Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO I
STILE BASILICALE
Di Baio Editore

1. I primordi e il piano fondamentale delle chiese cristiane.

La storia dell'architettura cristiana propriamente detta incomincia col secolo IV dell'era volgare, quando Costantino per l'editto di Milano diede la pace alla Chiesa dopo tre secoli di persecuzioni, riconoscendole forma giuridica d'esistenza. Nei tre secoli anteriori l'arte sacra, ancora bambina, muove i primi passi per trovare la propria via; e quantunque nel ramo della pittura essa assorga ben presto ad una mirabile vitalità, ad una espressione altamente concettosa che racchiude una rara profondità di pensiero, pur sotto li velo dl una forma ingenua e primitiva; non si può però parlare dl opere architettoniche in una epoca, in cui le riunioni liturgiche o sacre sinassi si celebravano o nelle case private, o nell'oscurità dei cubicoli cimiteriali.
ai primordi del culto cristiano furono assai semplici : incominciato nel cenacolo di Gerusalemme, continuò per parecchio tempo tanto in Oriente quanto in Roma nelle sale superiori delle case, per, la ragione principale che allora la celebrazione dell'Eucaristia, sull'esempio del Divin Maestro susseguiva alla cena nel medesimo locale ed alla stessa mensa. Di ciò abbiamo prove in Luciano che parla appunto di un cenacolo superiore riccamente addobbato Ž illuminato, ed in parecchi passi degli Atti Apostolici e delle lettere di San Paolo. é noto infatti l'episodio di quel giovinetto caduto dalla finestra in Troade durante un lungo. discorso dell'Apostolo, che pal lo risuscitò ; ed è pure storico che a Roma i fedeli convenivano nella casa di Aquila e Prisca (Rom. XVI), ora S Prisca sull'Aventino, in quella del senatore Pudente, poi chiesa di S. Pudenziana, ed In altre: nè questo costume cessò così presto, perchè sappiamo che S. Ambrogio celebrò più volte a Roma nella casa di una pia matrona in Trastevere.
Ora è appunto in queste adunanze liturgiche, che incominciano a tracciarsi le prime linee del pino fondamentale di una chiesa cristiana, che si iniziano quelle norme costanti 1e quali poi faranno legge per l'architettura sacro : l'orientazione e la divisione in croce. I fedeli devono pregare col volto verso l'Oriente, perchè Gesù Cristo è il Sole di giustizia che illumina tutto il mondo le chiese quindi saranno orientate da ovest verso est. Nei divini ofiici il clero, cioè vescovo celebrante e sacerdoti e ministri assistenti, devono essere separati dai fedeli, e nel popolo alla loro vo1ta:I uomini siano distinti dalle donne, anche questo per ragioni liturgiche; con una linea trasversale si divide il cenacolo in due parti; quella a oriente diventa il presbyterium, quella a occidente sarà la futura navata; un'altra linea poi taglia longitudinalmente il locale, separando i due sessi, ed ecco quella disposizione a forma dl croce che si affermerà maggiormente quando nelle basiliche della pace si costruirà la nave transversa, o tranretto, ma che già sussiste come regola fissa nei cenacoli delle case private usati per le sinassi. Anche la distribuzione delle varie parti della basilica - l'abside con la cattedra vescovile nel fondo, l'altare davanti alla cattedra, il coro per i cantori, gli amboni per le sacre letture - è già fondamentalmente stabilita nel primo secolo della Chiesa : questa costruirà negli intervalli fra le persecuzioni oratorii e luoghi di culto, poi atterrati dagli imperatori (come le basiliche primitive dei Ss. Pietro e Paolo distrutte da Eliogabalo, e le 40 chiese esistenti a Roma citate da Ottavio di Milevi e demolite da Diocleziano) ; nei cubicoli nelle catacombe si radunerà sulle tombe dei martiri a celebrarvi nei giorni anniversari! ; dopo Costantino eleverà le sue grandiose basiliche della pace, le ornerà di decorazioni ricche e fastose: ma il piano di esse sarà, ancora e sempre, quello che si era venuto formando lentamente nei tempi apostolici, e che verrà più ampiamente svolto ma essenzialmente rispettato dagli architetti di tutti i secoli. Lo ripetiamo è la liturgia ecclesiastica che diede le norme per la costruzione delle chiese, che vi aggiunse o ne tolse vani elementi secondo le prescrizioni vigenti nelle diverse epoche come l'atrio richiesto dalla disciplina penitenziale, - è solo essa e sempre essa che dirige e sorveglia i concetti e le applicazioni della nuova arte cristiana.
Sarà quindi necessario allo studioso dl storia dell'arte cristiana primitiva il possedere sufficienti nozioni di liturgia e di teologia dogmatica e morale, per poter entrare nello spirito della Chiesa e rendersi ragione di ogni sua prescrizione artistica, per poter comprendere l'alto e profondo significato delle diverse estrinisicazioni dell'arte, per sentire la poesia che emana dai dipinti, dalle iscrizioni, dai graffiti dei cimiteri, ove essa pone come ii germe donde sboccierà in tutto il suo splendore la magnifica fioritura delle molteplici sue manifestazioni.