricchino) (Milano, 9 febbraio 1584 – Milano, 24 aprile 1654) è stato un architetto italiano ) e dal Bassi ( Martino Bassi (1542 - 1591) architetto italiano attivo nel rinascimento nato a Milano ha lavorato a Seregno edel Bassi il Battistero del Duomo di Milano) eseguì soltanto la parte inferiore, che però fu sempre lo scoglio per tutti i progetti successivi, compresi anche i futuri.