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Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO III.
STILE ROMANICO-LOMBARDO
Di Baio Editore

1. Origini e caratteristiche,

Origine del nome. - Mentre l'arte bizantina faceva. sentire I' influenza. crientale anche in Italia, altri architetti si mantenevano fedeli alla tradizione latina., e introducendo nella. tecnica costruttiva. elementi prettamente romani, creavano una vera rivoluzione nella statica e nell'organismo dei sacri edifici. é così che si vien formando quello stile che è detto romanico Oltralpe, e che noi italiani meglio chiameremo lombardo per origine e per carattere.
Il germe della nuova arte si ricollega alla storia della filologia e della letteratura ; poichè, come le nuove lingue con le relative produzioni letterarie rampollanti sul ceppo antico e quasi disseccato della lingua latina si dissero neo-latine o romanze, così l'arte che riannoda le tradizioni della forma romana antica di architettura, caratterizzata dall'uso dell'arco a tutto sesto e della volta, ebbe il nome di romanica: nome che ha la sua ragione di essere al di là delle Alpi, ove tutto quello che veniva dall' Italia era tenuto per romano, mentre da noi il delinearsi del nuovo stile con termine più appropriato si dice lombardo, dalla regione italiana ove ebbe la sua prima culla.
In altre parole, è quello che accadde, in altro campo, per la parola - ultramontano -, che per I tedeschi ha preso il significato di romano papale, perchè quanto è cattolico viene ad essi passando per i monti ; ma che affatto impropriamente userebbero gli italiani, nel medesimo senso, avendo essi nei propri confini i] centro di verità nella Chiesa di Roma. Noi dunque, per intenderci, useremo l'oggettivo di romanico quando si tratta di monumenti d'Oltralpe, e quello di lombardo per gli edifici sacri italiani e se ci diffonderemo su questo stile un po' più largamente che per gli altri, sarà non solo per un sentimento di giustificato regionalismo ma anche perchè realmente lo stile lombardo e per durata cronologica e per estensione topografica ha una importanza che troppo spesso gli è disconosciuta.
Origine dello stile. - Si ritiene generalmente che l'apparire dell'architettura romanico-lombarda coincida col rifiorire dell'arte, dell' industria e del commercio, della legislazione sociale e della giurisprudenza all'inizio del secolo XI, dopo Il risveglio della vita dei popoli passato il terrore del catastrofico mille e che il suo sviluppo sia stato favorito dalle crociate, che diedero nuovo impulso allo scambio della civiltà e dei prodotti col Levante, e dalla formazione dei comuni e delle repubbliche marinare nel medio evo. In realtà, lo stile romanico, e la storia è là a provarlo, Incomincio assai prima del 1000, ed i suoi primi passi li muove in Lombardia. per opera specialmente dei famosi Maestri Comacini.
Erano questi una vera cooperativa edilizia foggiata sulle corporazioni romane di arti e mestieri, continuata sotto i Goti e i Langobardi, e legalmente riconosciuta dai re Rotari e Liutprando; e comprendendo architetti, muratori, scultori e scalpellini, divisi in maestri, compagni e apprendisti, compievano un lavoro collettivo anonimo, tutti uniti da vincoli di solidarietà e fratellanza. Usciti di Lombardia, per la valle del Reno passarono in Germania, in Francia e in Inghilterra, dappertutto edificando cattedrali e chiostri, chiese e monasteri : in Italia, poi, dalla Lombardia si irraggiano nell' Emilia, nel Veneto, in Toscana, in Liguria, e poi giù giù nell'Umbria e nel meridionale fin nelle Puglie. Sul tronco dei Comacini sorgeranno i rami dei maestri Antelaml e Campionesi, fra cui si distingueranno Jacopo, Matteo, Bonino, Marco, Anselmo; ma sarà sempre lo stesso scopo che li anima, I medesimi statuti che li vincola, la stessa attività che li distingue.
