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1. Origine e caratteristiche.
Nello studiare l'arte lombarda ci venne già fatto d'incontrare
ne' suoi elementi architettonici I' arco acuto, benchè adoperato
solo come motivo ornamentale; quando esso, che già era conosciuto
dagli Assiri e diffuso dagli Arabi, entra
nelle costruzioni come elemento statico e fondamenta le, accade una vera
rivoluzione nell'arte, ]murarla, e gli edifizi assumono un nuovo aspetto,
p prendono una novella forma, che impropriamente fu detta stile gotico,
e meglio invece si deve. chiamare stile archiacuto od ogivale.
Si sa infatti che I Goti, Invece che edificare, furono tristamente
famosi nel demolire, ed è noto. che essi calarono in Italia parecchi
secoli prima della comparsa dello stile che da essi ebbe il nome: forse
con questo appellativo si volle dir barbara l'architettura d' Oltralpe
nel medioevo, ma anche questa spiegazione non regge, anzitutto perchè
lo stile ogivale è tutt' altro che barbaro ed è il frutto
di una elevatissima concezione artistica, e poi perchè esso non
ebbe la culla al di là delle Alpi, bensìnella nostra Italia,
la terra classica dell'arte.
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l’immagine riprende :410m D.C. I Goti di Alarico
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Quantunque, infatti, molti scrittori d'arte continuino
tuttora a dire l'architettura archiacuta oriunda dalla Francia, e la vogliono
anzi chiamare opus francigenum, oppure anche dalla Germania; la verità
( oltre che l'amor patrio) esige che se ne riconosca la derivazione diretta
dalla basilica lombarda a volta, modificata con l'introduzione dell' arco
acuto e di varie forme decorative già esistente in germe nello
stile lombardo: se più tardi la Francia e la Germania ci diedero
il loro gotico, fu dunque nè più nè meno che una
restituzione.
Che cosa è che caratterizza l'architettura
lombarda?
L'uso delle volte a crociera, sorrette dalle cordonature che vengono a
finire nei pilastri polistili, i quali le raggruppano in un fascio logico
ed armonico.
Ora agli archi a tutto sesto si sostituiscano gli archi
acuti, e ne verrà un aumento nell'altezza generale dell'edificio,
ma il principio costruttivo è sempre il medesimo, quantunque portato
alla sua ultima espressione: lo studio cioè di equilibrare le volte
su crociera ogivale, riducendo tutta la statica della costruzione ad un
immenso scheletro di nervature diramantesi dai piloni a fascio, che si
regge da sè senza l'aiuto delle pareti, e che permette di dare
all' edificio una leggerezza ed una solidità insieme, che era impossibile
combinare nell' architettura romanicolombarda.
Le caratteristiche quindi dello stile ogivale si possono ridurre
a quattro:
a) l'uso universale dell'arco acuto, più o meno rialzato;
b) la costruzione delle volte ardite e leggiere, a guisa di solida armatura;
c) la sottigliezza delle pareti, traforate da ampie finestre;
d) la tendenza di tutta la costruzione a spingersi in alto, con predominio
della linea verticale sull'orizzontale.
Poichè poi tanto i principii fondamentali quanto i particolari
decorativi sono tratti dalle regole geometriche, e la costruzione è
in ogni sua parte governata da leggi severe e da calcoli matematici; così
l'armonia regna sovrana negli edifizi archiacuti, dove l'organismo è
intimamente connesso col simbolismo, e Ç dove non si sa, come dice
il Boito, tra la bellezza, la scienza e l'artifizio del costruire, quale
sovrasti.
Nelle cattedrali gotiche la pianta è essenzialmente
la stessa del lombardo, cioè a croce latina, salvo la maggior ampiezza
e ricchezza nello sviluppo delle navate, che talvolta giungono fino a
sette, e del coro, circondato da un ambulacro che continua le navate laterali
e da cappelle costruite su un piano poligonale.
La navata trasversale si arricchisce di due gallerie laterali, come pure
una galleria chiamata triforium corre lungo le pareti della navata di
mezzo sotto le finestre. Queste, raggruppate a due a tre insieme, oppure
foggiate ad unico finestrone riccamente lavorato a traforo, occupano quasi
tutto il posto delle pareti, e per mitigare la troppa luce vi si applicano
le grandi vetrate a colori con fatti scritturali e figure di santi, che
creano un'arte nuova e danno un aspetto mistico all'ambiente.
All'esterno, I pilastri di contrafforte dell'architettura lombarda acquistano
la massima importanza e mostrano il loro logico impiego, servendo d'appoggio
a quegli archi rampanti o di controspinta, che sopra il tetto delle navate
laterali vanno a raggiungere I muri della nave principale e scaricano
il peso delle volte interne.
Dove però l'architettura ogivale spiega tutto lo sfarzo delle sue
concezioni è nella facciata, che diventa un vero poema in pietra,
una Bibbia figurata ad uso degli illetterati.
Generalmente essa è divisa in tre zone: l'inferiore è occupata
dai portali a profonda strombatura, con le porte quasi sempre divise in
due vani da un pilastro verticale; la media mostra grandi finestre con
un ampio e ricco resone nel mezzo, oppure una alta galleria orizzontale;
la terza è chiusa dalle estremità delle due torri laterali,
coronate da agilissime piramidi che si slanciano a prodigiosa altezza.
In tutta la facciata, dalle porte alla sommità, è profusa
una grande varietà dl decorazione scultoria, a nicchie con statue
di santi, a trafori, a vere trine lavorate in marmo, a bassorilievi con
soggetti religiosi, a capitelli ornati di fogliami studiati dal vero,
con un effetto generale di grazia e di eleganza che rapisce l'occhio in
una visione di fede e d'arte.
Quanto alla storia dell' arte ogivale, mentre li periodo primitivo entra
ancora nel secolo XII, essa raggiunge il suo apogeo nel XIII, che ne è
come il secolo d'oro, e dal XIV in avanti percorre il periodo della decadenza,
finchè il Rinascimento classico viene ad imporre altre forme costruttive
sotto l'influsso del nuovo spirito dei tempi.
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