Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO III.
STILE ROMANICO-LOMBARDO
Di Baio Editore

6. L'architettura lombardopisana.

Se v'era una regione in Italia che più profondamente dovesse far sentire la propria influenza nello stile lombardo, era certo la Toscana, dove non era ancora spento del tutto il ricordo dell'antica arte etrusca, e che quando i tempi tornarono propizi alle arti sembrò, per la prima e per parecchi secoli, comprendere in sè tutte le più geniali ispirazioni dell'anima italiana; ond'è che l'architettura severa lombarda, sposandosi con la grazia e la venustà toscana, acquista una leggiadria particolare, favorita dall' impiego si larga scala dei marmi colorati, vanto e ricchezza delle Alpi Apuane. I monumenti più caratteristici di tale nuova fioritura d'arte spuntata sul forte ceppo lombardo trovansi raggruppati a Pisa, Lucca, Pistoia, Arezzo, ed è appunto in queste città che noi la studieremo nelle principali sue manifestazioni.
Pisa. - La cattedrale di Pisa, che vuolsi la prima cronologicamente fra le costruzioni del genere, dal Vasari si ritiene incominciata nel 1016, da altri nel 1105-1106, dallo Schumann nel 1063, e si deve a due architetti d'ignota provenienza, Buschetto e Rainaldo. Ha cinque navi con cupola elittica sulla crociera, coronata da una grossa sfera:, la navata maggiore, retta da sessantotto colonne in granito con capitelli marmorei corinzi, ha la copertura piana in legno a cassettoni, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera: la parte più notevole però è la facciata, dove si afferma decisamente 11 nuovo orientamento dello stile lombardo, mediante lo sviluppo di quelle loggette a piani sovrapposti che già osservammo nelle cattedrali di Piacenza, Parma, Modena, Ferrara e Cremona, e che qui trovano una nuova applicazione sotto l'influsso del genio toscano: sopra l'ordine inferiore ad arcate cieche, si elevano infatti quattro piani di loggiati a colonnine con graziosi archetti e bei capitelli, che per quanto un poco monotoni per la scarsa movimentazione della linea terminale, danno l'impressione complessiva di grande leggerezza e armonia. L'effetto estetico è ancor meglio raggiunto per la vicinanza di due altri gioielli architettonici: il battistero, e la torre pendente o campanile. 11 primo, costrutto da un Diotisalvi nel 1153, è un edificio circolare sormontato da una bizzarra cupola coronata da una lanterna tronco-conica che finisce in una calotta sferica; 1' esterno ha una decorazione simile a quella della cattedrale, banche con l'aggiunta di cuspidi gotiche nel secolo XIV. Il secondo, opera del 1174 di Bonanno da Pisa e Guglielmo d'Innsbruck, è formato da una loggia continua di 207 colonnine salente a spirale fino alla cella campanaria, ed offre la sIngolarità di essere inclinato, con uno strapiombo di quasi cinque metri sopra un' altezza di m. 54, 50.

Cattedrale di Pisa
Lucca. S.Martino
Cattedrale di Prato

Altro edificio assai somigliante alla cattedrale è la chiesa di S. Paolo a Ripa d'Arno, già duomo vecchio, del secolo X, e da notarsi pure quelle di S. Caterina (sec. XIII). attribuita a frà Guglielmo discepolo di Nicola Pisano, di S. Andrea forisportam (sec. XII), di S. Paolo all'orto (Id.), dei SS. Cosma e Damiano (id.), di S. Francesco (sec. XIII), ecc.
Lucca. - Anche questa città, a quell'epoca vera colonia lombarda, offre monumenti assai alfini a quelli di Pisa, fra i quali: 11 duomo, o S. Martino, consacrato da Alessandro li (Anselmo da Baggio) nel 1070, con la magnifica facciata a loggette del 1204, opera di un Guidetto da Como (Begarelli?), che nel sontuoso portico o nartece d'ingresso lasciò la propria firma. e la. data; la. cospicua basilica di S. Frediano (sec. XII), con una facciata splendente d'ampio mosaico ed una leggiadra abside; la S. Maria forisportam; e il S. Michele in foro, per antichità ed importanza artistica non inferiore al S. Fredlano, compiuto nel 1143, come è Indicato in un pilastro del coro.
Nel contado lucchese citiamo la pieve di Diecimo (sec. XI), col campanile coronato di merli secondo un uso molto comune nella regione; la. pieve di Castelloochio (sec. XI), recentemente ristaurata; quelle di Brancoli, di S. Pancrazio, di S. Maria Villa Basilica, ecc. Pistoia. Nella cattedrale, edificio del sec. V ristaurato nel XIII da Nicola Pisano, l facciata è incrostata a marmo bianco e nero, e ripete il motivo pisano delle logge sovrapposte: la medesima disposizione si trova. a S. Andrea (secolo XII), a S. Bartolomeo (Ridolfino, 1167), S. Giovanni fuorcivitas (sec. XII); come a S. Pietro, nei dintorni, ritroviamo le scolture prettamente lombarde nel protiro della porta maggiore, Arezzo. - Il duomo, falsamente attribuito ad Arnolfo di Cambio, si deve invece a. Margaritone d'Arezzo, che verso ii 1313 ne dirigeva la costruzione già iniziata subito dopo il 1277, e che fu condotta a termine solo nel 1511. Una curiosa facciata, tutta a. loggette ma più somigliante alla fronte di un palazzo che ad una chiesa, è quella di S. Maria. della Pieve, incominciata nel sec. XI e trasformata. nel XIII, epoca della stessa facciata dovuta all'aretino Marchionne, e del campanile, compiuto solo nel 1330. - Nel territorio, sono del secolo XII la ex-abbazia di S. Veriano, l'oratorio dei SS. Lorentino e Pargentino, le due pievi di S. Eugenio a Bagnoro e S. Maria. della Chiassa: appartengono invece al XIII le pievi di S. Pietro a Gropina (Cortona), di S. Maria a Montemignaio, di S. Maria in piano di Sco, di S. Pietro in Romena (1152) a Pratovecchio, di S. Appiano a Barberino Vai d'Elsa, ecc.

