Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO VI.
STILE BAROCCO
Di Baio Editore

1. II barocco e il barocchismo.

Quando si parla di barocco, quasi involontariamente si dà a questa parola un significato biasimevole, facendone un sinonimo di strano, goffo, iperbolico, lezioso; ma realmente questo proviene dall'aver confuso il barocco con le sue degenerazioni, mentre per sè pub avere dell'ardito, dell'ingegnoso, ed anche del geniale. Bisogna dunque distinguere nell'arte barocca, come in tutte le altre, tre periodi ben definiti : gli inizi, in cui il classico imperante si sovraccarica d'ornamenti l'apogeo, durante il quale trionfa la vastità immensa, l'audace, il colossale, con una decorazione ricca, esuberante, altamente pittorica ; e la decadenza, quando la ricerca dell'effetto conduce alla scenografia, al contorcersi agitato delle facciate, al delirio ornamentale, al vero - carnevale architettonico È, come lo definisce il Chirtani. Preso nel suo miglior momento, - lo spirito decorativo del barocco, dice il Melani, è vivace, caldo, colorito. Nemico delle superfici vuote, lancia cartocci, figure volanti, festoni di marmo, stucco, pietra, dappertutto; e ama le costruzioni policrome, le dorature, i colori ". Quando invece si cade nel barocchismo, - dove la materia manca, la falsità sostituisce la realtà ; purchè l'effetto pittorico e scenografico pieno e fastoso non sia sacrificato alla semplicità, alla moderazione, alla timidezza ". L'architettura barocca, afferma ancora il Chirtani, - incominciò con l'adornarsi di festoni, di mensoloni, di cariatidl, dl termini, d'ornamenti massicci d'ogni genere; si diede a spaccare i timpani dei frontispizi, quando alla cornice dell'architrave, quando al vertice sopra e sotto; le divise in tre o quattro porzioni, girando capitelli e trabeazioni ora in dentro ora in fuori, torcendo, conformando le membra separate in fogge strane d' elmi, di ciuffi, di ricci enormi; voltò le mensole in giù; ammucchiò zoccoli su zoccoli, basamenti su basamenti; addossò pilastri contro pilastri, piantandoli su gregge rozze colossali È. Si giunse così alla aberrazioni del Settecento, in cui si videro gli architetti imitare su le facciate e nella pianta stessa delle chiese le curve delle pance e dei fianchi dei violini e delle chitarre, come nella chiesa dl S. Francesco di Paola a Milano, e si andò a finire nelle svenevolezze dello stile - rococo ", degno rappresentante del secolo delle dame in guardinfante e degli azzimati cicisbel.
In complesso, il barocco è anch'esso l'espressione dell'epoca storica in cui visse e fiorì, quando si taceva tuttora sentire potente l'influenza degli artisti del Rinascimento, ma veniva meno il genio individuale nel loro imitatori ; era fatale che dopo l'apogeo dell'arte nel secolo d'oro incominciasse la parabola discendente, e purtroppo non si è trovata ancora una nuova forza ascensionale, che la risospinga verso le vette sublimi della perfezione;