Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO I
STILE BASILICALE
Di Baio Editore

3, Le origini delle basiliche.

Dopo quanto abbiamo detto nel paragrafo precedente, sembrerebbe superfluo dedicarne un altro alla questione sulle origini delle basiliche; ma su questo argomento si sono esposte e si espongono tuttora tante e sì diverse opinioni, che non sarà del tutto inutile farne oggetto di speciale trattazione.
Anzitutto, intendiamoci sul nome, pel quale sembra si sia fatta un p0' di confusione per la identità del vocabolo applicato agli edifici civili dei Romani, destinati alla trattazione degli affari e della giustizia. é vero che per ambedue i casi la derivazione è la medesima, dal greco Xr., re; ma il significato rispettivo ne è ben diverso, trattandosi di usi al tutto differenti.0 Il luogo destinato al culto cristiano ebbe varie denominazioni nella letteratura ecclesiastica: ora infatti è detto ecclesia (da ez cioè convegno, adunanza, congrega (1') come in S. Paolo, In Tertulliano, in S. Giovanni Crisostomo; ora invece è chiamata dominicum, -p o casa di Dio per eccellenza, come si trova in S. Cipriano, in S. Gerolamo, in molti atti conciliari; quando si tratta di oratorii eretti sulla sepoltura di un martire, o sul luogo stesso del martirio, si diceva martirium (pprtoy), oppure memoria, cella memoriae se nei cubicoli cimiteriali; Infine si ha l'appellativo classico, passato nella storia dell'arte, di basilica, nel significato primitivo di reggia, domus regis, " quia in ea Regi regum servitor ", come spiegano S. Isidoro ed il Durando; ed è noto che dal latino domus regia è venuto l'italiano "duomo ", a significare la chiesa principale, la cattedrale di ogni città vescovile.
Ora sulla questione delle crigini delle basiliche cristiane, varie opinioni furono emesse, e sostenute con molteplici argomenti, dai diversi autori che ne trattarono. Alcuni, come il P. Grisar, lo Schultze, il Dehio, il Mau, il Kirsch, opinarono che le basiliche provennero esclusivamente dalle case private, poichè tenendosi le adunanze nel peristyliunl o cortile aperto circondato da portici, il tablinum nel fondo diventò il presbyterium per i vescovi ed il clero minore, e l'atrium servì per i catecumeni ed i penitenti. Costoro però dimenticarono che se il peristilio e l'atrio sono elementi delle basiliche, non ne sono però i soli che, come abbiamo visto, le sacre sinassi si tenevano nei cenacoli superiori delle case; e che sarebbe stato assai poco prudente, in quei tempi di persecuzione ora aperta ed ora latente, raccogliere i fedeli nell'atrio e nel peristilio, in vista della pubblica via.
Altri invece, come il Messmer, il Krsuser, lo Stokbauer, il Kraus, il Melani, dissero: i cristiani per avere delle chiese non avevano bisogno di costruire; bastava che prendessero possesso delle basiliche civili, e le adattassero all'uso del culto: e per provare tale opinione, trovano le più perfette analogie fra gli elementi architettonici delle basiliche romane e delle cristiane, arrivando perfino a vedere l'origine della confessio nel carcere sotterraneo sotto il tribunal del giudice, ove il reo attendeva di essere chiamato alla sbarra. Ora, la Chiesa non copio servilmente dail'archfttettura civile, ma la trasformò secondo I proprii concetti; non fece servire la liturgia all'edificio, bensì questo a quella; e non entrò mai nelle basiliche per farne delle chiese, ma anzi ne adoperò I materiali per erigere ex novo le proprie basiliche, che appunto per questo sono dette frammentarie.
Una terza sentenza, tenuta dal De Lastyrie e dal Crostarosa, che vorrebbe conciliare le due precedenti, ritiene che l'arte delle basiliche risulta da molti fattori: così la forma allungata, i colonnati, l'abside, ii tetto, sarebbero tolti dalle basiliche profane; l'atrio, dalle case private; il transetto e l'esedra dalle sale pubbliche di riunione per letture, conferenze, ecc.; altri elementi sarebbero spiegati dall'esame dei singoli monumenti.
Quale di queste tre opinioni corrisponde al vero? Per darne adeguato giudizio, bisogna considerare quale materiale architettonico avessero sottomano gli artisti del secolo della pace, e quali edificii fossero a loro disposizione.
Quanto al materiale, per non parlare dei monumenti orientali, greci ed etruschi tuttora conservati o già 'volgenti in rovina, in Roma erano accolti allora tutti gli stili delle civiltà anteriori, assorbiti e trasformati secondo il gusto romano. Fra questi edifizi, non si poteva pensare ad una Imitazione del templum pagano, ben alieno, per la forma e per 1' uso, dalla disposizione richiesta per il nuovo culto divenuto ufficiale. Nel paganesimo politeistico il tempio era ridotto ad un sacellum di piccole proporzioni, contenente la statua dei flume, ed i sacrificii cruenti si celebravano all'aperto, sulle ampie gradinate, in vista dl tutto il popolo affollato nel forum. Nella religione cristiana invece tutti dovevano entrare nella ecclesia, partecipare ai divini mysteria, ascoltare la divina parola; il che non si poteva fare che in ambienti vasti, razionalmente disposti, e interamente coperti.
Restavano allora le basilicae, celebri fra le quali la Ulpia, la Emilia, la Giulia, ed altre molte, un quid medium fra la nostra borsa ed il tribunale; erano esse generalmente a forma rettangolare, con gli ingressi in uno dei lati maggiori, con due absidi semicircolari nelle pareti minori, con un suggestum in uno degli emicicli per il giudice, e con portici, colonnati e gallerie, coperte da un tetto a due spioventi. La identità del nome, la somiglianza nella distribuzione delle parti fecero pensare a un adattamento puro e semplice di una basilica per luogo di culto, senza avvertire le diversità di costruzione dipendenti dalla destinazione ben diversa dei due edifici.
Secondo quanto abbiamo dimostrato, il piano fondamentale della ecclesia, del dominicum, della basilica, con tutti I suoi elementi essenziali e costitutivi, era già venuto formandosi lentamente nei cenacoli delle case private e nei cubicula del cimiteri, affermandosi poi decisamente nelle basilichette sotterranee ; bastava quindi che l'architetto trasportasse il disegno iniziale in scala più grande, lo sviluppasse, lo adornasse con maggior ricchezza di decorazione, perchè si avesse senz' altro il tipo di quello stile che tu detto basilicale.

(1) Nella diocesi di Bergamo si dice ancora -la congrega, quello che nel milanese è le riunione in chiesa nel pe meriggio delle domeniche per l'insegnamento delta dottrina cristiana, secondo le regole sapientissime del grande San Cailo Borrorneo.