Tratto da:
Gli Stili nell'architettura sacra

CAPO III
L'ARTE CLASSICA
Di Baio Editore

1. L'architettura greca.

Mentre in Egitto il carattere dell'arte era stata la grandiositˆ, ed in Assiria la glorificazione della violenza, nell' Ellade invece  la bellezza, la grazia, 1' armonia. E ci˜ corrisponde alla natura della civiltˆ ellenica, la quale  essenzialmente mobile e progressiva; non  pi, il dispotismo orientale che inceppa le iniziative individuali, ma  la libertˆ dei singoli cittadini che si svolge prospera e feconda, come in Italia all'epoca dei Comuni. Al potere militare  successo quello della scienza e della filosofia, permettendo la estrinsecazione del genio personale e la formazione di un gusto estetico che diverrˆ patrimonio della ragione. Il simbolismo orientale ha ceduto il luogo al realismo, idealeggiato in una serena concezione di ordine e armonia:  il senso del bello che trionfa, imitazione anzi splendore del vero. Per questo l'arte greca  originale e popolare insieme, e penetra tutta la vita intellettuale e sociale dei liberi e forti Elleni.
Anche le condizioni orografiche favorirono lo sviluppo dell'arte nella Grecia ; poich la ristrettezza del territorio spinse assai presto gli abitatori all'emigrazione ed alle conquiste, alla navigazione ed ai commerci, riportandone agi e ricchezze in patria, e fondando colonie fiorenti nella Magna Grecia, nella Sicilia, nell'Asia Minore. Dall'altra parte poi la varietˆ del suolo, la limpidezza del cielo e la trasparenza dell'aria diedero 11 senso del colore, che ebbe una geniale applicazione nella policromia largamente usata nell' architettura.
I Greci, per i quali il corpo umano era un piccolo mondo, l'universo in miniatura, ebbero per supremo ideale estetico il culto della forma, e ad esso si rivolsero tutte le cure per lo sviluppo dell'energia e delle forze fisiche, accompagnato sempre dall'eleganza delle linee, dall'agilitˆ e gagliardia delle membra. Mens sana in corpore sano era la loro impresa, e quindi niuna meraviglia che abbiano dato tanta importanza alla ginnastica educativa, elevata al grado di istituzione nazionale, per la quale la giovent maschile e femminile dl Atene e dl Sparta nelle palestre e nei ginnasii si dava con ardore ai giuochi ed agli esercizi, per guadagnar gli ambiti premii destinati al vincitori.
Certo che lo libertˆ permessa dalle gare atle-
tiche non poteva avere che un'influenza deleteria sui costumi; ma  pure innegabile che senza la ginnastica l'arte greca. non sarebbe arrivata a quella naturalezza di espressione e perfezione. di forma, a cui giunse nel secolo di Pericle con Fidia, Policleto, Prassitele, Lisippo. E omettiamo di parlare della parte che ebbero nell' educazione del popolo la poesia, la tragedia, la musica: era l'arte in tutte le sue manifestazioni che si svolgeva sotto il cielo dell' Attica, producendo quei capolavori che sopravvissero a tanti secoli e formano ancora adesso l'ammirazione dei cultori del bello.
Nella storia dell'arte greco primitiva, le cui origini orientali ci sono attestate da tanti passi del poemi omerici, si ha dapprima un' etˆ eroica, caratterizzata dalle costruzioni ciclopiche e pelosgiche.
L'invasione dorica pose fine all'etˆ eroica della Grecia, e di principio all'epoca arcaica, la cui storia si riassume nel profondo contrasto fra due stirpi antagoniste : la razza dorica e la razza ionica. é in questa etˆ e fra questi contrasti che avviene la separazione dei diversi rami dell' arte ; la scultura si individua cessando di essere puramente decorativa, la pittura si stacca dalla ornamentazione, e con movimento graduale ed armonico si hanno le origini e lo sviluppo dei tre ordini architettonici, I cui caratteri corrispondono assai bene all'indole dei popoli che li crearono.