Santa Maria Novella
S. Michele di Salvenero (Sassari)

Altre città di Toscana. - La bella cattedrale di Prato, che vuolsi opera di Giovanni Pisano, forse a lui deve soltanto gli ingrandimenti eseguiti nel 1317; a Massa Marittima Il duomo ricorda l'architettura delle chiese di Pisa, Lucca e Pistoia, ed è forse opera comacina di un maestro Enrico (Enrico da Campione?) e della prima. metà del sec. XII, almeno nella. parte più antica della costruzione, mentre del 1287 è I' ultimo ordine della facciata e l'abside; a Carrara la facciata di quella cattedrale (sec. XII) reca un rosone marmoreo che sembra lavoro di bulino, non di scalpello; a Grosseto pure esiste un duomo monumentale (sec. XIII e XIV), succeduto però a più antica costruzione del 1294-1302, e nella. località deserta. di Soana sorge una chiesa, quasi ignorata, del secolo XI, con una bellissima porta scolpita.
Firenze. - Una nuova trasformazione del lombardo si trova nei monumenti fiorentini, ove i marmi policromi sono adoperati a rivestire interamente le facciate, donde scompaiono le loggette sporgenti con la selva di svelte colonnine, di cui non restano che le traccie in archetti appena accennati dalla differenza del colore del marmo. A questo gruppo appartengono: il S. Miniato al Monte, che per l'armonia delle proporzioni e l'eleganza della decorazione si direbbe uno dei più puri edifici del Rinascimento, mentre è del secolo XI, con una facciata ad arcate cieche divise da mezze colonne corinzie al piano terreno, un ordine dl quattro pilastri pure corinzi al piano superiore, e un frontlspizio terminale a triangolo; e il celebre S. Giovanni davanti alla cattedrale, già antico duomo della città e dal secolo XI usato come battistero, bellissima costruzione ottagonale riconsacrata da Nicolò Il nel 1059, con incrostazione marmorea anteriore al secolo XIV, terminata da una cupola piramidale con piccola lanterna. - Che ricorda invece 11 tipo lombardo in laterizio, massime nei fianchi a finestre allungate e pilastri di contrafforte, è la S. Maria Novella, iniziata nel 1279 dagli architetti domenicani Sisto e Ristoro, continuata nel 1397 da fra Jacopo da Nipozzano che eresse il campanile, ed a cui nel 1350 da O. Bettini fu aggiunta la facciata, nella quale lavorò anche Leon Battista Alberti nel 1470.
Sardegna. Quest'isola, troppo Ingiustamente dimenticata, che per lungo tempo fu il pomo della discordia fra le repubbliche di Genova e Pisa, dovette subire dai Pisani, in odio ai loro rivali, il gusto dell'architettura e gli stessi costruttori, che lasciarono documenti della loro origine nella chiesa di S. ¥avino a Porto Tortes (sec. XI), nella parrocchiale già sede vescovile di Tratalias, ed altrove. Così pure carattere stilistico pisano hanno in Sardegna: la bella chiesa della SS. Trinità di Saccargia (sec. XII) a Codrongianus, la cattedrale (1285-88) e la chiesa dei Cappuccini a Iglesias, S. Michele di Salvenero (Sassari), e la chiesa di S. Pietro di Sorres, con elegante facciata e abside assai squisita. Ricordiamo anche il duomo di Oristano (sec. XIII), e quello di Cagliari, eretto a ricordo dell'assedio dei Pisani nel 1257, ma poi successivamente Indiverse epoche trasformato dalla fisionomia primitiva.