Non bisogna però dimenticare che di conserva con in Maestri Comacini nell'arte edilizia vanno gli Ordini religiosi, come i Benedettini, i Cluniacensi, i Cisterciensi, i Certosini; i quali tutti danno un'impronta particolare al loro edifici conforme allo spirito delle proprie regole monastiche, innalzando quelle abbazie che ancor oggi ci rendono testimonianza della loro abilità costruttiva.
Caratteristiche dello stile romanico-lombardo.
- La pianta degli edifici sacri, seguendo un ilchiamo alla tradizione basilicale, ritorna alla forma allungata, a tre navate (assai di raro sono cinque), con la nave trasversale che riproduce la croce latina, una campata quadra oltre la crociera contenente l'altare, e tre absidi parallele, che non si trovano mai prima del secolo VIII. Nella elevazione, le muraglie perimetrali sono assai robuste, come quelle che devono sostenere le volte in muratura, e traforate da strette finestre a feritoia per lo più con doppia strombatura; alle colonne sono sostituiti i pilastri polistili o a fascio, composti da mezze colonne, oppure pilastrini addossati al nucleo centrale quadrato, coronati da capitelli seguenti le modanature dei pilastri, dal quali si dipartono le cordonature a crociera che formano le campate quadre delle volte; gli archi sono a tutto esto, e risentono della grandiosità e dell' arditezza romana: Nella facciata, una porta a imbuto nel centro, spesso preceduta da un portico o protiro con colonne sostenute da grossi leoni, e sormontata da un grande rosone che Illumina
l'interno della navata maggiore; sui fianchi, dei pilastri esterni di contrafforte sostengono la spinta delle arcate interne; il campanile, talvolta è a lato della facciata, altra volta invece a fianco delle absidi, oppure addirittura piantato sul tiburio della crociera; e spesso ve ne sono due simmetrici, ed anche più.
Quanto al materiale adoperato, in principio è largamente usata la pietra, massime nelle facciate, ed anche in tutta la costruzione perimetrale; in marmo sono i capitelli, le porte ed il rosone centrale, mentre l'interno generalmente è in mattoni a pietravista, cioè scoperti senza il rivestimento di calce ; i massicci pilastri sono composti di grossi blocchi in pietra, talora con dipinti votivi. Più tardi, invece, sarà dato larga applicazione all'uso della terracotta, la quale, specialmente nella pianura lombarda, servirà a decorare le porte, le finestre, la linea del tetto con leggiadri archetti pensili ricorrenti, e nell' interno il bianco della calce combinato sobriamente col rosso dei mattoni darà un' armonia di tinte semplice ed elegante.
L'ornamentazione, in prevalenza è data dalla scultura, almeno nel primo periodo; è gia cessato l'uso dei mosaici come decorazione, e non è ancora incominciato quello della pittura murale. La scultura però è quasi solo di carattere ornamentale, raramente figurativo; sono fascie a fogliami, a intrecci geometrici in basso rilievo, sono animali simbolici, come l'aquila, il leone, il cervo, ecc., sono specialmente mostri strani e favolosi, in cui si sbizzarriva la fantasia dell'artista in quei tempi di universale misticismo che dominava lo spirito umano.
In generale, la tendenza dell'architettura romanico-lombarda è per la linea orizzontale; il peso delle volte e lo spessore delle muraglie non permettono più la elevazione verticale e l'abbondanza di luce delle basiliche romane: l'altezza è limitata, le navate sono ristrette, le finestre assai rimpiccolite, donde il senso di gravità, quasi dl oppressione che si prova aggirandosi per quelle basiliche, ove nella penombra dell'ambiente scarsamente illuminato spiccano soltanto in tutta loro originalità suggestiva le sculture simboliche e mostruose degli archi e dei capitelli. Sarà solo nel secoli XIII e XIV che, introducendosi l'arco a sesto acuto nell'architettura lombarda, si inizierà quello slancio verso l'alto che sarà carattere distintivo dell'arte ogivale.


6. Pantalini: Arie Sacra