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9. L' architettura sacra in
SiciIia.
Soggetta per tre secoli (dal V all' VIII) all'impero di Bisanzio, occupata
dagli Arabi nell'827, conquistata dai Normanni nel 1089. la Sicilia non
poteva a meno che risentire l'influenza delle diverse dominazioni, come
nella vita sociale e politica, anche nell'arte, che riunisce Infatti elementi
di tutte le civiltà che si erano stratificate nella sua storia.
Ma il curioso viene quando si tratta di definire quest' arte eclettica
siciliana, che il De Marzo col Serradifalco chiama siculo-normanna, il
Melani siculo-bizantina, l' Amari araba, altri ancora arabo-normanno,
arabo-greca, arabobizantina, e perfino gotica: il Merzario poi ne fa una
specie di rebus, dicendola " un' architettura che era stata creata
dai Comacini, trasformata in Normandia degli italiani, e diffusa dai Normanni
in Sicilia con l'innesto dell'arte bizantina e moresca ". Fra tanta
varietà di denominazioni, possiamo essere criticati noi, se parliamo
semplicemente di
un' architettura sacra in Sicilia? 'e L'architettura siciliana del medioevo
(afferma 1' illustre Boito), benchè nata e cresciuta e fiorita
sotto I re normanni, e In gran parte per merito .oro, è architettura
siciliana,.., è intera e una, non imita questa o quella arte straniera
.... niuna arte 'è più originale, niuna più nazionale
". Noi quindi ne tratteremo qui dopo le manifestazioni lombarde nelle
Puglie, quasi come un periodo di transizione dal lombardo all'ogivale,
però con caratteri suoi propri pur avendo accettato elementi architettonici
e decorativi di tutti gli stili allora esistenti come la cupola e i mosaici
dal bizantino, l'arco acuto, quello a ferro di cavallo e la volta a stalattiti
dal moresco, e le torri-campanili sulla facciata dal normanno. I principali
monumenti dell'architettura sacra siciliana si trovano, naturalmente,
in Palermo e nei dintorni, dovuti alla pietà ed alla munificenza
dei re normanni che vi avevano posto la capitale della loro saggia ed
avveduta dominazione.
E citiamo per la prima la splendida Cappella palatlna, od oratorio della
reggia, innalzata da re Ruggero 11 dal 1132 al 1143, perchè presenta
riunite tutte le caratteristiche dell'arte siciliana, cioè: gli
archi acuti ornamentali con piedritto molto allungato, la cupola a calotta
sferica con pennacchi a gradini, tre absidi, ricchissima decorazione,
figurativa a mosaico che ricopre tutte le pareti e gli archi fino al sommo
della cupola, volte a stalattiti a pittura policroma, e iscrizioni greche
intrecciate con leggende cufiche od arabesche : se poi vi si aggiunge
la varietà dei marmi nelle colonne a tipo frammentario con bellissimi
capitelli e nel magnifico pavimento a Intarsi, bisogna concludere che
questa Cappella è uno dei più cospicui monumenti dell'arte
siculo.
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La splendida Cappella palatina
Re Ruggero dal 1132 al 1143
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Assai alfine a questa , almeno nell' interno perchè
lo facciata, dall'elegante campanile, è guastata da una grande
porta barocca, è la Martorana, o S. Maria dell'Ammiraglio, fondata
nel 1113-43 da un Giorgio d' Antiochia, essa pure con materiale frammentario
nelle colonne dl marmi rari orientali e nei capitelli corinzi, e ornata
a profusione di mosaici nelle volte e nei sottarchi. Vengono poi: il S.
Cataldo, costruzione massiccia del 118 1, parallelepipedo regolare da
cui sporge leggermente l'abside, sormontato da tre cupole; la chiesa storica
dei Vespri, con tre absidi ornate di leggiadri archetti e tiburio quadrato
a due spioventi; la chiesa di S. Pietro la Bagnara, rifatta da Guglielmo
Il; quella di S. Giacomo la Mazara, riferita al 1088; la Magione, o SS.
Trinità, fondata nel 1150 da Matteo Ajello; e il S. Giovanni degli
Eremiti, pure a tre cupole con pittoresco chiostro annesso.
Teniamo infine per ultimo la cattedrale, riedificata nel 1185 da Guglielmo
ii Buono, ma che risente di tutte le più svariate influenze architettoniche,
dalle due torri della facciata collegate per un grande arco acuto con
una terza più alta che le sta di fronte, alla bizzarra grande porta
sul fianco meridionale a tre arcate ogivali; dal coronamento a merlature
delle navate, alla cupola in stile classico a forma ovoidale con tamburo.
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La Martorana, o S. Maria dell'Ammiraglio |
Duomo di Monreale |
Cattedrale di Cefalù |
Fuori di Palermo, è celebre il duomo di Monreale,
che gareggia col S. Marco di Venezia per lo splendore e l'abbondanza dei
mosaici, rappresentanti fatti della storia sacra, che complessivamente
ricoprono una superficie di 6000 mq. Nella facciata campeggiano le due
torri massicce dello stile siciliano, legate però da un portico
a tre arcate in puro classico; sotto di esso, una severa porta lavorata
ad arabeschi con battenti Istoriati in bronzo di Bonanno da Pisa, dà
accesso alla grande navata centrale, altissima, dalle arcate a sesto acuto,
terminante nel fondo in un' abside ove campeggia un gigantesco busto del
Redentore a mosaico. L'esterno delle tre absidi è sontuosamente
decorato a tre ordini sovrapposti di archetti acuti, graziosamente intrecciati
e lavorati a ornati moreschi. Edificato dal 1164 al 1182 sotto Guglielmo
il Buono, che vi è sepolto in bel monumento, il duomo di Monreale
conta però un altro magnifico edificio degno dl essere visitato,
che è l'annesso chiostro dei Benedettini, costrutto anch'esso nella
seconda metà del secolo XII, uno dei più eleganti e poetici
d'Italia. Consta d'una selva di colonnette abbinate, ed agli angoli riunite
in gruppi di quattro intorno a vaghe fontanelle marmoree; esse sostengono
degli archi già incrostati a mosaico, e alcune di esse sono scolpite
a ornati in rilievo e intarsii, che ne formano delle vere piccole opere
d'arte ; tutte poi portano dei capitelli ricchi di fiori e figure, in
cui si j sbizzarrita la esuberante fantasia dei loro artefici. Sopra,
i capitelli si svolgono, a bassorilievo in marmo, molte scene scritturali,
con te figure svariatissime sbucanti tra le foglie di acanto che dappertutto
intrecciano le loro graziose volute. Nessuno certo che ha veduto questo
chiostro dimenticherà mai il divino silenzio che regna tra quelle
candide arcate, rotto soltanto dal mormorio d'una fontanella ....
Rammentiamo infine l cattedrale di Cefalù, fondata nel 113-1, assai
somigliante nella facciata a quella di Monreale, eccetto che nel portico
che qui con i tre archi, uno a. tutto sesto e I due altri a sesto acuto,
armonizza meglio col resta della costruzione; e pure Il duomo di Messina,
o S. Maria la. Buona, dovuto anch'esso a re Ruggero nel 1168, ma che,
rimasto Incompiuto nella facciata, fu successivamente rimaneggiato e presenta
la porta. maggiore decorata in quello stile ogivale, al quale ora passiamo,
dopo aver studiato le lunghe -peli egri nazioni attraverso tutta l' Italia
del nostro bello stile lombardo.
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