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1. L'architettura
greca.
Mentre in Egitto il carattere dell'arte era stata la grandiositˆ,
ed in Assiria la glorificazione della violenza, nell' Ellade invece
la bellezza, la grazia, 1' armonia. E ci˜ corrisponde alla natura
della civiltˆ ellenica, la quale essenzialmente mobile e progressiva;
non pi, il dispotismo orientale che inceppa le iniziative
individuali, ma la libertˆ dei singoli cittadini che si svolge
prospera e feconda, come in Italia all'epoca dei Comuni. Al potere militare
successo quello della scienza e della filosofia, permettendo la
estrinsecazione del genio personale e la formazione di un gusto estetico
che diverrˆ patrimonio della ragione. Il simbolismo orientale ha
ceduto il luogo al realismo, idealeggiato in una serena concezione di
ordine e armonia: il senso del bello che trionfa, imitazione anzi
splendore del vero. Per questo l'arte greca originale e popolare
insieme, e penetra tutta la vita intellettuale e sociale dei liberi e
forti Elleni.
Anche le condizioni orografiche favorirono lo sviluppo dell'arte nella
Grecia ; poich la ristrettezza del territorio spinse assai presto
gli abitatori all'emigrazione ed alle conquiste, alla navigazione ed ai
commerci, riportandone agi e ricchezze in patria, e fondando colonie fiorenti
nella Magna Grecia, nella Sicilia, nell'Asia Minore. Dall'altra parte
poi la varietˆ del suolo, la limpidezza del cielo e la trasparenza
dell'aria diedero 11 senso del colore, che ebbe una geniale applicazione
nella policromia largamente usata nell' architettura.
I Greci, per i quali il corpo umano era un piccolo mondo, l'universo in
miniatura, ebbero per supremo ideale estetico il culto della forma, e
ad esso si rivolsero tutte le cure per lo sviluppo dell'energia e delle
forze fisiche, accompagnato sempre dall'eleganza delle linee, dall'agilitˆ
e gagliardia delle membra. Mens sana in corpore sano era la loro impresa,
e quindi niuna meraviglia che abbiano dato tanta importanza alla ginnastica
educativa, elevata al grado di istituzione nazionale, per la quale la
giovent maschile e femminile dl Atene e dl Sparta nelle palestre
e nei ginnasii si dava con ardore ai giuochi ed agli esercizi, per guadagnar
gli ambiti premii destinati al vincitori.
Certo che lo libertˆ permessa dalle gare atle-
tiche non poteva avere che un'influenza deleteria sui costumi; ma
pure innegabile che senza la ginnastica l'arte greca. non sarebbe arrivata
a quella naturalezza di espressione e perfezione. di forma, a cui giunse
nel secolo di Pericle con Fidia, Policleto, Prassitele, Lisippo. E omettiamo
di parlare della parte che ebbero nell' educazione del popolo la poesia,
la tragedia, la musica: era l'arte in tutte le sue manifestazioni che
si svolgeva sotto il cielo dell' Attica, producendo quei capolavori che
sopravvissero a tanti secoli e formano ancora adesso l'ammirazione dei
cultori del bello.
Nella storia dell'arte greco primitiva, le cui origini orientali ci sono
attestate da tanti passi del poemi omerici, si ha dapprima un' etˆ
eroica, caratterizzata dalle costruzioni ciclopiche e pelosgiche.
L'invasione dorica pose fine all'etˆ eroica della Grecia, e di
principio all'epoca arcaica, la cui storia si riassume nel profondo contrasto
fra due stirpi antagoniste : la razza dorica e la razza ionica. é
in questa etˆ e fra questi contrasti che avviene la separazione dei
diversi rami dell' arte ; la scultura si individua cessando di essere
puramente decorativa, la pittura si stacca dalla ornamentazione, e con
movimento graduale ed armonico si hanno le origini e lo sviluppo dei tre
ordini architettonici, I cui caratteri corrispondono assai bene all'indole
dei popoli che li crearono.
