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2. L' architettura
etrusca.
Seguendo il cammino dell'arte da Oriente verso Occidente, dalla Grecia
passiamo in Italia, il paese sorriso dalla natura che diverrà la
terra deli' arte per eccellenza. Fisicamente somigliante all' Ellade,
I' Italia infatti possiede tutti quei fattori che creano la ricchezza
e la prosperità, e quindi il sentimento del bello e il bisogno dell'arte
; e se è vero che, più lontana dall' Oriente, per giungere a
vera e compiuta cultura ebbe bisogno dell' intermediario della Grecia,
è vero altresì che il primo verbo artistico fu portato ai Romani
dagli Etruschi, cioè da un popolo italico che aveva un' arte propria
quando l'arte in Grecia bamboleggiava ancora.
Le origini dunque dell' arte italiana si devono ricercare non al di là
dell' Adratico, ma bensì nei centro delle nostra penisola, ove un
popolo fcrte e civile già dieci secoli prima dell'era volgare si
era stabilito, estendendo H proprio dominio dal Po alle colonie greche
dell'Italia meridionale.
Donde erano venuti gli Etruschi ? Forse dalla Licia, certo dall' Oriente:
in realtà, non v'è altro popolo di cui tanto s'ignorino le origini
e le storiche vicende. La loro lingua è muta, perchè ancora
nessun Champollion ne ha trovata la chiave; le loro pitture ce li mostrano
di una razza non pelasgica, e nulla più; anche i riti religiosi,
gli usi e costumi erano affatto diversi da quelli delle genti vicine.
Dai resti però dei monumenti degli Etruschi, noi sappiamo che essi
erano un popolo sapiente, industre ed operoso, esperto coltivatore di
terreni quanto abile navigatore, ingegnoso in ogni genere di costruzioni,
ma altrettanto infelice e vittima di un crudele destino. Dominato da un
cupo fatalismo che gli minaccia una breve durata ed una prossima fine,
il terrore " dell' al di là " pervade tutta la vita individuale
e sociale della nazione, dà una forma superstiziosa alla religione
ed al culto, e imprime una fisionomia tutta speciale anche all'arte, che
stranamente accoppia nelle sue concezioni funerali e banchetti, sepolture
e danze, luttuose cerimonie e lieti festini. L'arte etrusca ha perciò
un carattere realistico e grossolano, benchè talvolta l' artista
nello studio del vero giunga quasi alla bellezza ideale.
Grandissima importanza presso gli Etruschi ebbe l'architettura, anzi essi
son ritenuti gli inventori dell' ingegneria militare, come erano assai
abili nella civile e nell'idraulica: essi infatti costruirono acquedotti,
gettarono ponti, scavarono cloache e canali, lastricarono strade, innalzarono
bastioni di fortificazione, cinsero di mura le città, lasciando dappertutto
le tracce dell' operosa loro sapienza costruttiva. Degni di particolare
menzione sono l'Arco di Volterra e la Cloaca Massima di Roma, ancor oggi
dopo ventiquattro secoli adibiti all'uso originario. In questi monumenti
si nota la comparsa di elementi architettonici già impiegati in Oriente
ma nuovi affatto all'Italia, ossia l'arco e la volta a cunei, che diedero
all'architettura etrusca un' impronta nazionale, e dovevano poi trovar
ampia applicazione negli edilizi romani.
Per quel che riguarda l'architettura religiosa, dei templi etruschi non
rimane altro ricordo che quanto ne dice Vitruvio parlando dell'ordine
tuscanico proprio degli Etruschi, perchè questi usavano largamente
del legname abbondante nella regione per le loro costruzioni sacre e profane,
Possiamo pero farcene un'idea osservando gli avanzi dei templi romani
anteriori alla introduzione dell'arte greca in Roma; i quali, dapprima
a pianta quadrangolare, si svilupparono poi in forma circolare, carne
quello di Venere citato da Festa, altri di cui parla Plutarco, e specialmente
quelli sacri al culto di Vesta edificati a Roma ed a Tivoli.
Interessanti assai ed essenzialmente etrusche sono poi le tombe, ancora
esistenti in gran numero nella Toscana ed abbastanza ben conservate; poichè
il culto dei morti aveva tanta parte nella religione degli Etruschi, presso
i quali I sepolcri non erano meno sacri dei templi e le anime degli antenati
non meno venerate degli dèi. I sepolcreti etruschi erano di due specie:
a foggia di tumuli in pianura, come le camere funebri ricoperte da tetto
conica di Corneto Tarquinia ed Alsia, oppure con le camere disposte intorno
ad un vestibolo come a Chiusi, Volterra, Cere, Cervetri, Volci ; nei luoghi
montani, invece erano veri ipogei sotterranei scavati nella roccia, a
somiglianza dl quelli egizi, nei quali una porta scolpita, talora anche
con una facciata ad uso di tempio, essa pure intagliata nel tufo, dava
adito al vestibolo ed alle varie celle sepolcrali: tali sono quelli di
Toscanella, di Norchia e di Castel d'Asso.
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