|
1. Origini e caratteristiche,
Origine del nome. - Mentre l'arte bizantina faceva. sentire I' influenza.
crientale anche in Italia, altri architetti si mantenevano fedeli alla
tradizione latina., e introducendo nella. tecnica costruttiva. elementi
prettamente romani, creavano una vera rivoluzione nella statica e nell'organismo
dei sacri edifici. é così che si vien formando quello stile
che è detto romanico Oltralpe, e che noi italiani meglio chiameremo
lombardo per origine e per carattere.
Il germe della nuova arte si ricollega alla storia della filologia e della
letteratura ; poichè, come le nuove lingue con le relative produzioni
letterarie rampollanti sul ceppo antico e quasi disseccato della lingua
latina si dissero neo-latine o romanze, così l'arte che riannoda
le tradizioni della forma romana antica di architettura, caratterizzata
dall'uso dell'arco a tutto sesto e della volta, ebbe il nome di romanica:
nome che ha la sua ragione di essere al di là delle Alpi, ove tutto
quello che veniva dall' Italia era tenuto per romano, mentre da noi il
delinearsi del nuovo stile con termine più appropriato si dice lombardo,
dalla regione italiana ove ebbe la sua prima culla.
In altre parole, è quello che accadde, in altro campo, per la parola
- ultramontano -, che per I tedeschi ha preso il significato di romano
papale, perchè quanto è cattolico viene ad essi passando
per i monti ; ma che affatto impropriamente userebbero gli italiani, nel
medesimo senso, avendo essi nei propri confini i] centro di verità
nella Chiesa di Roma. Noi dunque, per intenderci, useremo l'oggettivo
di romanico quando si tratta di monumenti d'Oltralpe, e quello di lombardo
per gli edifici sacri italiani e se ci diffonderemo su questo stile un
po' più largamente che per gli altri, sarà non solo per
un sentimento di giustificato regionalismo ma anche perchè realmente
lo stile lombardo e per durata cronologica e per estensione topografica
ha una importanza che troppo spesso gli è disconosciuta.
Origine dello stile. - Si ritiene generalmente che l'apparire dell'architettura
romanico-lombarda coincida col rifiorire dell'arte, dell' industria e
del commercio, della legislazione sociale e della giurisprudenza all'inizio
del secolo XI, dopo Il risveglio della vita dei popoli passato il terrore
del catastrofico mille e che il suo sviluppo sia stato favorito dalle
crociate, che diedero nuovo impulso allo scambio della civiltà e
dei prodotti col Levante, e dalla formazione dei comuni e delle repubbliche
marinare nel medio evo. In realtà, lo stile romanico, e la storia
è là a provarlo, Incomincio assai prima del 1000, ed i suoi
primi passi li muove in Lombardia. per opera specialmente dei famosi Maestri
Comacini.
Erano questi una vera cooperativa edilizia foggiata sulle corporazioni
romane di arti e mestieri, continuata sotto i Goti e i Langobardi, e legalmente
riconosciuta dai re Rotari e Liutprando; e comprendendo architetti, muratori,
scultori e scalpellini, divisi in maestri, compagni e apprendisti, compievano
un lavoro collettivo anonimo, tutti uniti da vincoli di solidarietà
e fratellanza. Usciti di Lombardia, per la valle del Reno passarono in
Germania, in Francia e in Inghilterra, dappertutto edificando cattedrali
e chiostri, chiese e monasteri : in Italia, poi, dalla Lombardia si irraggiano
nell' Emilia, nel Veneto, in Toscana, in Liguria, e poi giù giù
nell'Umbria e nel meridionale fin nelle Puglie. Sul tronco dei Comacini
sorgeranno i rami dei maestri Antelaml e Campionesi, fra cui si distingueranno
Jacopo, Matteo, Bonino, Marco, Anselmo; ma sarà sempre lo stesso
scopo che li anima, I medesimi statuti che li vincola, la stessa attività
che li distingue.