Il primo cronologicamente i' ordine dorico, grave e severo come
sobria ed austera era la razza da cui prese il nome. In esso la colonna
corta, tozza, senza piede, alta cinque volte e mezzo il proprio
diametro, e porta da sedici a venti scanalature a spigolo acuto. Il capitello
semplicissimo, composto di un echino o cuscinetto poggiante su
di un collarino, e sormontato da un abaco quadrato sporgente coi quattro
angoli fuori dell'echino. Sopra il capitello poggia la trabeazione, formata
dell' architrave liscio, della fascia ornata a triglifi e mtope,
e della cornice sporgente con gli sgocciolatoi pel displuvio. La trabeazione
sorregge il frontone triangolare che contiene il timpano ricco di sculture,
e lungo i lati degli ornati a palmette sono detti antefisse se posti di
prospetto, od acroterii se collocati ai quattro angoli dell' edificio,
intorno al quale corre un colonnato, mentre un peristilio sulle due fronti
minori dˆ adito alla cella del dio. Tipo caratteristico di tempio
d'ordine dorico il celebre Partenone di Atene, costruito su otto
colonne di fronte e sedici ai lati, con bassorilievi di Fidia nel timpano,
e la policromia largamente applicata.
Altra costruzione del genere, ed assai meglio conservata del Partenone,
il tempio di Nettuno a Pesto, come pure i molti templi pi
o meno in rovina esistenti in Sicilia e nella Magna Grecia. Come applicazione
all'edilizia moderna del puro ordine dorico, con le porte e le finestre
ad apertura trapezoidale, da notarsi il fabbricato d'ingresso ai
cimitero comunale di Milano presso Musocco.
L' ordine ionico, creato da una razza pi agile e pi intelligente
che la dorica, ha forme, proporzioni e decorazioni leggiadre e snelle,
che gli danno un senso di grazia e di armonia degno dei veri rappresentanti
del genio greco, quali furono gli Jonii. La colonna, solcata da venti
a ventiquattro scanalature a costola, giunge ad avere da 8 /2 a 9 1/2
diametri d'altezza, e riposa su di una base rotonda con o senza punto
quadrato. Nel capitello, l'abaco dell'ordine dorico si schiaccia e cade
ai due lati con due graziose e robuste volute abbraccianti l'echino e
il collarino, ornato di ovali il primo, di pedine il secondo. La elegante
trabeazione comprende un architrave a tre filari di pietre sovrapposti
in aggetto, una cimasa adorna con ovoli e foglie acquatiche, ed un fregio
continuo, liscio o scolpito a decorazione ornamentale. Il tipo classico
di questo ordine I' Eretto, costrutto da Pericle sull' Acropoli
di Atene; composta di tre santuarii costituenti un unico tempio, in cui
non si sa se pi ammirare l'agile maestˆ dell'edificio, o l'eleganza
delle proporzioni, o la ricchezza della decorazione. Particolare caratteristico
dell'Eretto l'impiego della figura femminile in sostituzione
delle colonne; polche in uno dei corpi sporgenti dal fabbricato la trabeazione
sostenuta da statue muliebri o cariatidi, modellate con rara perfezione,
che si chiamano canfore perch portano sul capo una specie
di canestro o corba, ornata con ovali e foggiata a capitello. Di altri
monumenti ionici citeremo il famoso Mausoleo, o tomba eretta da Artemisia
regina di Carla al marito Mˆusolo nel 354 a. C., poi distrutta nel
secolo XV. Sembra che anche il disegno originario della famosa Mole Adriana,
ora Castel S. Angelo, fosse ispirato a questo ordine architettonico, nel
quale puro la policromia serviva a dare maggior risalto alle varie parti
ottenendo effetti singolari nel contrasto delle diverse tinte.
L'ordine corinzio infine, usato in Grecia solo per piccoli templi rotondi,
assorse solo in Roma all'onore di vero ordine decorativo, adatto al fasto
ed alla grandiositˆ delle costruzioni romane, massime perch
il materiale pi adatto per i capitelli e le basi delle colonne era
il celebre bronzo di quella Corinto, che diede appunto il nome a questo
ordine d'architettura.
La sua caratteristica particolare consiste nel capitello, foggiato a campona
rovesciata con ricca decorazione di fogliami d' ˆcanto a due ordini,
dal secondo dei quali si sprigionano i cˆuli che, arricciandosi si
mutano in doppie spirali o volute, sporgenti ai quattro angoli i superiori
in modo da cambiare la pianta rotonda del capitello in quadrangolare.
Oltre ai templi, 1' architettura greca era impiegata a costruire ed ornare
teatri, stadi, ippodromi, anfiteatri, sepolcri: grande fu altres“,
nei tempi pi avanzati, il lusso delle case private e delle ville
signorili ; e fra gli edifizi greci elevati fuori dell' Ellade e delle
colonie, erano celebri in Alessandria il Serapion, o tempio di Serapide,
ed il Museum, o palazzo delle Muse, dovuti alla magnificenza dei Tolomei.
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