Il primo cronologicamente  i' ordine dorico, grave e severo come sobria ed austera era la razza da cui prese il nome. In esso la colonna  corta, tozza, senza piede, alta cinque volte e mezzo il proprio diametro, e porta da sedici a venti scanalature a spigolo acuto. Il capitello  semplicissimo, composto di un echino o cuscinetto poggiante su di un collarino, e sormontato da un abaco quadrato sporgente coi quattro angoli fuori dell'echino. Sopra il capitello poggia la trabeazione, formata dell' architrave liscio, della fascia ornata a triglifi e mtope, e della cornice sporgente con gli sgocciolatoi pel displuvio. La trabeazione sorregge il frontone triangolare che contiene il timpano ricco di sculture, e lungo i lati degli ornati a palmette sono detti antefisse se posti di prospetto, od acroterii se collocati ai quattro angoli dell' edificio, intorno al quale corre un colonnato, mentre un peristilio sulle due fronti minori dˆ adito alla cella del dio. Tipo caratteristico di tempio d'ordine dorico  il celebre Partenone di Atene, costruito su otto colonne di fronte e sedici ai lati, con bassorilievi di Fidia nel timpano, e la policromia largamente applicata.
Altra costruzione del genere, ed assai meglio conservata del Partenone,  il tempio di Nettuno a Pesto, come pure i molti templi pi o meno in rovina esistenti in Sicilia e nella Magna Grecia. Come applicazione all'edilizia moderna del puro ordine dorico, con le porte e le finestre ad apertura trapezoidale,  da notarsi il fabbricato d'ingresso ai cimitero comunale di Milano presso Musocco.
L' ordine ionico, creato da una razza pi agile e pi intelligente che la dorica, ha forme, proporzioni e decorazioni leggiadre e snelle, che gli danno un senso di grazia e di armonia degno dei veri rappresentanti del genio greco, quali furono gli Jonii. La colonna, solcata da venti a ventiquattro scanalature a costola, giunge ad avere da 8 /2 a 9 1/2 diametri d'altezza, e riposa su di una base rotonda con o senza punto quadrato. Nel capitello, l'abaco dell'ordine dorico si schiaccia e cade ai due lati con due graziose e robuste volute abbraccianti l'echino e il collarino, ornato di ovali il primo, di pedine il secondo. La elegante trabeazione comprende un architrave a tre filari di pietre sovrapposti in aggetto, una cimasa adorna con ovoli e foglie acquatiche, ed un fregio continuo, liscio o scolpito a decorazione ornamentale. Il tipo classico di questo ordine  I' Eretto, costrutto da Pericle sull' Acropoli di Atene; composta di tre santuarii costituenti un unico tempio, in cui non si sa se pi ammirare l'agile maestˆ dell'edificio, o l'eleganza delle proporzioni, o la ricchezza della decorazione. Particolare caratteristico dell'Eretto  l'impiego della figura femminile in sostituzione delle colonne; polche in uno dei corpi sporgenti dal fabbricato la trabeazione  sostenuta da statue muliebri o cariatidi, modellate con rara perfezione, che si chiamano canfore perch portano sul capo una specie di canestro o corba, ornata con ovali e foggiata a capitello. Di altri monumenti ionici citeremo il famoso Mausoleo, o tomba eretta da Artemisia regina di Carla al marito Mˆusolo nel 354 a. C., poi distrutta nel secolo XV. Sembra che anche il disegno originario della famosa Mole Adriana, ora Castel S. Angelo, fosse ispirato a questo ordine architettonico, nel quale puro la policromia serviva a dare maggior risalto alle varie parti ottenendo effetti singolari nel contrasto delle diverse tinte.
L'ordine corinzio infine, usato in Grecia solo per piccoli templi rotondi, assorse solo in Roma all'onore di vero ordine decorativo, adatto al fasto ed alla grandiositˆ delle costruzioni romane, massime perch il materiale pi adatto per i capitelli e le basi delle colonne era il celebre bronzo di quella Corinto, che diede appunto il nome a questo ordine d'architettura.
La sua caratteristica particolare consiste nel capitello, foggiato a campona rovesciata con ricca decorazione di fogliami d' ˆcanto a due ordini, dal secondo dei quali si sprigionano i cˆuli che, arricciandosi si mutano in doppie spirali o volute, sporgenti ai quattro angoli i superiori in modo da cambiare la pianta rotonda del capitello in quadrangolare.
Oltre ai templi, 1' architettura greca era impiegata a costruire ed ornare teatri, stadi, ippodromi, anfiteatri, sepolcri: grande fu altres“, nei tempi pi avanzati, il lusso delle case private e delle ville signorili ; e fra gli edifizi greci elevati fuori dell' Ellade e delle colonie, erano celebri in Alessandria il Serapion, o tempio di Serapide, ed il Museum, o palazzo delle Muse, dovuti alla magnificenza dei Tolomei.