Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO III
L'ARTE CLASSICA
Di Baio Editore

2. L' architettura etrusca.

Seguendo il cammino dell'arte da Oriente verso Occidente, dalla Grecia passiamo in Italia, il paese sorriso dalla natura che diverrà la terra deli' arte per eccellenza. Fisicamente somigliante all' Ellade, I' Italia infatti possiede tutti quei fattori che creano la ricchezza e la prosperità, e quindi il sentimento del bello e il bisogno dell'arte ; e se è vero che, più lontana dall' Oriente, per giungere a vera e compiuta cultura ebbe bisogno dell' intermediario della Grecia, è vero altresì che il primo verbo artistico fu portato ai Romani dagli Etruschi, cioè da un popolo italico che aveva un' arte propria quando l'arte in Grecia bamboleggiava ancora.
Le origini dunque dell' arte italiana si devono ricercare non al di là dell' Adratico, ma bensì nei centro delle nostra penisola, ove un popolo fcrte e civile già dieci secoli prima dell'era volgare si era stabilito, estendendo H proprio dominio dal Po alle colonie greche dell'Italia meridionale.
Donde erano venuti gli Etruschi ? Forse dalla Licia, certo dall' Oriente: in realtà, non v'è altro popolo di cui tanto s'ignorino le origini e le storiche vicende. La loro lingua è muta, perchè ancora nessun Champollion ne ha trovata la chiave; le loro pitture ce li mostrano di una razza non pelasgica, e nulla più; anche i riti religiosi, gli usi e costumi erano affatto diversi da quelli delle genti vicine.
Dai resti però dei monumenti degli Etruschi, noi sappiamo che essi erano un popolo sapiente, industre ed operoso, esperto coltivatore di terreni quanto abile navigatore, ingegnoso in ogni genere di costruzioni, ma altrettanto infelice e vittima di un crudele destino. Dominato da un cupo fatalismo che gli minaccia una breve durata ed una prossima fine, il terrore " dell' al di là " pervade tutta la vita individuale e sociale della nazione, dà una forma superstiziosa alla religione ed al culto, e imprime una fisionomia tutta speciale anche all'arte, che stranamente accoppia nelle sue concezioni funerali e banchetti, sepolture e danze, luttuose cerimonie e lieti festini. L'arte etrusca ha perciò un carattere realistico e grossolano, benchè talvolta l' artista nello studio del vero giunga quasi alla bellezza ideale.
Grandissima importanza presso gli Etruschi ebbe l'architettura, anzi essi son ritenuti gli inventori dell' ingegneria militare, come erano assai abili nella civile e nell'idraulica: essi infatti costruirono acquedotti, gettarono ponti, scavarono cloache e canali, lastricarono strade, innalzarono bastioni di fortificazione, cinsero di mura le città, lasciando dappertutto le tracce dell' operosa loro sapienza costruttiva. Degni di particolare menzione sono l'Arco di Volterra e la Cloaca Massima di Roma, ancor oggi dopo ventiquattro secoli adibiti all'uso originario. In questi monumenti si nota la comparsa di elementi architettonici già impiegati in Oriente ma nuovi affatto all'Italia, ossia l'arco e la volta a cunei, che diedero all'architettura etrusca un' impronta nazionale, e dovevano poi trovar ampia applicazione negli edilizi romani.
Per quel che riguarda l'architettura religiosa, dei templi etruschi non rimane altro ricordo che quanto ne dice Vitruvio parlando dell'ordine tuscanico proprio degli Etruschi, perchè questi usavano largamente del legname abbondante nella regione per le loro costruzioni sacre e profane, Possiamo pero farcene un'idea osservando gli avanzi dei templi romani anteriori alla introduzione dell'arte greca in Roma; i quali, dapprima a pianta quadrangolare, si svilupparono poi in forma circolare, carne quello di Venere citato da Festa, altri di cui parla Plutarco, e specialmente quelli sacri al culto di Vesta edificati a Roma ed a Tivoli.
Interessanti assai ed essenzialmente etrusche sono poi le tombe, ancora esistenti in gran numero nella Toscana ed abbastanza ben conservate; poichè il culto dei morti aveva tanta parte nella religione degli Etruschi, presso i quali I sepolcri non erano meno sacri dei templi e le anime degli antenati non meno venerate degli dèi. I sepolcreti etruschi erano di due specie: a foggia di tumuli in pianura, come le camere funebri ricoperte da tetto conica di Corneto Tarquinia ed Alsia, oppure con le camere disposte intorno ad un vestibolo come a Chiusi, Volterra, Cere, Cervetri, Volci ; nei luoghi montani, invece erano veri ipogei sotterranei scavati nella roccia, a somiglianza dl quelli egizi, nei quali una porta scolpita, talora anche con una facciata ad uso di tempio, essa pure intagliata nel tufo, dava adito al vestibolo ed alle varie celle sepolcrali: tali sono quelli di Toscanella, di Norchia e di Castel d'Asso.