Non bisogna però dimenticare che di conserva con in Maestri Comacini
nell'arte edilizia vanno gli Ordini religiosi, come i Benedettini, i Cluniacensi,
i Cisterciensi, i Certosini; i quali tutti danno un'impronta particolare
al loro edifici conforme allo spirito delle proprie regole monastiche,
innalzando quelle abbazie che ancor oggi ci rendono testimonianza della
loro abilità costruttiva.
Caratteristiche dello stile romanico-lombardo.
- La pianta degli edifici sacri, seguendo un ilchiamo alla tradizione
basilicale, ritorna alla forma allungata, a tre navate (assai di raro
sono cinque), con la nave trasversale che riproduce la croce latina, una
campata quadra oltre la crociera contenente l'altare, e tre absidi parallele,
che non si trovano mai prima del secolo VIII. Nella elevazione, le muraglie
perimetrali sono assai robuste, come quelle che devono sostenere le volte
in muratura, e traforate da strette finestre a feritoia per lo più
con doppia strombatura; alle colonne sono sostituiti i pilastri polistili
o a fascio, composti da mezze colonne, oppure pilastrini addossati al
nucleo centrale quadrato, coronati da capitelli seguenti le modanature
dei pilastri, dal quali si dipartono le cordonature a crociera che formano
le campate quadre delle volte; gli archi sono a tutto esto, e risentono
della grandiosità e dell' arditezza romana: Nella facciata, una porta
a imbuto nel centro, spesso preceduta da un portico o protiro con colonne
sostenute da grossi leoni, e sormontata da un grande rosone che Illumina
l'interno della navata maggiore; sui fianchi, dei pilastri esterni di
contrafforte sostengono la spinta delle arcate interne; il campanile,
talvolta è a lato della facciata, altra volta invece a fianco delle
absidi, oppure addirittura piantato sul tiburio della crociera; e spesso
ve ne sono due simmetrici, ed anche più.
Quanto al materiale adoperato, in principio è largamente usata la
pietra, massime nelle facciate, ed anche in tutta la costruzione perimetrale;
in marmo sono i capitelli, le porte ed il rosone centrale, mentre l'interno
generalmente è in mattoni a pietravista, cioè scoperti senza
il rivestimento di calce ; i massicci pilastri sono composti di grossi
blocchi in pietra, talora con dipinti votivi. Più tardi, invece,
sarà dato larga applicazione all'uso della terracotta, la quale,
specialmente nella pianura lombarda, servirà a decorare le porte,
le finestre, la linea del tetto con leggiadri archetti pensili ricorrenti,
e nell' interno il bianco della calce combinato sobriamente col rosso
dei mattoni darà un' armonia di tinte semplice ed elegante.
L'ornamentazione, in prevalenza è data dalla scultura, almeno nel
primo periodo; è gia cessato l'uso dei mosaici come decorazione,
e non è ancora incominciato quello della pittura murale. La scultura
però è quasi solo di carattere ornamentale, raramente figurativo;
sono fascie a fogliami, a intrecci geometrici in basso rilievo, sono animali
simbolici, come l'aquila, il leone, il cervo, ecc., sono specialmente
mostri strani e favolosi, in cui si sbizzarriva la fantasia dell'artista
in quei tempi di universale misticismo che dominava lo spirito umano.
In generale, la tendenza dell'architettura romanico-lombarda è per
la linea orizzontale; il peso delle volte e lo spessore delle muraglie
non permettono più la elevazione verticale e l'abbondanza di luce
delle basiliche romane: l'altezza è limitata, le navate sono ristrette,
le finestre assai rimpiccolite, donde il senso di gravità, quasi
dl oppressione che si prova aggirandosi per quelle basiliche, ove nella
penombra dell'ambiente scarsamente illuminato spiccano soltanto in tutta
loro originalità suggestiva le sculture simboliche e mostruose degli
archi e dei capitelli. Sarà solo nel secoli XIII e XIV che, introducendosi
l'arco a sesto acuto nell'architettura lombarda, si inizierà quello
slancio verso l'alto che sarà carattere distintivo dell'arte ogivale.
6. Pantalini: Arie Sacra
|