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4. I classicheggianti.
Una nuova evoluzione nell' architettura cinquecentesca avviene per opera
del Vignola e de' suoi imitatori, mediante un ritorno assoluto ed esclusivo
ai precetti dell' arte classica di Vitruvio, volgarizzati appunto dal
Barozzi e seguiti pedissequamente dai vignoleschi. I monumenti antichi
vengono misurati, le proporzioni sono matematicamente stabilite in moduli,
i cinque ordini architettonici ricevono anch'essi regole scolastiche ed
invariabili, e si reputa il sommo dell' abilità costruttiva il conformarsi
ad esse strettamente, costringendo la fantasia entro formole e rapporti
aritmetici, che se danno agli edifici un aspetto di compassata solennità,
lasciano freddo chi li contempla perchè non si scorge la vasta orma
del genio.
Fu a Roma che fiorì Jacopo Barozzi, detto il Vignola dal luogo di
sua nascita presso Modena (1507-73), più noto però come l'autore
del libro - " li cinque ordini d'architettura ", il quale
divenne li Vangelo, anzi il Corano per i secoli successivi fino a noi,
che non per quanto diede all'arte italiana. Realmente, egli merita di
passare alla storia, oltre che per le originali costruzioni civili, anche
per la Chiesa del Gesù, da lui iniziata nel 1568, ma ultimata da
Giacomo della Porta, e specialmente perla maestosa basilica in puro classico
di S. Maria degli Angeli, o della Porziuncola, ad Assisi. Avuta dopo Michelangelo
(1564) la direzione della basilica Vaticana, ne compì le volte e
costruì le due cupole minori laterali, lavori interrotti dalla sua
morte.
Contemporaneamente al Vignola in Roma, si svolse nel Veneto una bella
fioritura di architetti classicisti, che lasciarono moltissime opere civili
e sacre a testimonio della loro attività. Principali fra essi furono
: il veronese Michele Sammicheli (1484-1559), di cui una delle prime fabbriche
è la chiesa della Madonna delle Grazie a Montefiascone, a croce greca
con cupola ottagonale; Jacopo Tatti detto il Sansovino (1477-1570), di
Firenze, che eresse a Venezia le due chiese di S. Giorgio dei Greci e
di S. Giuliano; e specialmente Il celebre vicentino Andrea Palladio (1508-1580),
emulo e continuatore del Sansovino, al quale si devono in Venezia la chiesa
di S. Giorgio Maggiore, la facciata di S. Francesco alla Vigna, e la chiesa
del Redentore alla Giudecca, la più bella e solenne delle sue costruzioni
sacre, tanto ammirata da Byron.
Col Palladio si può dire che finisca l' architettura del Rinascimento,
perchè Galeazzo Alessi e il pellegrino, pure appartenenti al secolo
XVI, si devono piuttosto ritenere come i precursori del barocco, che doveva
dcorninare in tutta la fastosità delle sue concezioni nel corso del
Seicento.
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